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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1622 codice civile: Perdite determinate da riparazioni

Se l’esecuzione delle riparazioni che sono a carico del locatore determina per l’affittuario una perdita superiore al quinto del reddito annuale o, nel caso di affitto non superiore a un anno, al quinto del reddito complessivo, l’affittuario può domandare una riduzione del fitto in ragione della diminuzione del reddito oppure, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto (1) (2).


Commento

(1) La norma presuppone che la necessità delle riparazioni sia sopraggiunta nel corso dell’esecuzione del rapporto di affitto, con conseguente alterazione dell’equilibrio economico del contratto esistente al momento della sua nascita. Sicché, la norma non è applicabile quando la necessità delle riparazioni era già conosciuta o prevedibile da parte dell’affittuario al momento della conclusione del contratto.

 

(2) La ridotta utilizzabilità (e quindi il diminuito godimento) del bene locato (conseguente alla mancata esecuzione delle riparazioni) non autorizza l’affittuario a sospendere il pagamento del canone, ma soltanto a chiedere una riduzione del corrispettivo. Pertanto, se l’affittuario cessa ogni pagamento di canone, sarà il locatore a poter domandare la risoluzione del contratto per inadempimento.

 


Giurisprudenza annotata

Locazione

La parziale inagibilità di esercizio di un'autorimessa concessa in locazione per il tempo necessario all'esecuzione di lavori di adeguamento gli impianti di sicurezza, richiesti dai vigili del fuoco per la concessione del certificato di prevenzione incendi, determina soltanto una minore utilizzabilità del bene durante il periodo considerato, alla quale consegue la sola riduzione del canone che, se realizzata con la corresponsione da parte del locatore di una somma mensile ancorché concordata tra le parti, importa che tale corresponsione, in quanto collegata con il rapporto locatizio, non possa protrarsi oltre la durata di questo, venendo meno con l'eliminazione del difetto ovvero per l'avvenuta risoluzione del contratto (nella specie, per morosità della conduttrice).

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 1980 n. 6484  

 



 
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