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Art. 1689 codice civile: Diritti del destinatario

I diritti nascenti dal contratto di trasporto verso il vettore spettano al destinatario (1) dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore.

Il destinatario non può esercitare i diritti nascenti dal contratto se non verso pagamento al vettore dei crediti derivanti dal trasporto (2) e degli assegni da cui le cose trasportate sono gravate. Nel caso in cui l’ammontare delle somme dovute sia controverso, il destinatario deve depositare la differenza contestata presso un istituto di credito.


Commento

(1) I diritti nascenti dal contratto sono i diritti che derivano al destinatario dal contratto di trasporto (nel caso in cui quest’ultimo non coincida col mittente) e, innanzitutto, il diritto alla consegna della merce intatta.

 

(2) I crediti derivanti dal trasporto ed assegni sono le somme dovute per il trasporto, ove non siano già state pagate dal mittente e quelle dovute ad altro titolo, ad esempio quale prezzo della merce spedita. Tali crediti costituiscono le condizioni cui è subordinato il diritto del destinatario alla consegna della merce intatta.

 


Giurisprudenza annotata

Trasporto

Nell'ipotesi di subtrasporto, il submittente, in caso di perdita delle cose trasportate, può far valere la responsabilità risarcitoria del subvettore, indipendentemente dal fatto che il mittente abbia esperito l'azione risarcitoria nei suoi confronti e senza dover dimostrare di avere risarcito al mittente il danno.

Tribunale Reggio Emilia  23 settembre 2014

 

L'art. 13 della convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada (C.M.R.) attribuisce, al pari dell'art. 1689 c.c., la titolarità del diritto all'indennizzo in ragione dell'incidenza del pregiudizio conseguente alla perdita ovvero al deterioramento delle cose trasportate. Ne consegue che la legittimazione del destinatario a pretendere il suddetto indennizzo sussiste, ai sensi dell'art. 1689 c.c., solo dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, lo stesso ne abbia richiesto la riconsegna al vettore. Cassa con rinvio, App. Torino, 14/05/2007

Cassazione civile sez. III  30 gennaio 2014 n. 2075

 

Il contratto di trasporto di cose, quando il destinatario è persona diversa dal mittente, si configura come contratto tra mittente e vettore a favore del terzo destinatario, in cui i diritti e gli obblighi del destinatario verso il vettore nascono con la consegna delle cose a destinazione o con la richiesta di consegna, che integra la "dichiarazione di volerne profittare", ai sensi dell'art. 1411 cod. civ., e segna il momento in cui il destinatario fa propri gli effetti del contratto, da tale momento potendosi il vettore rivolgere solo a lui per il soddisfacimento del credito di rimborso e corrispettivo. Rigetta, App. Venezia, 18/06/2007

Cassazione civile sez. III  20 agosto 2013 n. 19225  

 

Nell'ipotesi di assicurazione contro la perdita e le avarie di merci trasportate, per stabilire la titolarità del diritto all'indennizzo occorre considerare l'incidenza del pregiudizio conseguente alla perdita ovvero al deterioramento delle cose trasportate, per cui la legittimazione del destinatario sussiste, ai sensi dell'art. 1689 c.c., solo dal momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine in cui sarebbero dovute arrivare, lo stesso ne abbia richiesto la riconsegna al vettore. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata con cui si è riconosciuta la qualifica di "assicurato" ex art. 1904 c.c. al mittente della merce, atteso che il "subentro" del destinatario nella posizione del mittente non si era verificato, perché la merce non era mai arrivata destinazione per essere stata oggetto di furto). Cassa senza rinvio, App. Cagliari, 17/01/2007

Cassazione civile sez. III  17 giugno 2013 n. 15107  

 

Nella vendita con spedizione disciplinata dall'art. 1510, comma 2, c.c., il contratto di trasporto concluso tra venditore-mittente e vettore, pur essendo collegato da un nesso di strumentalità con il contratto di compravendita concluso tra venditore-mittente ed acquirente-destinatario, conserva la sua autonomia ed è, pertanto, soggetto alla disciplina dettata dagli art. 1683 ss. c.c., con la conseguenza che il venditore-mittente, anche dopo la rimessione delle cose al vettore, conserva la titolarità dei diritti nascenti dal contratto di trasporto — ivi compreso quello al risarcimento del danno da inadempimento — fino al momento in cui, arrivate le merci a destinazione (o scaduto il termine entro il quel esse sarebbero dovute arrivare), il destinatario non ne richieda la riconsegna al vettore, ex art. 1689, comma 1 c.c..

Cassazione civile sez. III  17 gennaio 2012 n. 553  

 

Qualora il vettore abbia affidato di sua iniziativa l'esecuzione totale o parziale del trasporto di cose ad altro vettore (subvettore), è configurabile l'ipotesi del contratto a favore di terzo di cui all'art. 1411 c.c., e la qualità di terzo va riconosciuta, anche per il contratto di subtrasporto, al destinatario, la cui adesione manifestata con la richiesta della riconsegna della merce trasportata corrisponde alla dichiarazione del terzo di voler beneficiare della stipulazione in suo favore. Ne consegue che spetta al destinatario stesso, quale beneficiario del suddetto contratto, la legittimazione ad esercitare nei confronti del subvettore i diritti che, una volta chiesta la riconsegna, gli competono ex art. 1689 c.c., compreso quello di chiedere il risarcimento del danno per la perdita o l'avaria delle cose trasportate.

Cassazione civile sez. III  28 settembre 2009 n. 20756  

 

 

Vendita

Nella vendita con spedizione regolata dall'art. 1510, comma 2, c.c. il contratto di trasporto concluso tra venditore-mittente e vettore, pur essendo collegato da un nesso di strumentalità con il contratto di compravendita concluso tra venditore-mittente e acquirente-destinatario, conserva la sua autonomia, ed è soggetto alla disciplina dettata dagli art. 1683 e seguenti del codice civile. Pertanto il venditore-mittente, anche dopo la rimessione delle cose al vettore, conserva la titolarità dei diritti nascenti dal contratto di trasporto, ivi compreso il diritto al risarcimento del danno da inadempimento, fino al momento in cui, arrivate le cose a destinazione o scaduto il termine entro cui sarebbero dovute arrivare, il destinatario ne richiede la riconsegna al vettore.

Corte appello Firenze sez. II  22 dicembre 2011 n. 1694



 
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