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Art. 1591 codice civile: Danni per ritardata restituzione

Il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo convenuto fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno (1).


Commento

Corrispettivo: [v. 1571]; Risarcimento del danno: [v. 1218]; Mora: [1219].

Maggior danno: consiste nell’ulteriore pregiudizio subito dal locatore a causa della ritardata restituzione della cosa locata.

 

(1) Il maggior danno, ad esempio, può consistere nel pregiudizio dipendente dal non avere potuto dare in locazione la stessa cosa per un canone più elevato, dal non aver potuto utilizzare direttamente e tempestivamente il bene, dal non averlo potuto alienare per un prezzo più conveniente, e da situazioni analoghe. Esso deve essere dimostrato dal locatore.

 


Giurisprudenza annotata

Locazione

In tema di locazione di immobili, la valutazione relativa alla configurabilità o meno del danno da ritardato rilascio di immobile va effettuata, una volta che l'attore abbia provato l'esistenza di una favorevole occasione di vendere o di locare l'immobile, con valutazione prognostica ex ante in cui si consideri se, in mancanza del ritardo nella riconsegna, il proprietario avrebbe potuto secondo la regolarità causale concludere l'affare.

Cassazione civile sez. III  22 ottobre 2014 n. 22352  

 

In tema di locazione di immobili ad uso diverso, la conservazione del godimento dell'immobile dopo la notificazione dell'atto di citazione in giudizio con la quale si chiede la risoluzione ex art. 1453 c.c. del contratto di locazione per inadempimento del locatore, è espressione non già di un godimento giustificato dalla pendenza della locazione, ma al contrario un comportamento tenuto dopo la provocazione della sua cessazione con la proposizione dell'azione di risoluzione. Da ciò discende che gli effetti della risoluzione si producono sin dalla notifica dell'atto di citazione e da tale momento il conduttore, ex art. 1591 c.c., è tenuto a versare al locatore il corrispettivo convenuto per la locazione fino all'effettiva consegna dell'immobile senza poter invocare al riguardo il non ancora avvenuto versamento dell'indennità di avviamento da parte del locatore inadempiente.

Cassazione civile sez. VI  03 ottobre 2014 n. 20894  

 

In materia di locazione, qualora il conduttore permanga, dopo la risoluzione del contratto, nella detenzione del bene col consenso del locatore, sulla base di un accordo volto a differire la data del rilascio dietro corrispettivo, l'indennità di occupazione va ragguagliata a quest'ultimo, che continua ad essere dovuto anche in caso di ulteriore detenzione del bene oltre il periodo convenuto, salva la possibilità, per il locatore, di provare il maggior danno, con rigorosa dimostrazione che la ritardata restituzione dell'immobile ha concretamente pregiudicato la possibilità di locare il bene a terzi per un canone superiore all'ultimo corrispettivo convenuto con il conduttore inadempiente, non essendo sufficiente la mera prova del diverso e maggior valore locativo di mercato. Cassa con rinvio, App. Palermo, 12/02/2008

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15899  

 

Ove, dopo che sia stato risolto il contratto di locazione, il conduttore permanga nella detenzione del bene col consenso del locatore, sulla base di un accordo che sia volto a differire la data del rilascio e che preveda anche il corrispettivo dovuto, l'indennità di occupazione deve intendersi ragguagliata all'importo convenuto; tale corrispettivo costituirà anche l'indennità dovuta per il periodo successivo in relazione al quale le parti non abbiano raggiunto alcun accordo, fatta salva -in questo caso- la possibilità, per il locatore, di fornire la prova dell'eventuale maggior danno, con rigorosa dimostrazione che la ritardata restituzione dell'immobile ha concretamente pregiudicato la possibilità di locare il bene a terzi per un canone superiore all'ultimo corrispettivo convenuto con il conduttore inadempiente, senza che possa ritenersi a tal fine sufficiente la mera prova del diverso e maggiore valore locativo di mercato

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15899  

 

 

Fideiussione

In tema di decadenza del creditore dall'obbligazione fideiussoria per effetto della mancata tempestiva proposizione delle azioni contro il debitore principale, qualora il debito sia ripartito in scadenze periodiche, ciascuna delle quali dotata di un grado di autonomia tale da potersi considerare esigibili anche prima ed indipendentemente dalla prestazione complessiva, il "dies a quo", agli effetti dell'art. 1957 cod. civ., va individuato in quello di scadenza delle singole prestazioni e non già dell'intero rapporto, in quanto scopo del termine di decadenza è quello di evitare che il fideiussore si trovi esposto all'aumento indiscriminato degli oneri inerenti alla sua garanzia, per non essersi il creditore tempestivamente attivato al primo manifestarsi dell'inadempimento, magari proprio contando sulla responsabilità solidale del fideiussore. (Nella specie la S.C. ha ravvisato l'autonomia delle prestazioni aventi ad oggetto le singole rate del canone annuo pattuito per la locazione, anche considerando che la legge autorizza il locatore ad agire per la risoluzione del contratto decorsi venti giorni dalla scadenza del canone ineseguito). Rigetta, App. Torino, 19/09/2007

Cassazione civile sez. III  11 luglio 2014 n. 15902

 

 

Forze armate

Il meccanismo "punitivo" della commisurazione del canone alla durata della precedente occupazione senza titolo costituisce conseguenza della natura di indennità di carattere risarcitorio del canone dovuto alla mancata riconsegna dell'alloggio alla scadenza (art. 1591 c.c.). È, pertanto, legittimo commisurarne l'importo alla durata dell'inadempimento dell'obbligo di rilascio durante il quale gli occupanti hanno beneficiato, senza averne titolo, dell'utilizzo, a canone agevolato, di immobili di servizio sottraendoli alla loro funzione istituzionale. In tal modo, è stata impedita l'assegnazione degli stessi beni a militari in servizio determinando un danno a carico dei legittimi aspiranti assegnatari del medesimo alloggio di servizio (costretti a rivolgersi al libero mercato delle locazioni), della p.a. con ingiustificato vantaggio degli occupanti sine titolo (che in alcuni casi proprio grazie al beneficio del canone agevolato hanno potuto acquistare una casa di proprietà). Non può pertanto ravvisarsi la prospettata ingiustizia, né alcuna irragionevolezza o contraddittorietà con il criterio del reddito dell'occupante (che secondo i ricorrenti verrebbe alterato dalla commisurazione del canone alla durata della detenzione senza titolo), in quanto la commisurazione del canone alla durata dell'occupazione abusiva deve essere proporzionato al periodo in cui è stato protratto il danno sopra specificato in coerenza con la natura di indennità risarcitoria del canone sopra evidenziata e con lo spirito, oltre che con la lettera dell'art. 6 comma 21 quater d.l. n. 78 del 2010 e priva di gravi vizi logici o palesi carenze valutative.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  03 ottobre 2013 n. 8561  

 



 
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