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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 164 codice civile: Simulazione delle convenzioni matrimoniali

È consentita ai terzi la prova della simulazione delle convenzioni matrimoniali (1).

Le controdichiarazioni scritte possono aver effetto nei confronti di coloro tra i quali sono intervenute, solo se fatte con la presenza e il simultaneo consenso di tutte le persone che sono state parti nelle convenzioni matrimoniali.

 

 

 

 

 


Commento

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 45) (Riforma del diritto di famiglia).

 

Scopo della norma è quello di consentire ai terzi di dimostrare il carattere simulato di convenzioni matrimoniali aventi contenuto contrario ai loro interessi patrimoniali.


Giurisprudenza annotata

 

Procedimento civile

Ai fini della verifica della coincidenza tra la parte che propone l'impugnazione e quella legittimata in quanto parte del precedente grado del giudizio, in particolare nell'ipotesi di omessa o erronea specificazione della qualifica (della persona fisica agente in giudizio), di legale rappresentante di una società, il giudice deve compiere un'indagine sull'effettiva volontà manifestata nell'atto, con la conseguenza che l'errore non può ritenersi incidente sulla validità dell'atto stesso se dal suo contenuto sia agevole identificare con certezza quale debba essere la parte effettiva, ferma restando la sanatoria della nullità per il raggiungimento dello scopo.

Cassazione civile sez. III  17 maggio 2007 n. 11448  

 

 

Cassazione

Ai sensi dell'art. 366 c.p.c., il ricorso per cassazione è inammissibile qualora ricorra un'incertezza assoluta sull'identificazione della parte ricorrente o di quella contro cui esso è diretto. Ai fini dell'osservanza della predetta norma non occorre necessariamente che tale indicazione sia premessa all'esposizione dei motivi di impugnazione, ovvero sia altrove oggetto di esplicita formulazione, ma è sufficiente che, analogamente a quanto previsto dall'art. 164 c.p.c., essa risulti in modo chiaro ed inequivoco dal contesto del ricorso, anche se implicitamente, nonché dal riferimento agli atti dei precedenti giudizi, per cui sia agevole identificare con certezza la parte intimata.

Cassazione civile sez. III  21 luglio 2004 n. 13580  

 

 

Corte dei conti

Va dichiarata la nullità dell'atto di citazione in giudizio per indeterminatezza del "petitum" (ai sensi dell'art. 164 comma 4 c.p.c.) nell'ipotesi in cui il P.R. richiama espressamente in singoli inviti a dedurre quali parti integranti dell'atto relativamente "all'efficienza causale delle singole condotte nonché per i fatti e gli importi contestati a ciascuno dei convenuti", ma vi sia poi discordanza fra le somme richieste a titolo di risarcimento del danno erariale nell'atto di citazione e quelle indicate nei richiamati inviti a dedurre.

Corte Conti reg. (Calabria) sez. giurisd.  21 luglio 1998 n. 15  



 
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