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Art. 1661 codice civile: Variazioni ordinate dal committente

Il committente può apportare variazioni al progetto, purché il loro ammontare non superi il sesto del prezzo complessivo convenuto. L’appaltatore ha diritto al compenso per i maggiori lavori eseguiti, anche se il prezzo dell’opera era stato determinato globalmente.

La disposizione del comma precedente non si applica quando le variazioni, pur essendo contenute nei limiti suddetti, importano notevoli modificazioni della natura dell’opera o dei quantitativi nelle singole categorie di lavori previste nel contratto per l’esecuzione dell’opera medesima.


Giurisprudenza annotata

Appalto

L'appaltatore può provare, con ogni mezzo di prova ed anche in via presuntiva, che le variazioni dell'opera appaltata siano state richieste dal committente,essendo richiesta la prova scritta dell'autorizzazione di quest'ultimo solo ove le variazioni delle opere siano dovute ad iniziativa dell'appaltatore.

Cassazione civile sez. II  08 gennaio 2014 n. 142  

 

Il committente che in corso d'opera modifica il progetto e costringe l'appaltatore a una spesa maggiore, per il protrarsi dei lavori o per il maggior costo dei materiali e della manodopera impiegata, ha l'obbligo di pagargli un compenso maggiore. Il sinallagma funzionale - infatti - fa sì che l'aumento di una delle due prestazioni comporti l'aumento anche l'altra. Il supplemento è dovuto a titolo di prezzo, cioè di corrispettivo contrattuale e non si semplice indennità per atto lecito o di risarcimento del danno. Una volta liquidato tale maggiore compenso non rimane distinto - quanto a natura giuridica - dal prezzo originario e, insieme a questo ultimo, si pone come semplice componente di un nuovo prezzo complessivo, perché unica, giuridicamente, è l'opera di cui entrambe le voci costituiscono il corrispettivo. Corrispettivo che integra un debito di valuta e che non muta natura giuridica se viene revisionato, vuoi per fatti imputabili al committente, vuoi per le variazioni del progetto che egli ha facoltà di disporre in corso d'opera.

Cassazione civile sez. II  25 marzo 2013 n. 7468  

 

Nell'ambito di un contratto di appalto (nella specie: si trattava di fornire un servizio di “contact service” a coloro che utilizzavano i servizi offerti dall'ENI s.p.a. con marchio Agip sulla rete stradale e autostradale) le prestazioni richieste dal committente all'appaltatore, nel corso del rapporto, estrinsecatesi nella necessità di adeguare la piattaforma operativa per la gestione dei contatti con i clienti alle nuove specifiche contrattuali, non costituiscono variazioni ordinate dal committente rispetto a quelle pattuite in contratto per le quali si applica l'art. 1661 c.c., bensì specificazione degli obblighi contrattualmente assunti dall'appaltatore.

Tribunale Roma sez. IX  15 ottobre 2012 n. 19306  

 

In tema di appalto, al fine di individuare la fattispecie prevista dall'art. 1661, comma 2, c.c., relativa alle variazioni del progetto, che importano "notevoli modificazioni della natura dell'opera", con conseguente inapplicabilità dello "jus variandi" del committente di cui al comma 1 del citato art. 1661, occorre aver riguardo allo sconvolgimento del piano originario delle opere, che determina una sostituzione consensuale del regolamento contrattuale già in essere e trova concretezza in base a specifici parametri, correlati all'entità materiale e tecnica degli interventi di modifica o alla loro consistenza economica. (Nella specie, in base all'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva escluso che le varianti eseguite, nell'ambito dei lavori di costruzione di sei appartamenti e altrettanti posti auto, integrassero notevoli modificazioni della natura delle opere sia in assoluto, sia in rapporto all'economia dell'appalto).

Cassazione civile sez. II  20 giugno 2012 n. 10201

 

Quando, nel corso dell'esecuzione del contratto d'appalto, il committente abbia richiesto all'appaltatore notevoli ed importanti variazioni del progetto, il termine di consegna e la penale per il ritardo, pattuiti nel contratto, vengono meno per effetto del mutamento dell'originario piano dei lavori; perché la penale conservi efficacia, occorre che le parti di comune accordo fissino un nuovo termine. In mancanza, incombe al committente, che persegua il risarcimento del danno da ritardata consegna dell'opera, l'onere di fornire la prova della colpa dell'appaltatore.

Cassazione civile sez. II  06 ottobre 2011 n. 20484  

 

Il termine di un anno per la denuncia dei gravi difetti della costruzione di un immobile, previsto dall'art. 1669 c.c. a pena di decadenza, decorre dal giorno in cui il committente abbia conseguito un apprezzabile grado di conoscenza obiettiva della gravità dei difetti e della loro derivazione causale dall'imperfetta esecuzione dell'opera, non essendo sufficiente il riferimento a manifestazioni di scarsa rilevanza o a semplici sospetti. L'accertamento del momento della conoscenza dei gravi difetti, involgendo un apprezzamento di fatto, è riservato al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua ed esente da vizi logici o errori di diritto.

Cassazione civile sez. II  19 settembre 2011 n. 19099  

 

In tema di varianti al progetto nell'esecuzione di un appalto d'opere, l'art. 1661 c.c. prevede che il committente possa richiedere all'appaltatore l'esecuzione di tali varianti nei limiti del sesto del prezzo originario e l'appaltatore sia obbligato ad eseguirle con diritto al compenso per i maggiori lavori eseguiti, salvo che esse comportino "notevoli modificazioni della natura dell'opera". Ne consegue che, nell'ipotesi delle "notevoli" varianti dell'opera, non trova applicazione l'art. 1661 citato, ma viene in discussione la sussistenza stessa del diritto del committente di richiedere dette varianti, là dove, però, una volta che le opere richieste siano eseguite dall'appaltatore, quest'ultimo ha diritto a richiedere il riconoscimento di corrispettivi ulteriori rispetto al prezzo di appalto originariamente concordato.

Cassazione civile sez. II  04 maggio 2011 n. 9796  



 
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