Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1641 codice civile: Scorte vive

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Quando il bestiame da lavoro o da allevamento, costituente la dotazione del fondo, è stato in tutto o in parte fornito dal locatore, si osservano le disposizioni degli articoli seguenti, salve le norme corporative o i patti diversi.

Commento

Scorte vive: sono rappresentate dal bestiame da lavoro e da allevamento.

Giurisprudenza annotata

Contratti agrari

L'alienazione delle scorte per iniziativa del conduttore non comunicata alla parte concedente costituisce un grave inadempimento del contratto di affitto in quanto comporta la violazione dell'art. 1641 c.c. e l'irrimediabile lesione del rapporto fiduciario peculiare all'esecuzione del contratto di affitto con la conseguenza dell'insanabilità dell'inadempimento ai sensi dell'art. 5 della legge n. 203 del 1982.

Corte appello Firenze  23 giugno 1992

 

In tema di affitto di fondi rustici, ai fini dell'accertamento dell'esistenza e gravità d'un inadempimento del conduttore in relazione al mantenimento delle scorte nel fondo ed all'impiego nella sua coltivazione del letame del bestiame, assume rilevanza decisiva lo stabilire, avuto riguardo alle concrete modalità della consegna del bestiame da parte del locatore, se il conduttore abbia acquistato la proprietà delle scorte (come accade nel caso di consegna eseguita con le modalità previste dagli art. 1645, comma 3, e 1640, comma 3, c.c.) o se queste siano rimaste di proprietà del locatore (come accade nei casi previsti dagli art. 1642 e 1645, comma 2, c.c.), giacché, nella prima ipotesi, ove l'affittuario alieni il bestiame, occorre valutare se tale alienazione abbia fatto venir meno la concreta destinazione al servizio del fondo dei mezzi necessari alla sua coltivazione secondo i principi della buona tecnica agraria (art. 1618 c.c.), mentre nella seconda, costituendo le scorte la dotazione del fondo, che deve essere mantenuta per tutta la durata del rapporto (art. 1640, comma 1, e 1642 c.c.), la loro asportazione produce una radicale modificazione, che l'affittuario non può operare unilateralmente senza incorrere in un inadempimento contrattuale.

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 1990 n. 324  



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