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Art. 1605 codice civile: Liberazione o cessione del corrispettivo della locazione

La liberazione o la cessione del corrispettivo della locazione non ancora scaduto non può opporsi al terzo acquirente della cosa locata, se non risulta da atto scritto avente data certa anteriore al trasferimento. Si può in ogni caso opporre il pagamento anticipato eseguito in conformità degli usi locali.

Se la liberazione o la cessione è stata fatta per un periodo eccedente i tre anni e non è stata trascritta, può essere opposta solo entro i limiti di un triennio; se il triennio è già trascorso, può essere opposta solo nei limiti dell’anno in corso nel giorno del trasferimento (1).


Commento

Liberazione del corrispettivo: qualsiasi atto in forza del quale il conduttore è liberato dal suo obbligo di pagare il corrispettivo: pagamento anticipato, remissione [v. 1236], transazione [v. 1965].

 

Cessione del corrispettivo: cessione del diritto ad ottenere il pagamento del canone dal locatore ad un terzo [v. 1260].

 

(1) La norma, di scarsa applicazione pratica, costituisce eccezione al principio dell’art. 1602, che prevede un subingresso integrale dell’acquirente nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione.

 


Giurisprudenza annotata

Locazione

Il pignoramento dell'immobile locato costituisce, in analogia alle situazioni che si verificano in tema di disciplina della liberazione e della cessione dei canoni ai sensi dell'art. 1605 c.c., mezzo di pubblicità e, quindi, formalità idonea a mettere il locatore proprietario in grado di conoscere il soggetto cui il canone deve essere corrisposto da tale momento; tale scopo il pignoramento non può tuttavia adempiere nei confronti del conduttore, i cui canoni siano stati ceduti, non dovendo essere effettuata al conduttore la notificazione del pignoramento. Ne consegue che, ai fini dell'inopponibilità delle cessioni dei canoni con effetti nei confronti del conduttore, a costui deve essere data notizia dell'avvenuto pignoramento e dell'intervento nel processo esecutivo del creditore ipotecario, affinché anche per il conduttore sussista l'obbligo di pagare i canoni futuri al soggetto legittimato a riceverli ai sensi del comma 4 dell'art. 2812 c.c..

Cassazione civile sez. III  28 agosto 2007 n. 18194  

 

In mancanza di una contraria volontà dei contraenti, la vendita dell'immobile locato determina, ai sensi del combinato disposto degli art. 1599 e 1602 c.c., la surrogazione, nel rapporto di locazione, del terzo acquirente che subentra nei diritti e nelle obbligazioni del venditore-locatore senza necessità del consenso del conduttore; ai sensi dell'art. 1605 c.c., il terzo acquirente della cosa locata può chiedere i canoni della locazione non ancora scaduti quando risultano da atto di data certa. (Nella specie, in applicazione del riportato principio, la S.C. ha ritenuto che la società alla quale era stato conferito in proprietà da due suoi soci, con atto di data certa anteriore al pignoramento e alla successiva assegnazione dei canoni, il bene locato, aveva conseguito il diritto di pretendere i canoni dalla data di trascrizione dell'acquisto dell'immobile e che a tanto non era di ostacolo la circostanza che nell'ordinanza di assegnazione fossero compresi anche canoni non ancora scaduti alla data della dichiarazione positiva del terzo, soccorrendo in tal caso la disposizione di cui al comma 1 dell'art. 1605 c.c., sicché ben poteva la società, acquirente dell'immobile con atto di data certa, pretendere l'attribuzione dei canoni non ancora scaduti dopo la dichiarazione del terzo).

Cassazione civile sez. III  09 agosto 2007 n. 17488  

 

La vendita dell'immobile locato (con conseguente subentro del nuovo titolare del bene nel contratto di locazione), intervenuta successivamente all'ordinanza di assegnazione delle somme per canoni non ancora scaduti emessa in favore del ereditore pignorante dell'originario locatore non è opponibile all'assegnatario, come causa estintiva degli effetti dell'assegnazione.

Tribunale Trapani sez. II  22 dicembre 2006 n. 646  

 

 

Fallimento

È opponibile all'amministrazione straordinaria del cedente la cessione in garanzia di crediti futuri (nella specie, relativi ai canoni d'affitto dell'azienda del cedente), relativamente ai crediti non ancora maturati alla data del decreto di amministrazione straordinaria, sino al termine di un anno dalla stessa data.

Tribunale Bari  01 aprile 1998

 



 
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