Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015

Codice civile Art. 1642 codice civile: Proprietà del bestiame consegnato

Codice civile Aggiornato il 16 gennaio 2015



Qualora il bestiame consegnato all’affittuario sia stato determinato con indicazione della specie, del numero, del sesso, della qualità, dell’età e del peso, anche se ne è stata fatta stima, la proprietà di esso rimane al locatore. Tuttavia l’affittuario può disporre dei singoli capi, ma deve mantenere nel fondo la dotazione necessaria.

Giurisprudenza annotata

Contratti agrari

In tema di affitto di fondi rustici, ai fini dell'accertamento dell'esistenza e gravità d'un inadempimento del conduttore in relazione al mantenimento delle scorte nel fondo ed all'impiego nella sua coltivazione del letame del bestiame, assume rilevanza decisiva lo stabilire, avuto riguardo alle concrete modalità della consegna del bestiame da parte del locatore, se il conduttore abbia acquistato la proprietà delle scorte (come accade nel caso di consegna eseguita con le modalità previste dagli art. 1645, comma 3, e 1640, comma 3, c.c.) o se queste siano rimaste di proprietà del locatore (come accade nei casi previsti dagli art. 1642 e 1645, comma 2, c.c.), giacché, nella prima ipotesi, ove l'affittuario alieni il bestiame, occorre valutare se tale alienazione abbia fatto venir meno la concreta destinazione al servizio del fondo dei mezzi necessari alla sua coltivazione secondo i principi della buona tecnica agraria (art. 1618 c.c.), mentre nella seconda, costituendo le scorte la dotazione del fondo, che deve essere mantenuta per tutta la durata del rapporto (art. 1640, comma 1, e 1642 c.c.), la loro asportazione produce una radicale modificazione, che l'affittuario non può operare unilateralmente senza incorrere in un inadempimento contrattuale.

Cassazione civile sez. III  22 gennaio 1990 n. 324  

 

Affinché il concedente possa legittimamente opporsi alla proroga legale del contratto di affitto è necessario che la sua capacità lavorativa familiare sia proporzionata alle esigenze del fondo del quale richiede il rilascio; proporzione che, ai fini dell'art. 1 d.l.C.p.S. 1 aprile 1947 n. 273, va intesa non già nel senso di perfetta eguaglianza tra la capacità lavorativa familiare e la capacità richiesta per la coltivazione del fondo, ma nel senso di prevalenza della capacità lavorativa della famiglia rispetto alla mano d'opera estranea impiegata. L'accertamento del requisito della proporzionalità compiuto dal giudice del merito costituisce apprezzamento di fatto che, se sorretto da congrua motivazione, è insindacabile in sede di legittimità.

Cassazione civile sez. lav.  05 dicembre 1980 n. 6336  



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