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Art. 1633 codice civile: Diritti derivanti dall’esecuzione dei miglioramenti

[Il locatore che ha eseguito i miglioramenti ha diritto di aumentare il fitto in proporzione dell’incremento del reddito fondiario che ne è derivato, tenuto conto degli eventuali contributi dello Stato o degli enti pubblici, con decorrenza dal tempo in cui l’incremento si è verificato.

L’affittuario che ha eseguito i miglioramenti ha diritto a una indennità corrispondente all’aumento di valore conseguito dal fondo e sussistente alla fine dell’affitto. L’indennità non può essere superiore al quarto dell’ammontare complessivo del corrispettivo per l’intera durata dell’affitto.

Il giudice, con riguardo alle condizioni economiche del locatore, può disporre il pagamento rateale dell’indennità, ordinando, se del caso, la prestazione di idonee garanzie. Salvo diverso accordo delle parti, il pagamento non può essere frazionato per un tempo eccedente i dieci anni]

 

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11


Giurisprudenza annotata

Contratti agrari

Il diritto dell'affittuario coltivatore diretto di un fondo rustico all'indennità per miglioramenti apportati, prima dell'entrata in vigore delle l. n. 11 del 1971 e n. 203 del 1982, con il consenso del concedente, è disciplinato dalle norme di cui agli art. 1591, 1632 e 1633 c.c., riferibili tanto al contratto di affitto a non coltivatore diretto, quanto a quello di affitto a coltivatore diretto, e non anche da quella di cui al successivo art. 1651, che disciplina, invece, l'indennizzabilità dei miglioramenti apportati senza il consenso del concedente.

Cassazione civile sez. III  14 giugno 2001 n. 8071  

 

Nel regime anteriore alle modifiche introdotte dagli art. 15 l. 11 febbraio 1971 n. 11 e 17 l. n. 203 del 1982, il diritto all'indennizzo per i miglioramenti eseguiti nel corso del rapporto di affitto con l'accordo o l'autorizzazione del concedente sussiste non solo in favore del conduttore non coltivatore diretto, ma anche del conduttore coltivatore diretto (al quale possono essere riconosciuti, altresì, eccezionalmente ed a certe condizioni, anche quelli non autorizzati).

Cassazione civile sez. III  14 giugno 2001 n. 8071  

 

Il diritto dell'affittuario coltivatore diretto di un fondo rustico all'indennità per miglioramenti apportati, prima dell'entrata in vigore delle leggi n. 11 del 1971 e n. 203 del 1982, con il consenso del concedente, è disciplinato dalle norme di cui agli art. 1591, 1632 e 1633 c.c., riferibili tanto al contratto di affitto a non coltivatore diretto, quanto a quello di affitto a coltivatore diretto, e non anche da quella di cui al successivo art. 1651, che disciplina, invece, l'indennizzabilità dei miglioramenti apportati senza il consenso del concedente.

Cassazione civile sez. III  14 giugno 2001 n. 8071  

 

L'art. 17 della legge n. 203 del 1982 che disciplina il regime dei miglioramenti, addizioni e trasformazioni apportati dal conducente o dal coltivatore del fondo rustico oggetto del contratto di affitto, sostituendo l'art. 1633 del c.c. che regolava l'identica materia e che è rimasto pertanto abrogato, prevede un debito di valore soggetto a rivalutazione monetaria, della quale il giudice di merito deve tener conto d'ufficio, indipendentemente dalla domanda di parte.

Cassazione civile sez. III  25 gennaio 1991 n. 754  

 

L'indennità spettante all'affittuario che ha eseguito i miglioramenti deve essere commisurata - sia alla stregua della normativa codicistica (art. 1633 c.c.) che di quella speciale (art. 15 comma 2 della legge n. 11 del 1971 e 17, comma 2, della legge n. 203 del 1982) - all'aumento di valore conseguito dal fondo e sussistente al momento della cessazione del rapporto di affitto e postula, a carico dello affittuario medesimo, la prova non solo dell'avvenuta effettuazione delle opere ma anche dello stabile accrescimento derivato alla produttività del fondo e del conseguente incremento di valore, che non possono essere esclusi dal carattere di addizione o di modificazioni di comodo di dette opere, ove si risolvono in un incremento durevole della produttività e, quindi, in un apporto qualitativo non contigente. (Nella specie, alla stregua del ribadito principio, la S.C. ha cassata la pronuncia che aveva commisurato l'indennità all'importo delle spese sostenute dall'affittuario per le singole opere ritenute miglioratizie, adducendo la estrema difficoltà di applicazione del criterio legale).

Cassazione civile sez. III  28 novembre 1988 n. 6399  

 

Costituisce affitto "ad meliorandum", e non comodato (non configurabile in assenza del requisito della gratuità) il contratto avente ad oggetto la concessione in godimento di un fondo rustico con l'obbligo del miglioramento dello stesso, rappresentando tale miglioramento il corrispettivo del godimento del fondo, sicché al rilascio del fondo nulla è dovuto al conduttore per i miglioramenti eseguiti.

Cassazione civile sez. II  23 dicembre 1982 n. 7121  



 
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