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Art. 1687 codice civile: Riconsegna delle merci

Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalità indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi (1).

Se la riconsegna non deve eseguirsi presso il destinatario, il vettore deve dargli prontamente avviso dell’arrivo delle cose trasportate.

Se dal mittente è stata rilasciata una lettera di vettura, il vettore deve esibirla al destinatario (2).


Commento

Mettere a disposizione: operazione compiuta dal vettore al momento in cui giunge nel luogo di destinazione stabilito nel contratto; consiste nel mettere a terra la cosa trasportata.

 

Avviso: obbligo del vettore cui il mittente non abbia comunicato il nome del destinatario. Il suo adempimento gli consente di portare a buon fine l’incarico che ha assunto col contratto.

 

 

(1) Gli usi qui considerati sono quelli del luogo dove deve essere effettuata la riconsegna.

 

(2) L’obbligo di esibire l’originale della lettera di vettura al destinatario consente a quest’ultimo di controllare la provenienza, l’oggetto e le condizioni del trasporto.

 

 


Giurisprudenza annotata

Trasporto

L'art. 1687 c.c. non prescrive particolari modalità per la messa a disposizione del destinatario delle cose trasportate e in alcune circostanze tale messa a disposizione può ben avvenire con modalità diverse dallo scarico delle dette cose dal mezzo di trasporto, in cui normalmente consiste (nella specie la Corte ha ritenuto consegnata la merce, con conseguente assunzione dell'obbligo di custodia, alla luce di un bollettino di consegna timbrato e sottoscritto dalla società ricevente, a nulla rilevando che non fossero stati rimossi i sigilli e in mancanza dell'apertura del lucchetto e del conseguente scarico della merce contenuta nel container).

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23173  

 

La «messa a disposizione» prevista dall'art. 1687 c.c. è un'operazione inerente al trasporto, consistente nel mettere a terra la cosa trasportata nel luogo di destinazione indicato nel contratto, cui è normalmente obbligato il vettore, che può essere peraltro convenzionalmente posta carico del destinatario, ovvero costituire oggetto di un contratto d'appalto — collegato o complementare a quello di trasporto — con il quale il vettore si assuma l'obbligo di eseguire le operazioni di scarico della cosa trasportata con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio, particolarmente quando tali operazioni siano talmente complesse da richiedere l'impiego di mezzi straordinari, di cui il vettore normalmente non dispone, da effettuare con personale specializzato.

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 2010 n. 25117  

 

La "messa a disposizione" prevista dall'art. 1687 c.c. è un'operazione inerente al trasporto, consistente nel mettere a terra la cosa trasportata, cui è normalmente obbligato il vettore, che può essere peraltro convenzionalmente posta a carico del destinatario, ovvero costituire oggetto di un contratto d'appalto - collegato o complementare a quello di trasporto - con il quale il vettore si assuma l'obbligo di eseguire le operazioni di scarico della cosa trasportata con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio, quando tali operazioni siano talmente complesse da richiedere l'impiego di mezzi straordinari, di cui il vettore normalmente non dispone, e debbano completarsi con la sistemazione della cosa trasportata in un luogo determinato (fattispecie relativa alla consegna di una macchina foratrice di notevoli dimensioni ).

Cassazione civile sez. III  13 dicembre 2010 n. 25117  

 

La «messa a disposizione», quale obbligazione accessoria e funzionale all'esecuzione del contratto di trasporto prevista dall'art. 1687 c.c., consiste nello scaricare a terra, dal mezzo adibito a trasporto e nel luogo fissato per la riconsegna, la merce trasportata onde consentirne l'apprensione materiale al ricevente. Ne consegue che, quando non sia possibile effettuare la consegna delle cose al momento del loro arrivo a destinazione per fatto imputabile al destinatario, il vettore ha l'onere, per liberarsi dal suo persistente obbligo di conservare e custodire la merce, di chiedere istruzioni al mittente, ai sensi dell'art. 1690, comma 1, c.c. (Nella specie, alla stregua dell'enunciato principio, la S.C. ha rigettato il ricorso della ditta autotrasportarice che, eseguito il trasporto fino a destinazione, aveva lasciato la merce nei rimorchi di cui la stessa aveva l'esclusiva disponibilità, merce che era stata trafugata da ignoti nell'area di parcheggio, prima che venisse scaricata nel luogo indicato dal destinatario, con la conseguenza che, fino al compimento di tale prestazione, essa si sarebbe dovuta considerare rimasta ancora nella sfera di detenzione e, perciò, di sorveglianza dello stesso vettore).

