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Art. 1678 codice civile: Nozione

Col contratto di trasporto il vettore si obbliga, verso corrispettivo, a trasferire persone o cose (1) da un luogo a un altro.


Commento

Vettore: parte che s’impegna ad eseguire, dietro compenso, l’operazione di spostamento di persone o cose da un luogo ad un altro.

 

 

(1) Il diverso oggetto (persone o cose) del trasporto comporta: a) una diversa struttura del rapporto; b) un diverso regime di responsabilità del vettore.

 


Giurisprudenza annotata

Ripetizione di indebito

L'azione di ripetizione di indebito, prevista dall'art 2033 cod. civ., ha per suo fondamento l'inesistenza dell'obbligazione adempiuta da una parte, o perché il vincolo obbligatorio non è mai sorto, o perché venuto meno successivamente, a seguito di annullamento, rescissione o inefficacia connessa ad una condizione risolutiva avveratasi. (Nel caso di specie, la Suprema Corte ha escluso l'operatività dell'istituto "de quo", atteso che la controversia, investendo la restituzione di corrispettivi versati per trasporti di merce per un chilometraggio effettivamente coperto diverso da quello oggetto di fatturazione, era stata correttamente inquadrata dal giudice di merito nell'alveo contrattuale, con conseguente applicazione, quanto alla prescrizione del diritto, dell'art. 2951 cod. civ.). Rigetta, App. Bologna, 25/08/2009

Cassazione civile sez. III  28 maggio 2013 n. 13207  

 

 

Trasporto

In materia di contratto di trasporto di cose per conto terzi, l'art. 3, comma 1, l. 1º marzo 2005 n. 32, dopo aver abrogato la norma interpretativa contenuta nell'art. 3 d.l. 3 luglio 2001 n. 256 (convertito in l. 20 agosto 2001 n. 334), ha altresì previsto la decadenza, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dalle azioni da esercitare, decadenza da riferire alle eventuali azioni di nullità del contratto di trasporto, e non invece alle azioni promosse dagli autotrasportatori per ottenere il pagamento di somme a titolo di differenze tariffarie ai sensi della l. 6 giugno 1974 n. 298, essendo illogico ritenere che sia stata introdotta una decadenza da tali ultime azioni prima ancora dell'abrogazione della disciplina delle cosiddette tariffe «¿a forcella¿», e come dimostra, del resto, la stessa collocazione di detta decadenza nel medesimo comma abrogativo dell'art. 3 del d.l. n. 256 del 2001

Cassazione civile sez. III  16 marzo 2012 n. 4247  

 

In base all'art. 1 l. n. 754 del 1977 la responsabilità delle ferrovie per il danno alla persona del viaggiatore è esclusa ove il gestore del servizio ferroviario fornisca la prova che l'incidente è avvenuto per causa ad esso non imputabile (nella specie, la Suprema Corte, enunciando l'anzidetto principio, ha confermato la sentenza di merito, correggendone la motivazione, ritenendo che la discesa del viaggiatore da un treno in movimento, presupponendo la violazione della disposizione che vieta l'apertura delle porte esterne delle vetture quando il mezzo non sia completamente fermo, escluda l'imputabilità del fatto alle ferrovie). (Conferma App. Reggio Calabria 8 febbraio 2008 n. 51).

Cassazione civile sez. III  27 aprile 2011 n. 9409  

 

Nel contratto di vendita internazionale di merci, il trasporto costituisce solamente un'obbligazione del venditore, strumentale all'adempimento del contratto di vendita e dipendente da questo e allo stesso accessorio; ne consegue che l'art. 80 della Convenzione di Vienna dell'11 aprile 1980 (ratificata con l. 11 dicembre 1985 n. 765) — che vieta ad una parte di avvalersi dell'inadempimento dell'altra nella misura in cui tale inadempimento è dovuto ad azione od omissione da parte sua — è applicabile anche in relazione alle attività connesse ad un contratto di trasporto che si affianchi a quello di vendita internazionale.

Cassazione civile sez. III  12 aprile 2011 n. 8321

 

La «messa a disposizione», quale obbligazione accessoria e funzionale all'esecuzione del contratto di trasporto prevista dall'art. 1687 c.c., consiste nello scaricare a terra, dal mezzo adibito a trasporto e nel luogo fissato per la riconsegna, la merce trasportata onde consentirne l'apprensione materiale al ricevente. Ne consegue che, quando non sia possibile effettuare la consegna delle cose al momento del loro arrivo a destinazione per fatto imputabile al destinatario, il vettore ha l'onere, per liberarsi dal suo persistente obbligo di conservare e custodire la merce, di chiedere istruzioni al mittente, ai sensi dell'art. 1690, comma 1, c.c. (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la S.C. ha rigettato il ricorso della ditta autotrasportarice che, eseguito il trasporto fino a destinazione, aveva lasciato la merce nei rimorchi di cui la stessa aveva l'esclusiva disponibilità, merce che era stata trafugata da ignoti nell'area di parcheggio, prima che venisse scaricata nel luogo indicato dal destinatario, con la conseguenza che, fino al compimento di tale prestazione, essa si sarebbe dovuta considerare rimasta ancora nella sfera di detenzione e, perciò, di sorveglianza dello stesso vettore).

Cassazione civile sez. III  22 febbraio 2010 n. 4195  

 

Naturali obbligazioni accessorie del contratto con il quale una parte si obbliga a traslocare i beni mobili del committente da un luogo all'altro sono l'imballo, il carico e lo scarico degli arredi, non già la chiusura dei tubi. (Nella specie a seguito di un trasloco erano rimasti aperti dei tubi dell'acqua, infiltratasi nell'appartamento sottostante. In applicazione del principio di cui sopra, la S.C. ha rigettato la domanda di garanzia proposta nei confronti del trasportatore evidenziando che per la affermazione della responsabilità di quest'ultimo, quanto ai danni patiti dall'appartamento sottostante, doveva previamente dimostrarsi una espressa pattuizione delle parti volta a ricomprendere la chiusura dell'impianto idrico tra le incombenze specificatamente assunte dal trasportatore incaricato del trasloco).

Cassazione civile sez. III  07 maggio 2009 n. 10501  

 

 

Prescrizione

In tema di trasporto di merci su strada per conto terzi assoggettato alla disciplina delle c.d. tariffe «a forcella», ai contratti relativi a tale forma di trasporto, sorti sulla base dei d.l. n. 463 del 1992 e n. 19 del 1993, non convertiti ma i cui effetti siano stati fatti salvi dal successivo d.l. n. 82 del 1993 (art. 2), conv. nella legge n. 162 del 1993, si applica il maggior termine di prescrizione quinquennale (rispetto a quello annuale stabilito dall'art. 2951 c.c.) già previsto dai suddetti decreti-legge non convertiti, poiché l'istituto della prescrizione è collegato alla finalità di garanzia della certezza del diritto, con la conseguenza che la scelta legislativa di un maggior termine rispetto a quello codificato dal citato art. 2951 c.c. e la scelta della salvaguardia degli effetti della novellazione anche per gli indicati decreti legge non convertiti, rende evidente l'interpretazione, costituzionalmente orientata, che tende, per un principio di uguaglianza, come parità di trattamento, a considerare unico il termine prescrizionale che consolida e prolunga l'esercizio del diritto verso colui che presta una costosa operazione di trasporto.

Cassazione civile sez. III  11 febbraio 2010 n. 3082  



 
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