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Art. 1600 codice civile: Detenzione anteriore al trasferimento

Se la locazione non ha data certa, ma la detenzione del conduttore è anteriore al trasferimento, l’acquirente non è tenuto a rispettare la locazione che per una durata corrispondente a quella stabilita per le locazioni a tempo indeterminato (1).


Commento

Detenzione: [v. 1140].

 

(1) La norma si applica tanto alle locazioni di beni mobili [v. 812] quanto alle locazioni di beni immobili [v. 812].

 

 


Giurisprudenza annotata

Fallimento

L'occupazione di un immobile di proprietà del fallito da parte di un terzo, ancorché risalente ad epoca anteriore all'apertura della procedura concorsuale, è inopponibile al fallimento, in difetto della prova della sua riconducibilità ad un rapporto di locazione, non potendo trovare applicazione in tal caso l'art. 2923, comma 4, c.c. - dettato per l'esecuzione forzata, ma applicabile anche al fallimento, che costituisce un pignoramento generale dei beni del fallito - in quanto la certezza in ordine all'anteriorità della detenzione, alla quale la predetta disposizione conferisce rilievo, in linea con quanto previsto in via generale dall'art. 2704 c.c., non esclude la compatibilità della stessa con altri rapporti, ivi compreso quello di comodato.

Cassazione civile sez. I  30 luglio 2009 n. 17735

 

 

Locazione

Ove, in corso di rapporto locativo, la piena proprietà dell'immobile si scinde ("mortis causa" o per atto "inter vivos"), per eventi di carattere traslativo o costitutivo, attribuendosi la nuda proprietà e l'usufrutto a soggetti diversi, la qualità di locatore va attribuita esclusivamente al titolare dell'usufrutto, per tutti i riflessi attivi e passivi, sostanziali e processuali. Conseguentemente la disdetta del contratto effettuata dal nudo proprietario è inefficace nei confronti del conduttore e questi è legittimato ad eccepire la di lui carenza di legittimazione attiva nell'azione giudiziaria di rilascio per finita locazione.

Tribunale Napoli  15 ottobre 1999

 

Qualora gli occupanti di un immobile - convenuti in giudizio per il rilascio dall'acquirente dello stesso, quali detentori senza titolo - eccepiscano di legittimamente detenere l'immobile in forza di un rapporto di sublocazione stipulato con il locatario in ragione della relativa previsione del contratto di locazione opponibile all'acquirente (in quanto di data certa anteriore alla vendita dell'immobile), si ha litisconsorzio necessario nei confronti del detto locatario, perché per la dipendenza del rapporto di sublocazione da quello di locazione, in tale ipotesi, è in primo luogo da accertare l'esistenza o meno e la durata del rapporto di locazione, accertamento che deve essere eseguito nei confronti del conduttore.

Cassazione civile sez. III  11 giugno 1991 n. 6595

 

Supposta l'originaria coincidenza fra la posizione di titolare della piena proprietà di un bene e quella di locatore, ove successivamente la piena proprietà, per eventi di carattere dichiarativo o costitutivo venga a scindersi nel senso dell'attribuzione della nuda proprietà e dell'usufrutto rispettivamente a soggetti diversi, la qualità di locatore, in virtù delle disposizioni coordinate degli art. 981, 984, 999 c.c., si concentra per tutti i riflessi, attivi e passivi, sostanziali e processuali, nel titolare dell'usufrutto, e ciò tanto nella costituzione dell'usufrutto per atto tra vivi, quanto nella costituzione "mortis causa".

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 1990 n. 11828  

 

Litisconsortio

Il rapporto processuale, che si costituisce mediante l'intervento della parte legittimata a far valere la pretesa avanzata in giudizio da un soggetto carente della legittimazione attiva "ad causam", non dipende dalla sorte dell'originario rapporto costituito dall'attore, poiché il vero legittimato rispetto all'oggetto della lite della quale è parte il non legittimato, ha una posizione sostanziale autonoma, che essendogli riconosciuta direttamente dall'ordinamento con esclusione del non legittimato, tende ad imporsi anche a questo, con la conseguenza che la sorte del rapporto processuale posto in essere mediante l'intervento non è subordinata a quella dell'originario rapporto su cui si è innestato. (Fattispecie in cui nel giudizio instaurato dal nudo proprietario di un immobile concesso in locazione, nei confronti del conduttore, per ottenere il rilascio, avevano spiegato intervento gli usufruttuari quali esclusivi titolari del lato attivo del rapporto di locazione).

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 1990 n. 11828  

 

Qualora l'occupante di un immobile, convenuto in giudizio per il rilascio, quale detentore senza titolo, dall'acquirente dello stesso, eccepisca di detenere legittimamente l'immobile in forza di un rapporto di sublocazione stipulato con il conduttore in ragione della relativa previsione del contratto di locazione, opponibile all'acquirente perché di data certa anteriore alla vendita dell'immobile, sussiste il litisconsorzio necessario nei confronti del conduttore-sublocatore, dovendo in primo luogo procedersi all'accertamento - anche nei confronti del predetto soggetto - dell'esistenza e della durata del rapporto di locazione, dal quale quello di sublocazione dipende.

Cassazione civile sez. III  06 novembre 1989 n. 4613  

 

 

Opposizione di terzo

La legittimazione di impugnare la sentenza con l'opposizione di terzo ordinaria (art. 404, comma 1, c.p.c.) presuppone in capo all'opponente la titolarità di un diritto autonomo, la cui tutela sia incompatibile con la situazione giuridica risultante dalla sentenza pronunciata tra altre parti: pertanto con riguardo ad una sentenza di risoluzione d'un contratto preliminare di compravendita di un immobile, l'opposizione non è proponibile dal conduttore che abbia ricevuto il bene in locazione dal promissario acquirente, non essendo il diritto del conduttore autonomo bensì dipendente da una delle posizioni giuridiche coinvolte dalla sentenza e perciò esposta a risultare privo di valida fonte con il cadere del diritto del dante causa, nè risultando la sua tutela incompatibile con la situazione giuridica affermata dalla sentenza in quanto, a norma dell'art. 1606 c.c. e per l'estensione che sia da riconoscere sulla sua base alla protezione del diritto del conduttore, questo è fatto salvo nonostante il retroattivo venir meno del diritto del suo locatore.

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 1990 n. 336  

 



 
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