Cassazione civile sez. III  22 febbraio 2010 n. 4195  

 

Nel trasporto di cose la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto ha luogo, nel caso di perdita delle cose consegnate al vettore, soltanto dal momento in cui, scaduto il termine legale o convenzionale della consegna, il destinatario sia venuto a conoscenza di detto evento a seguito della richiesta di riconsegna della merce, con la conseguenza che, in assenza di tale richiesta, la legittimazione all'azione di risarcimento del danno contro il vettore, permane in capo al mittente. Peraltro, il vettore che si serve di altro vettore per l'esecuzione del trasporto ha azione diretta e non di regresso, nei confronti del subvettore, per il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita o avaria della merce fino a quando il destinatario non ne abbia chiesto allo stesso subvettore la riconsegna e non deve, pertanto, dimostrare di avere a sua volta risarcito il danno al proprio committente (o al destinatario), essendo sufficiente che dimostri di essere stato da questi escusso.

Cassazione civile sez. III  04 giugno 2007 n. 12963  

 

L'esecuzione del contratto di trasporto non si esaurisce nell'attività di trasferimento della merce da luogo a luogo, ma comprende altresì l'adempimento delle altre obbligazioni accessorie, necessarie al raggiungimento del fine pratico prefissosi dalle parti, con la conseguenza che sussiste, a carico del vettore - il quale si trova nella detenzione delle cose trasportate - l'obbligo di conservarle e custodirle fino alla loro consegna al destinatario e la relativa responsabilità “ex recepto”. In tema di trasporto aereo internazionale di merci, la custodia cui il vettore provvede, dopo che la merce è giunta allo scalo, costituisce un accessorio delle obbligazioni inerenti al contratto di trasporto aereo, che viene definitivamente adempiuto con la consegna al destinatario, sicché l'azione di quest'ultimo (e dell'assicuratore in via di surrogazione) proponibile in caso di mancata consegna è soggetta alla disciplina propria del contratto di trasporto, non di quello di deposito, anche se la perdita si verifica nella fase di quella custodia finalizzata alla consegna.

Tribunale Ragusa  07 febbraio 2006

 

La "messa a disposizione" prevista dall'art. 1687 c.c. è un'operazione inerente al trasporto, consistente nel mettere a terra la cosa trasportata, cui è normalmente obbligato il vettore, che può essere peraltro convenzionalmente posta a carico del destinatario, ovvero costituire oggetto di un contratto d'appalto - collegato o complementare a quello di trasporto - con il quale il vettore si assuma l'obbligo di eseguire le operazioni di scarico della cosa trasportata con organizzazione dei mezzi necessari e gestione a proprio rischio, quando tali operazioni siano talmente complesse da richiedere l'impiego di mezzi straordinari, di cui il vettore normalmente non dispone (nella specie una gru di notevoli dimensioni, da ancorare con particolari accorgimenti e manovrata da personale specializzato), e debbano completarsi con la sistemazione della cosa trasportata in un luogo determinato. (In applicazione del suindicato principio la S.C. ha ritenuto nella specie corretta la decisione della corte di merito che, riscontrando la sussistenza di un contratto di appalto accanto a quello di trasporto, aveva conseguentemente ravvisato la responsabilità del vettore, la legittimazione del mittente e l'esclusione dei limiti di responsabilità previsti dalla l. n. 450 del 1985, in tema di risarcimento dovuto dal vettore stradale per perdita o avaria delle cose trasportate).

Cassazione civile sez. III  31 maggio 2005 n. 11598  



 
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