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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 166 codice civile: Capacità dell’inabilitato

Per la validità delle stipulazioni e delle donazioni, fatte nel contratto di matrimonio dall’inabilitato o da colui contro il quale è stato promosso giudizio di inabilitazione, è necessaria l’assistenza del curatore già nominato. Se questi non è stato ancora nominato, si provvede alla nomina di un curatore speciale (1).


Commento

Donazione: [v. Libro II, Titolo V]; Inabilitato: [v. 415].

 

(1) La violazione della norma determina l’annullabilità delle convenzioni stipulate. Tale vizio potrà essere fatto valere dall’incapace, riacquistata la capacità, dai suoi eredi o aventi causa.


Giurisprudenza annotata

Coniugi

Secondo il testo originario dell'art. 182 comma 2 c.c. (poi sostituito dalla l. 19 maggio 1975 n. 151), riferito alla dote in danaro, in beni mobili o immobili stimati, se erano costituiti in dote beni immobili stimati, ma non vi era espressa dichiarazione, che attribuisse la proprietà al marito, nei confronti di detti beni la costituzione in dote non poteva considerarsi sufficiente ad operarne il trasferimento, con la conseguenza che gli stessi non diventavano di proprietà del marito e rimanevano nella titolarità della moglie. (Nella specie, la S.C. ha enunciato il riportato principio per ritenere che, in difetto di prova, nelle forme prescritte, del trasferimento della proprietà in capo al marito dei beni immobili dotali, la moglie, in quanto rimasta proprietaria, si sarebbe dovuta considerare legittimata a resistere con riguardo ad un'azione reale per la riduzione in pristino di una situazione dei luoghi modificata in virtù dell'illegittima edificazione di una sua costruzione e dell'intervenuta deviazione illecita del contiguo corso di un canale).

Cassazione civile sez. II  01 marzo 2007 n. 4866  

 

In tema di dote, la nullità di ogni convenzione che comunque tenda alla costituzione di beni in dote, sancita dall'art. 166 bis c.c., introdotto dall'art. 47 l. 19 maggio 1975 n. 151 (sulla riforma del diritto di famiglia), opera "ex nunc", non "ex tunc", come è dato desumere dall'art. 227 della stessa legge di riforma, per il quale le doti (e i patrimoni familiari) costituiti prima della entrata in vigore l. (21 settembre 1975) continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori (art. 187 ss. nella originaria formulazione).

Cassazione civile sez. II  05 luglio 2000 n. 8952  

 

In tema di dote, la nullità di ogni convenzione che comunque tenda alla costituzione di beni in dote, sancita dall'art. 166 bis c.c., introdotto dall'art. 47 l. 19 maggio 1975 n. 151 (sulla riforma del diritto di famiglia), opera "ex nunc", non "ex tunc", come è dato desumere dall'art. 227 della stessa legge di riforma, per il quale le doti (e i patrimoni familiari) costituiti prima della entrata in vigore della legge (21 settembre 1975) continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori (art. 187 ss. nella originaria formulazione).

Cassazione civile sez. II  05 luglio 2000 n. 8952  

 

 

Rapporti patrimoniali tra coniugi

In virtù della norma transitoria dettata dall'art. 227 della l. 19 maggio 1975 n. 151 (sulla riforma del diritto di famiglia) - secondo cui le doti e i patrimoni familiari costituiti prima della entrata in vigore della legge continuano ad essere disciplinati dalle norme anteriori - la nullità di "ogni convenzione che comunque tenda alla costituzione dei beni in dote", sancita dall'art. 166 bis c.c., aggiunto dall'art. 47 di tale legge, non si estende alle costituzioni di dote anteriori alla stessa legge, con l'ulteriore conseguenza del permanere dell'impignorabilità dei beni che ne formarono oggetto.

Cassazione civile sez. III  20 dicembre 1985 n. 6557  

 

 

Contratto di deposito

In tema di posteggio di veicoli in autorimesse, l'assunzione in deposito - che risulti convenuta unitariamente - anche della merce talora contenuta nel veicolo, in quantità variabili da un giorno all'altro, non può essere esclusa per il solo fatto della sua mancata specificazione di volta in volta da parte degli addetti alla vigilanza, non facendo tale omissione venir meno, in concorso con la consapevole accettazione delle cose, il requisito della "traditio", caratteristica del negozio di natura essenzialmente reale. Conseguentemente il depositario è obbligato ad usare nella custodia la diligenza del buon padre di famiglia, avuto riguardo all'attività professionale da lui svolta, ed è responsabile ex recepto per i danni derivanti dalla sottrazione di parte della merce (nella specie campionari di abiti maschili), indipendentemente dall'accertamento di una sua specifica colpa, a meno che non provi l'inevitabilità dell'evento malgrado l'uso, da parte sua, della prescritta diligenza.

Cassazione civile sez. III  27 maggio 1982 n. 3288  



 
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