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Art. 162 codice civile: Forma delle convenzioni matrimoniali

Le convenzioni matrimoniali (1) (2) debbono essere stipulate per atto pubblico sotto pena di nullità (3).

La scelta del regime di separazione può anche essere dichiarata nell’atto di celebrazione del matrimonio.

Le convenzioni possono essere stipulate in ogni tempo, ferme restando le disposizioni dell’articolo 194 (4).

Le convenzioni matrimoniali non possono essere opposte ai terzi quando a margine dell’atto di matrimonio non risultano annotati la data del contratto, il notaio rogante e le generalità dei contraenti, ovvero la scelta di cui al secondo comma (5) (6).


Commento

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 43) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) Per uno schema di convenzione matrimoniale, vedi in Appendice IV l’atto n. 2.

 

(3) La nullità della convenzione matrimoniale comporta l’automatica applicazione del regime legale della comunione.

 

(4) Il secondo periodo del comma 3, con quale si richiedeva l’autorizzazione giudiziale per il mutamento delle convenzioni matrimoniali, dopo la celebrazione del matrimonio, è stato abrogato ex art. 1, l. 10-4-1981, n. 142 (Modifiche ad alcune norme relative alle convenzioni tra coniugi).

 

(5) Il regime della comunione fra i coniugi non necessita di particolari forme di pubblicità in quanto trova automatica applicazione, in mancanza di una diversa pattuizione fra i coniugi. Viceversa, qualora gli sposi scelgano il regime della separazione, è necessario che questa volontà sia resa conoscibile anche ai terzi, attraverso adeguate forme di pubblicità. L’annotazione delle convenzioni a margine dell’atto di matrimonio costituisce un onere per i coniugi che intendano rendere conoscibili, e quindi opponibili ai terzi, le loro convenzioni matrimoniali.

 

(6) Cfr. artt. 64 e 69, d.P.R. 3-11-2000, n. 396 (Semplificazione dell’ordinamento dello stato civile).

 

Attraverso accordi di natura contrattuale, i coniugi possono derogare alla disciplina dei loro rapporti patrimoniali disposta dalla legge. Tali convenzioni devono essere stipulate per atto pubblico e sottoposte ad adeguate forme di pubblicità.

 


Giurisprudenza annotata

Coniugi

In tema di fondo patrimoniale, la circostanza che un credito inerisca ai bisogni della famiglia - come nel caso del credito risarcitorio spettante al titolare di uno "ius in re aliena" (nella specie, usufrutto) per abusivo godimento abitativo, da parte dei coniugi, del bene staggito - rende sempre e comunque legittima l'esecuzione, a prescindere dalla data di insorgenza del credito rispetto a quella di costituzione del fondo e dalla sua fonte (contrattuale od extracontrattuale). Rigetta, Trib. Latina, sez. dist. Terracina, 01/06/2007

Cassazione civile sez. III  26 agosto 2014 n. 18248

 

Posto che l'atto di matrimonio concordatario è unico (come lo è il suo contenuto, che deve corrispondere a quanto stipulato dai coniugi), prevedendo la legge la redazione in duplice originale come mera modalità di documentazione, una volta accertata l'effettività della scelta dei coniugi per il regime della separazione dei beni, documentata dal solo atto custodito negli uffici parrocchiali, ma per errore non anche dall'altro, trasmesso dal parroco all'ufficiale di stato civile per la trascrizione, può disporsi, con efficacia retroattiva, la rettifica di quest'ultima, mediante l'inserimento della clausola relativa alla separazione dei beni (la corte conferma la pronuncia di merito che aveva disposto siffatta rettifica, sulla base dell'accertamento della scelta dei coniugi per tale regime patrimoniale, scelta documentata, nell'atto custodito presso gli uffici parrocchiali, dalla sottoscrizione della relativa annotazione, ma erroneamente non riportata nell'altro, poi trascritto nei registri di stato civile). Conferma App. Roma, decr. 4 maggio 2010

Cassazione civile sez. I  20 gennaio 2014 n. 1096  

 

L'obbligo di mantenimento dei figli minori o maggiorenni ma economicamente non autosufficienti può essere adempiuto dai genitori in sede di separazione personale o di divorzio mediante un accordo che, anzicché attraverso una prestazione patrimoniale periodica, od in concorso con essa, attribuisca o li impegni ad attribuire ai figli la proprietà di beni mobili od immobili; tale accordo non realizza una donazione, in quanto assolve ad una funzione solutoria-compensativa dell'obbligazione di mantenimento, e costituisce applicazione del principio, stabilito dall'art. 1322 c.c., della libertà dei soggetti di perseguire con lo strumento contrattuale interessi meritevoli di tutela secondo l'ordinamento giuridico.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736

 

Alle pattuizioni convenute dai coniugi prima del decreto di omologazione della loro separazione e non trasfuse nell'accordo omologato, può riconoscersi validità solo quando assicurino una maggiore vantaggiosità all'interesse protetto dalla norma (ad esempio, concordando un assegno di mantenimento in misura superiore a quella sottoposta ad omologazione), o quando concernano un aspetto non preso in considerazione dall'accordo omologato e sicuramente compatibile con questo, in quanto non modificativo della sua sostanza e dei suoi equilibri, o quando costituiscano clausole meramente specificative dell'accordo stesso, non essendo, altrimenti, consentito ai coniugi di incidere sull'accordo omologato con soluzioni alternative di cui non sia certa, a priori, l'uguale o migliore rispondenza all'interesse tutelato attraverso il controllo giudiziario di cui all'art. 158 c.c.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736  

 

Le pattuizioni intervenute tra coniugi che abbiano in corso una separazione consensuale, con cui si obblighino a trasferire determinati beni facenti parte della comunione legale, successivamente od in vista dell'omologazione, della loro separazione consensuale ed al dichiarato fine dell'integrativa regolamentazione del relativo regime patrimoniali, e non configurano una convenzione matrimoniale ex art. 162 c.c., postulante il normale svolgimento della convivenza coniugale ed avente riferimento ad una generalità di beni anche di futura acquisizione, né un contratto di donazione, avente come causa tipici ed esclusivi scopi di liberalità (e non l'esigenza di assetto dei rapporti personali e patrimoniali dei coniugi separati) bensì un diverso contratto atipico, con propri presupposti e finalità.

Cassazione civile sez. II  23 settembre 2013 n. 21736  



 
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