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Art. 167 codice civile: Costituzione del fondo patrimoniale

Ciascuno o ambedue i coniugi (1), per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento (2), possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito (3), a far fronte ai bisogni della famiglia (4).

La costituzione del fondo patrimoniale per atto tra vivi, effettuata dal terzo, si perfeziona con l’accettazione dei coniugi (5). L’accettazione può essere fatta con atto pubblico posteriore.

La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio.

I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione del vincolo o in altro modo idoneo.

 


Commento

Atto pubblico: [v. 2699]; Testamento: [v. 587]; Beni immobili: [v. 812]; Bisogni della famiglia: [v. 143]: Titoli di credito: [v. Libro IV, Titolo V]; Titoli di credito nominativi: [v. 2021].

 

Fondo patrimoniale: complesso di beni che ciascuno o ambedue i coniugi o anche un terzo possono destinare, anche durante il matrimonio, a far fronte ai bisogni della famiglia. I beni del (—) sono sottoposti ad una disciplina specifica sia per la loro amministrazione che per eventuali atti di disposizione.

 

Beni mobili iscritti in pubblici registri: si tratta di beni mobili (ad esempio, navi, aeromobili, autoveicoli) che sono iscritti in appositi registri all’interno dei quali vengono annotate le principali vicende ad essi relative.

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 49) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) La costituzione del fondo patrimoniale mediante testamento è riconosciuta a terzi, ma non ai coniugi, e si concretizza con l’istituzione di erede, ma anche attraverso la disposizione di un legato [v. 649].

 

(3) Il fondo patrimoniale non può avere ad oggetto beni mobili [v. 812] o somme di denaro.

 

(4) Per uno schema di atto costitutivo di fondo patrimoniale, vedi in Appendice IV l’atto n. 3.

 

(5) L’atto tra vivi di costituzione del fondo patrimoniale è subordinato all’accettazione dei coniugi (che assumono la posizione di donatari), la quale può essere efficacemente realizzata anche in un momento successivo, purché mediante atto pubblico. Al fondo patrimoniale si applicano le norme previste in materia di donazione obnuziale [v. 785], in quanto compatibili.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Coniugi

In tema di fondo patrimoniale, la circostanza che un credito inerisca ai bisogni della famiglia - come nel caso del credito risarcitorio spettante al titolare di uno "ius in re aliena" (nella specie, usufrutto) per abusivo godimento abitativo, da parte dei coniugi, del bene staggito - rende sempre e comunque legittima l'esecuzione, a prescindere dalla data di insorgenza del credito rispetto a quella di costituzione del fondo e dalla sua fonte (contrattuale od extracontrattuale). Rigetta, Trib. Latina, sez. dist. Terracina, 01/06/2007

Cassazione civile sez. III  26 agosto 2014 n. 18248  

 

I coniugi non possono sciogliere consensualmente il fondo patrimoniale in presenza di figli minori, o anche solo concepiti, i quali, pertanto, sono legittimati a dedurne la conseguente l'invalidità. Cassa con rinvio, App. Trento, 08/02/2012

Cassazione civile sez. I  08 agosto 2014 n. 17811

 

La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo stesso, affinché con i loro frutti sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità della proprietà dei beni stessi, né implica l'insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli in tema di disponibilità. Ne consegue che i figli minori del debitore non sono litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l'inefficacia dell'atto con il quale il primo abbia costituito alcuni beni di sua proprietà in fondo patrimoniale.

Cassazione civile sez. III  15 maggio 2014 n. 10641

 

La costituzione del fondo patrimoniale di cui all'art. 167 cod. civ. è soggetta alle disposizioni dell'art. 162 cod. civ., circa le forme delle convenzioni matrimoniali, ivi inclusa quella del quarto comma, che ne condiziona l'opponibilità ai terzi all'annotazione del relativo contratto a margine dell'atto di matrimonio, mentre la trascrizione del vincolo per gli immobili, ai sensi dell'art. 2647 cod. civ., resta degradata a mera pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti della costituzione del fondo. Rigetta, Trib. Giulianova, 03/10/2007

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2013 n. 27854

 

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, in quanto la trascrizione imposta per gli immobili dall'art. 2647 c.c. risponde ad una funzione di pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2013 n. 27854  

 

La costituzione del fondo patrimoniale è opponibile ai terzi solo in quanto sia stata annotata a margine dell'atto di matrimonio, in quanto la trascrizione imposta per gli immobili dall'art. 2647 c.c. risponde ad una funzione di pubblicità-notizia e non sopperisce al difetto di annotazione nei registri dello stato civile, che non ammette deroghe o equipollenti, restando irrilevante la conoscenza che i terzi abbiano acquisito altrimenti del vincolo di indisponibilità. Incorrono pertanto in responsabilità a diverso titolo, il notaio rogante ex art. 1218 c.c., l'Ufficiale di Stato Civile ex art. 2043 c.c., ed il Comune ex art. 2049 c.c., che non abbiano reso tempestivamente opponibile la costituzione del fondo patrimoniale esponendo i beni in esso confluiti alle manovre creditorie di terzi.

Cassazione civile sez. III  23 settembre 2013 n. 21725  

 



 
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