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Art. 1651 codice civile

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 11 FEBBRAIO 1971, N. 11


Giurisprudenza annotata

Contratti agrari

Per le migliorie agrarie apportate dall'affittuario al fondo rustico in epoca anteriore all'entrata in vigore della legge 11 febbraio 1971, n. 11, il diritto al pagamento dell'indennità sorge alla fine della relativa annata agraria, ex art. 1651 cod. civ., ancorchè l'affittuario possa richiedere il pagamento di tutte le migliorie al termine del rapporto, senza che ciò incida sulla prescrizione che decorre dalla fine della relativa annata agraria, spettando al medesimo solo la scelta del momento di attuazione del proprio diritto. Rigetta, Trib. Nola, 01/04/2008

Cassazione civile sez. III  10 luglio 2014 n. 15772

 

I miglioramenti eseguiti sul fondo rustico dall'affittuario coltivatore diretto in epoca anteriore alla promulgazione della legge 11 febbraio 1971 n. 11, che non siano stati autorizzati nè concordati con il locatore , sono indennizzabili in forza dell'art. 1651 cod. civ.; ne consegue che il diritto all'indennizzo è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, a decorrere dalla fine della annata agraria in cui i miglioramenti sono stati eseguiti, atteso che da tale data il diritto può esser fatto valere nei confronti del concedente. Dichiara inammissibile, App. Napoli, 26/06/2007

Cassazione civile sez. III  07 novembre 2013 n. 25050

 

Mentre nella locazione (art. 1571 c.c.) non sembra avere rilevanza autonoma la destinazione del bene oggetto del contratto, il negozio assume le sembianze dell’affitto quando ha ad oggetto una cosa produttiva e quando l’affittuario assume l’obbligo della gestione produttiva della cosa stessa (art. 1615 c.c.), sì che quest’ultimo obbligo e lo stretto collegamento che esso postula con l’impresa traduce l’effetto essenziale, elemento informatore dotato di rilevanza causale, del contratto di affitto.

Tribunale Reggio Calabria sez. II  16 gennaio 2013

 

In tema di contratti agrari, l'affittuario che ha eseguito miglioramenti sul fondo ha diritto al pagamento dell'indennità prevista dall'art. 15 l. 11 febbraio 1971 n. 11, a condizione che gli stessi siano preceduti dal consenso del concedente, che può essere coevo alla conclusione del contratto di affitto ma anche inserito nel corpo stesso delle pattuizioni contrattuali, e che costituisce una condizione legitti mante di tipo autorizzativo; ove le migliorie, invece, siano state eseguite in epoca anteriore all'entrata in vigore della citata legge, le stesse sono indennizzabili anche se non precedute da autorizzazione, alle condizioni indicate dall'abrogato art. 1651 c.c.

Cassazione civile sez. III  31 marzo 2010 n. 7801  

 

In tema di indennizzo per i miglioramenti di cui all'art. 1651 c.c. spettante al conduttore o all'affittuario di fondo rustico, è manifestamente infondata la q.l.c., rispetto agli art. 3, 41 e 44 cost., della normativa che disciplina la decorrenza della prescrizione del diritto di credito per le migliorie dall'annata agraria di loro effettuazione in relazione ai rapporti di affitto agrario pluridecennali, atteso che la disposizione dell'art. 2946 c.c., nel prevedere che "i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso dei dieci anni", non crea una disparità tra i cittadini né impedisce lo sviluppo della persona umana o l'effettiva partecipazione dei lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del Paese né si pone in contrasto con l'utilità sociale, non profilandosi neppure rilevante, ai fini della denunciata incostituzionalità della normativa in materia, che l'art. 44 cost. prevede che la "legge promuove ed impone la bonifica delle terre". Peraltro, la circostanza che sia onere del conduttore reclamare il diritto all'indennizzo di cui all'art. 1651 c.c. entro il termine di dieci anni dal compimento delle opere di miglioramento fondiario eseguite contro la volontà del concedente non si pone in contrasto con i principi costituzionali di cui agli indicati articoli, essendo principio generalissimo dell'ordinamento vigente quello della certezza delle situazioni giuridiche, che si tutela con la previsione di un termine di prescrizione, ed essendo del tutto arbitrario sostenere che è onere del conduttore notificare entro dieci anni l'atto con cui si inizia il giudizio; infine, non costituisce ostacolo alla propria libera iniziativa economica l'onere, pena la perdita del diritto, di far valere lo stesso in via giudiziaria, come garantito dall'art. 24 cost., entro il termine congruo di dieci anni, considerato pure che la prescrizione é interrotta, ai sensi dell'art. 2943 c.c., non solo dalla notificazione dell'atto introduttivo di un giudizio ma anche da ogni altro atto che valga a costituire in mora il debitore.

Cassazione civile sez. III  26 febbraio 2008 n. 5026

 

I miglioramenti eseguiti sul fondo rustico dall'affittuario coltivatore diretto in epoca anteriore alla promulgazione della l. 11 febbraio 1971 n. 11, che non siano stati autorizzati né concordati con il locatore, sono indennizzabili in forza dell'art. 1651 c.c.; ne consegue che il diritto all'indennizzo è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, a decorrere dalla fine dell'annata agraria in cui i miglioramenti sono stati eseguiti, atteso che da tale data il diritto può esser fatto valere nei confronti del concedente (Conferma, App. Napoli 12 novembre 2003)

Cassazione civile sez. III  11 febbraio 2008 n. 3260  

 

In tema di affitto di fondi rustici, i miglioramenti eseguiti sul fondo dall'affittuario senza il consenso del concedente dopo l'entrata in vigore della l. n. 11 del 1971 sono indennizzabili solo se sia stata osservata la procedura di legittimazione prevista dapprima dall'art. 11 l. citata e poi dall'art. 16 l. n. 203 del 1982 (accordo delle parti e parere favorevole dell'ispettorato provinciale agrario). L'affittuario ha, invece, diritto a tale indennità, a prescindere dalla detta procedura, qualora i miglioramenti siano anteriori all'entrata in vigore della suddetta l. n. 11 del 1971, trovando in tal caso applicazione l'art. 1651 c.c.; peraltro è coessenziale al concetto di miglioramenti che l'incremento di produttività o di valore del fondo persista al momento della cessazione del rapporto, ove in tale momento sia richiesta l'indennità. (Nella specie la S.C., in applicazione del riportato principio, ha confermato la sentenza impugnata di rigetto della domanda di condanna al pagamento dell'indennità per i miglioramenti del fondo già condotto in affitto, avendo i giudici di merito accertato che il frutteto in relazione al quale era stata proposta la domanda era stato impiantato dall'affittuario originario ed era perito per vetustà, mentre gli alberi da frutta esistenti all'atto del rilascio del fondo erano stati messi a dimora in epoca successiva ed in relazione ad essi mancava ogni domanda).

Cassazione civile sez. III  21 novembre 2007 n. 24262  



 
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