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Art. 1649 codice civile: Subaffitto

Se il locatore consente il subaffitto, questo è considerato come locazione diretta tra il locatore e il nuovo affittuario.


Giurisprudenza annotata

Possesso

Non commette violazione del possesso mediato del locatore il conduttore, il quale sublochi la cosa in violazione di divieto espresso; ne consegue che il locatore non è legittimato a proporre l'azione di spoglio nè nei confronti del conduttore, e neppure del subconduttore, dovendo limitarsi ad agire per la risoluzione del contratto e, una volta ottenutala, potrà pretendere dal subconduttore la consegna della cosa a norma dell'art. 1595 c.c. senza che lo stesso possa opporsi legittimamente alla richiesta, richiamando il contratto derivato concluso col conduttore.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2003 n. 8628  

 

Non commette violazione del possesso mediato del locatore il conduttore, il quale sublochi la cosa in violazione di divieto espresso; ne consegue che il locatore non è legittimato a proporre l'azione di spoglio nè nei confronti del conduttore, e neppure del subconduttore, dovendo limitarsi ad agire per la risoluzione del contratto e, una volta ottenutala, potrà pretendere dal subconduttore la consegna della cosa a norma dell'art. 1595 c.c. senza che lo stesso possa opporsi legittimamente alla richiesta, richiamando il contratto derivato concluso con il conduttore.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2003 n. 8628  

 

 

Contratti agrari

Nell'ambito dei contratti agrari, il contratto di affitto a coltivatore diretto è fattispecie negoziale del tutto diversa da quella di affitto a non coltivatore diretto. Pertanto, concluso un contratto di affitto a non diretto coltivatore, ove questi - anche se con il consenso del concedente - subaffitti il fondo a un coltivatore diretto, quest'ultimo, subentrando nella posizione giuridica dell'affittuario, e divenendo conduttore del fondo, non può pretendere di trasformare l'originario contratto in contratto di affitto a coltivatore diretto.

Cassazione civile sez. III  09 ottobre 1998 n. 10023  

 

L'art. 1 del d.l.lt. 5 aprile 1945 n. 156, vietando a pena di nullità ogni forma di contratto di cessione di affitto, di subaffitto, di sublocazione e comunque di subconcessione dei fondi rustici, ha tacitamente abrogato, per incompatibilità, l'art. 1649 c.c. il quale considerava il subaffitto come locazione diretta tra il nuovo affittuario e il locatore per il caso in cui questi avesse consentito il subaffitto. Conseguentemente, nella disciplina di cui al richiamato d.l.lt., che ha natura di norma di ordine pubblico, non assume rilievo detto consenso ed il subaffitto resta colpito da nullità assoluta, rilevabile anche d'ufficio in qualunque stato e grado del giudizio.

Cassazione civile sez. III  28 luglio 1984 n. 4497

 

L'art. 1 del d.l.lt. 5 aprile 1945 n. 156 (tacitamente abrogativo dell'art. 1649 c.c.) - il quale colpisce di nullità " ogni forma di contratto di cessione di affitto, di subaffitto, di sublocazione e comunque di subconcessione dei fondi rustici " - attinendo all'ordine pubblico (con conseguente irrilevanza del consenso prestato dal proprietario del fondo ad un tale contratto), configura una nullità assoluta, rilevabile anche d'ufficio in qualunque stato e grado del giudizio, ed opera per qualsiasi contratto d'affitto, pure se non soggetto a proroga legale.

Cassazione civile sez. III  15 luglio 1983 n. 4884  

 

L'art. 21 della l. 11 febbraio 1971 n. 11, allorché vieta il subaffitto, ed in genere ogni forma di subconcessione di fondi rustici, intende tutelare l'"intuitus personae" che sta alla base del contratto di affitto del fondo rustico, impedendo che la totale conduzione di questo sia affidata ad un terzo; vanno invece ritenute ammissibili le forme di cooperazione o di integrazione della capacità lavorativa e produttiva dell'affittuario basare su rapporti personali, in quanto non violano lo scopo del contratto e non comportano la perdita della disponibilità del terreno da parte del conduttore.

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 1982 n. 6846  

 

Il divieto di subaffitto, cessione e subconcessione sancito dall'art. 21 della l. 11 febbraio 1971 n. 11 tende a tutelare l'"intuitus personae" che sia alla base del contratto di affitto di fondo rustico, impedendo che la totale conduzione di questo sta affidata ad un terzo. Pertanto, quando l'affittuario, allevatore di bestiame, si associa con altro allevatore, integrando la sua capacità lavorativa e produttiva con l'apporto altrui, non si realizza alcuna delle forme contrattuali oggetto del suddetto divieto, non verificandosi un'alterazione della destinazione del terreno, nè violazione dello scopo del contratto, nè perdita della disponibilità dell'immobile da parte dell'affittuario stesso.

Cassazione civile sez. lav.  30 gennaio 1982 n. 602  



 
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