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Art. 1684 codice civile: Lettera di vettura e ricevuta di carico

Su richiesta del vettore, il mittente deve rilasciare una lettera di vettura con la propria sottoscrizione, contenente le indicazioni enunciate nell’articolo precedente e le condizioni convenute per il trasporto.

Su richiesta del mittente, il vettore deve rilasciare un duplicato della lettera di vettura con la propria sottoscrizione o, se non gli è stata rilasciata lettera di vettura, una ricevuta di carico, con le stesse indicazioni (1).

Salvo contrarie disposizioni di legge, il duplicato della lettera di vettura e la ricevuta di carico possono essere rilasciate con la clausola «all’ordine».


Commento

Lettera di vettura: documento rilasciato dal mittente al vettore affinché quest’ultimo acquisti una prova del contratto di trasporto, essenziale anche alla realizzazione di un’adeguata attività di controllo di tipo doganale e fiscale.

 

Duplicato della lettera di vettura: copia della lettera di vettura che il mittente ha diritto di ottenere dal vettore.

 

Ricevuta di carico: documento che, su richiesta del mittente, dev’essere rilasciato dal vettore in sostituzione del duplicato della lettera di vettura.

 

(1) I documenti in questione, meramente facoltativi, hanno efficacia probatoria del contratto; tuttavia, in loro mancanza, il contratto può essere comunque provato, anche per testimoni, nei limiti stabiliti dall’art. 2721. Essi, inoltre, sono titoli rappresentativi che attribuiscono, cioè, al portatore il diritto di pretendere la consegna della merce.

 


Giurisprudenza annotata

Trasporto

Non essendo il contratto di trasporto un contratto reale, la traditio della merce quale risulta dalla bolla di ricevuta della merce non rileva per individuare il mittente in difformità da quanto risulta dalla lettera di vettura. (Conferma App. Aquila 7 ottobre 2008 n. 621).

Cassazione civile sez. III  22 dicembre 2011 n. 28282  

 

In tema di trasporto di cose, elemento caratteristico ed esclusivo della disciplina della conclusione del contratto è la lettera di vettura, cioè il documento che, ai sensi degli art. 1683 e 1684 c.c., il mittente deve rilasciare e sottoscrivere su richiesta del vettore, il quale, a sua volta, deve rilasciare e sottoscrivere al mittente un duplicato, contenente l'indicazione «del destinatario e del luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantità e il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto». Pertanto, pur trattandosi di un contratto a forma libera, la cui prova può essere fornita con ogni mezzo, una volta emessa la lettera di vettura, essa documenta l'esistenza e il contenuto del contratto ed individua il mittente e il vettore. (Conferma App. Aquila 7 ottobre 2008 n. 621).

Cassazione civile sez. III  22 dicembre 2011 n. 28282  

 

In tema di trasporto di cose, elemento caratteristico ed esclusivo della disciplina della conclusione del contratto è la lettera di vettura, cioè il documento che, ai sensi degli art. 1683 e 1684 c.c., il mittente deve rilasciare e sottoscrivere su richiesta del vettore, il quale, a sua volta, deve rilasciare e sottoscrivere al mittente un duplicato, contenente l'indicazione "del destinatario e del luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantità ed il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto". Pertanto, pur trattandosi di un contratto a forma libera, la cui prova può essere fornita con ogni mezzo, una volta emessa la lettera di vettura, essa documenta l'esistenza ed il contenuto del contratto ed individua il mittente ed il vettore.

Cassazione civile sez. III  22 dicembre 2011 n. 28282  

In caso di trasporto aereo, al momento del chek in il viaggiatore affida il proprio bagaglio al vettore aereo, il quale risponde quale custode, salvo prova circa l'adozione di tutte le possibili misure per evitare eventuali danni. La responsabilità, secondo la convenzione di Montreal nasce nel momento in cui viene rilasciato al passeggero lo scontrino identificativo del bagaglio consegnato. La lettera di trasporto aereo ed il relativo scontrino per il bagaglio, costituiscono la prova della conclusione di un contratto.Qualora il bagaglio sia stato consegnato da persona diversa, tanto che anche il documento di trasporto della merce porta il nome del diverso consegnatario, nulla può eccepire l'effettivo viaggiatore, il quale in realtà non risulta aver consegnato nulla.

Tribunale Salerno sez. II  16 giugno 2010 n. 1410  

 

Il trasporto multimodale di cose per via marittima e terrestre non rientra nell'ambito della normativa speciale prevista dalla convenzione di Bruxelles del 1924 sulla polizza di carico, riguardante il solo contratto che si svolge esclusivamente per via marittima, ma rimane regolato dalla disciplina del codice civile, atteso che il regime della responsabilità previsto nella citata convenzione di Bruxelles trova applicazione dal momento della caricazione delle merci a bordo della nave fino a quello del loro sbarco. Quindi, i diritti nascenti da un trasporto dall'Italia verso altro paese europeo si prescrivono nel termine di dodici mesi, ai sensi dell'art. 2951, comma 2, c.c. dalla data dello scarico e qualora non risultino atti interruttivi la relativa eccezione deve essere accolta ancorché la parte interessa non abbia indicato il "preciso lasso di tempo che sarebbe a suo dire inutilmente spirato". In tema di risarcimento del danno, infatti, grava sulla parte che eccepisce la prescrizione estintiva solamente l'onere di allegare l'inerzia del titolare del diritto dedotto in giudizio e di manifestare la volontà di avvalersene, non anche di tipizzare l'eccezione, ossia di specificare a quale tra le prescrizioni, diverse per durata, intenda riferirsi, spettando al giudice stabilire se, in relazione alla domanda che può conoscere nel merito e al diritto applicabile nel caso concreto, la prescrizione sia maturata.

Tribunale Genova sez. I  08 gennaio 2008

 

In tema di trasporto di cose il caricatore-mittente è legittimato a esperire, nei confronti del vettore, le azioni che gli competono sulla base del contratto di trasporto concluso. La polizza di carico, infatti, tra mittente e vettore esplica una funzione essenzialmente probatoria: essa prova l'esistenza di un rapporto negoziale con un determinato contenuto, nonché l'avvenuto caricamento, le caratteristiche della merce oggetto del trasporto e l'indicazione del soggetto destinatario della merce. Per escludere detta azione causale bisognerebbe ritenere che l'emissione della polizza di carico dia luogo a una novazione dell'obbligazione derivante dal rapporto fondamentale ed è difficile pensare che le parti abbiano voluto il contratto di trasporto e possano poi di fatto volere la novazione dell'obbligazione fondamentale, non ricorrendo per un simile atto nessun apprezzabile interesse. Ne deriva che, anche in presenza di una polizza di carico, il mittente può far valere con azione causale nei confronti del vettore i diritti nascenti dal contratto di trasporto. Con conseguente applicazione, altresì, dell'art. 1689 c.c., secondo cui nel trasporto di cose la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto ha luogo, nel caso di perdita delle cose consegnate al vettore, soltanto dal momento in cui il destinatario sia venuto a conoscenza di tale evento a seguito della richiesta di riconsegna della merce, e che, in assenza di tale richiesta, la legittimazione all'azione di risarcimento del danno contro il vettore, permane in capo al mittente.

Tribunale Genova sez. I  08 gennaio 2008



 
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