codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1587 codice civile: Obbligazioni principali del conduttore

Il conduttore deve:

1) prendere in consegna la cosa (1) e osservare la diligenza del buon padre di famiglia (2) nel servirsene per l’uso determinato nel contratto (3) o per l’uso che può altrimenti presumersi dalle circostanze;

2) dare il corrispettivo nei termini convenuti (4).


Commento

Conduttore: [v. 1575]; Corrispettivo: [v. 1571].

 

Diligenza del buon padre di famiglia: [v. 1176] l’obbligo generale di diligenza impone al conduttore di non cagionare danni materiali alla cosa locata, di eseguire le opere di piccola manutenzione [v. 1576], di astenersi da qualsiasi comportamento che risulti lesivo degli interessi del locatore.

 

(1) L’obbligo di prendere in consegna (ricevere) la cosa locata costituisce il reciproco di quello previsto dall’art. 1575 n. 1 ed è espressione del più ampio dovere di custodire e conservare il bene al fine di restituirlo al locatore.

 

(2) Alla necessità dell’uso diligente della cosa locata è collegata la responsabilità del conduttore per la perdita o il deterioramento della cosa [v. 15881, 15903].

 

(3) Il conduttore è tenuto a non fare della cosa un uso diverso da quello pattuito; altrimenti può scattare il rimedio della risoluzione.

 

(4) Le altre norme che completano il quadro dei comportamenti doverosi del conduttore sono quelle di cui agli artt. 1588 e 1590 (nonché l’art. 1576 che impone al conduttore di eseguire le riparazioni previste a suo carico).

 


Giurisprudenza annotata

Obbligazioni e contratti

Nelle locazioni non abitative (nella specie, ad uso turistico-alberghiero), la valutazione della gravità dell'inadempimento va operata caso per caso e non può ridursi alla mera constatazione della violazione di una obbligazione principale ma deve considerare l'importanza dell'inadempimento in rapporto al complesso delle pattuizioni e dell'operazione economica posta in essere, nonché all'interesse che intendeva realizzare la parte non inadempiente, così da verificare in quale misura l'inadempimento abbia determinato un effettivo squilibrio nel sinallagma contrattuale, che giustifichi la risoluzione. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che la violazione dell'obbligazione di custodia della cosa locata, per l'omessa esecuzione di lavori di piccola manutenzione per un valore di settanta milioni di vecchie lire, non fosse idonea a giustificare la risoluzione per inadempimento a fronte di canoni corrisposti in nove anni per un importo di oltre tre miliardi). Cassa con rinvio, App. Roma, 04/09/2007

Cassazione civile sez. III  28 luglio 2014 n. 17066

 

L'azione di accertamento dell'avvenuta risoluzione del contratto per effetto d'una clausola risolutiva espressa, ex art. 1456 cod. civ., tende ad una pronuncia dichiarativa, perché implica l'accertamento dell'inadempienza, con la conseguenza che non ha l'idoneità, con riferimento all'art. 282 cod. proc. civ., all'efficacia anticipata rispetto al momento del passaggio in giudicato; pertanto fino al momento della definitività della sentenza di accertamento - che in quanto tale deve acquisire quel grado di stabilità che si identifica con il giudicato - il rapporto contrattuale permane e con esso, nel caso di contratto a prestazioni corrispettive, qual è quello di locazione, l'obbligo del conduttore di continuare a corrispondere il canone. Rigetta, App. Brescia, 19/01/2010

Cassazione civile sez. III  15 novembre 2013 n. 25743  

 

 

Locazione

In tema di locazione di immobili, non è consentito al conduttore astenersi dal versare il canone, ovvero ridurlo unilateralmente, nel caso in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, e ciò anche quando si assume che l'evento sia ricollegabile a fatto del locatore (nella specie si condannava al pagamento del canone di locazione la società conduttrice che, a seguito del crollo del soffitto dell'immobile locato, si era trasferita altrove senza aver però conseguito alla "consegna delle chiavi", atto attraverso il quale si ha l'effettiva restituzione della cosa locata alla locatrice, sottraendola alla disponibilità della parte conduttrice).

Tribunale Bari sez. III  13 marzo 2014

 

Le contestazioni mosse dal conduttore nel procedimento avente a oggetto la domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del medesimo all'obbligazione di pagamento dei relativi canoni, in merito al difetto di manutenzione dell'immobile locato e alla conseguente riduzione di godimento dello stesso, non possono ritenersi idonee a sostenere l'eccezione di inadempimento ex art.1460 c.c., poiché, essendo il pagamento del canone di locazione la principale obbligazione del conduttore, non è consentito a questi sospenderne unilateralmente il pagamento nel caso in cui si verifichi una riduzione di godimento dell'immobile locato. La sospensione di pagamento del canone, invero, può ritenersi legittima nella sola ipotesi in cui venga meno la controprestazione in capo al locatore. Qualora, dunque, come nella fattispecie concreta, il godimento dell'immobile locato non sia mai venuto meno, avendo il conduttore sospeso il pagamento dei canoni pur continuando ad abitare nell'immobile, deve trovare accoglimento la domanda di risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del conduttore.

Tribunale Milano sez. XIII  07 giugno 2013 n. 8104

 

In tema di locazione il conduttore non può astenersi dal versare il canone, ovvero di ridurlo unilateralmente, nel casi in cui si verifichi una riduzione o una diminuzione nel godimento del bene, e ciò anche quando si assume che tale evento sia ricollegabile al fatto del locatore, atteso che la sospensione totale o parziale dell'adempimento dell'obbligazione del conduttore è legittima soltanto qualora venga completamente a mancare la controprestazione da parte del locatore, costituendo altrimenti un'alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti (nella specie, la Corte ha escluso la legittimità della condotta del conduttore, che aveva sospeso il pagamento del canone locatore per aver il locatore celato la copertura in amianto del fabbricato nonché per non aver posto in essere gli interventi necessari a far cessare le infiltrazioni di acqua piovana).

Cassazione civile sez. III  29 gennaio 2013 n. 2099  

 

In tema di locazione di immobili urbani per uso diverso da quello abitativo, la cosiddetta autoriduzione del canone (e, cioè, il pagamento di questo in misura inferiore a quella convenzionalmente stabilita) costituisce fatto arbitrario ed illegittimo del conduttore, che provoca il venir meno dell'equilibrio sinallagmatico del negozio, anche nell'ipotesi in cui detta autoriduzione sia stata effettuata dal conduttore in riferimento al canone dovuto a norma dell'art. 1578, comma 1, c.c., per ripristinare l'equilibrio del contratto, turbato dall'inadempimento del locatore e consistente nei vizi della cosa locata. Tale norma, infatti, non dà facoltà al conduttore di operare detta autoriduzione, ma solo a domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, essendo devoluto al potere del giudice di valutare l'importanza dello squilibrio tra le prestazioni dei contraenti.

Cassazione civile sez. III  26 giugno 2012 n. 10639  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti