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Art. 1663 codice civile: Denuncia dei difetti della materia

L’appaltatore è tenuto a dare pronto avviso (1) al committente dei difetti della materia da questo fornita (2), se si scoprono nel corso dell’opera e possono comprometterne la regolare esecuzione.


Commento

(1) Il rispetto del requisito della prontezza dell’avviso è valutato dal giudice con riferimento alle circostanze del caso concreto e agli usi.

 

(2) Se i difetti o le difformità dei materiali erano riconoscibili all’atto della consegna, l’appaltatore deve farli valere in tale momento. Se, invece, accetta i materiali, può e deve avvisare il committente, finché i materiali non siano stati impiegati.

 

 


Giurisprudenza annotata

Appalto

L'appaltatore risponde dei difetti dell'opera quando accetti senza riserve i materiali fornitigli dal committente, anche nel caso in cui questi ultimi, sebbene né difettosi né inadatti, richiedano tuttavia, per la loro corretta utilizzazione, l'osservanza di una particolare procedura, il cui eventuale apprendimento è a carico dell'appaltatore ed è esigibile al pari del possesso delle ordinarie nozioni dell'arte. Cassa con rinvio, App. Genova, 31/05/2008

Cassazione civile sez. II  23 giugno 2014 n. 14220  

 

In tema di appalto, se il difetto o l'inidoneità dei materiali forniti dal committente è tale da compromettere la regolare esecuzione dell'opera e viene scoperto quando questi non siano stati ancora del tutto impiegati, l'appaltatore, oltre a darne avviso al committente, ha l'obbligo di sospendere i lavori o, comunque, di non continuare ad utilizzare i materiali difettosi, essendo tenuto a proseguire comunque l'opera impiegando quei materiali soltanto se il committente non acconsenta a sostituirli ed insista per il loro impiego.

Cassazione civile sez. II  17 maggio 2010 n. 12044  

 

L'appaltatore risponde dei difetti dell'opera quando accetti senza riserve i materiali fornitigli dal committente, sebbene questi presentino vizi o difformità riconoscibili da un tecnico dell'arte o non siano adatti all'opera da eseguire ed i difetti denunziati dal committente derivino da quei vizi o da quella inidoneità.

Cassazione civile sez. II  14 gennaio 2010 n. 470  

 

L'accettazione dei materiali non produce alcun effetto preclusivo delle eccezioni che sulla corrispondenza dell'opera eseguita alle pattuizioni contrattuali e alle regole dell'arte l'amministrazione può fare in sede di collaudo, siano stati, o meno, palesi i vizi dei materiali stessi.

Cassazione civile sez. I  20 giugno 2000 n. 8384

 

La responsabilità extracontrattuale dell'appaltatore per gravi difetti riscontrati nell'opera, ancorché possa concorrere con quella di altri soggetti (nella specie opere di pavimentazione e impiantistica effettuate da ditte scelte dal committente) si estende a quanto costituisce il risultato finale dell'opera stessa, quando i difetti denunciati ne compromettano il godimento e la funzione.

Cassazione civile sez. I  14 febbraio 2000 n. 1608

 

Se il committente del contratto di costruzione navale - assimilabile all'appalto per il rinvio dell'art. 241 cod. nav. all'art. 1655 c.c. - stipula un separato contratto con un altro soggetto per la fornitura e l'installazione di un'entità autonoma e accessoria (nella specie motore ausiliario, con organi di trasmissione, la cui inidoneità aveva impedito la navigazione dello yacht a vela), e l'appaltatore limita al riguardo la sua obbligazione alla manodopera per il montaggio, non è responsabile dei vizi e difetti dell'opus derivati da tale autonoma fornitura perché in ordine ad essa scende al rango di nudus minister, e perciò non è applicabile l'art. 1663 c.c..

Cassazione civile sez. II  19 aprile 1997 n. 3395  

 

Ai sensi dell'art. 1663 c.c., applicabile anche agli appalti di servizi nell'ipotesi di vizi del macchinario o degli impianti forniti dal committente, l'obbligo dell'appaltatore di osservare le norme e le prescrizioni di natura tecnica nella realizzazione dell'opera comprende il controllo degli elementi e dei materiali che gli sono stati forniti dal committente, al quale deve comunicare gli eventuali difetti (riconoscibili con l'ordinaria diligenza) dei medesimi, ne consegue che l'appaltatore, una volta dato l'avviso dei difetti al committente, deve astenersi dall'eseguire l'opera, per cui se vi dà egualmente corso, resta esonerato dalla responsabilità soltanto nel caso in cui il committente abbia insistito nel pretendere l'esecuzione del contratto, assumendo così in proprio il rischio.

Consiglio di Stato sez. IV  17 febbraio 1997 n. 125  

 

In materia di appalto il potere di controllo e di vigilanza del direttore dei lavori preposto dal committente non annullano l'autonomia dell'appaltatore che, salvo patto contrario, rimane conseguentemente tenuto a rispettare, nella esecuzione dell'appalto, le regole dell'arte, al fine di assicurare un risultato tecnico conforme alle esigenze del committente, e, perciò, a controllare, tra l'altro, la qualità del materiale impiegato rispondendo dei vizi di tale materiale anche quando questo è fornito dal committente o da produttore da questo indicato, a meno che non provi che il controllo richiedeva cognizioni tecniche che eccedevano i limiti della diligenza dovuta o che ha dato pronto avviso al committente della inadeguata qualità del materiale ricevuto.

Cassazione civile sez. II  10 gennaio 1996 n. 169



 
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