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Art. 169 codice civile: Alienazione dei beni del fondo

Se non è stato espressamente consentito nell’atto di costituzione (1), non si possono alienare (2), ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare (3) beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice (4), con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità od utilità evidente.


Commento

Atto di costituzione (del fondo patrimoniale): [v. 168]; Ipoteca: [v. 2808]; Pegno: [v. 2784].

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 51) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) Il termine «alienazione» si riferisce non solo agli atti di trasferimento della proprietà del bene, ma anche a quelli che realizzano la concessione di diritti parziari di godimento.

 

(3) L’espressione si riferisce anche alla cessione dei beni ai creditori [v. 1977] e forse anche a vincoli di carattere pubblicistico (es.: cd. cessione di cubatura a favore del fondo confinante).

 

(4) L’autorizzazione deve essere concessa dal tribunale del luogo di residenza dei figli minori; il suo rilascio può avvenire anche dopo la conclusione di uno degli atti di cui all’art. 169, fermo restando che fino a tale momento l’atto è improduttivo di effetti.

 

Lo scopo della norma è quello di salvaguardare l’integrità del patrimonio rispetto ad atti non finalizzati alla realizzazione degli interessi familiari.


Giurisprudenza annotata

Coniugi

In materia di fondo patrimoniale, l'art. 171 c.c. riguarda esclusivamente le ipotesi di cessazione legale del fondo, essendo, conseguentemente, ammissibile la cessazione volontaria del fondo patrimoniale per mutuo consenso dei coniugi nelle stesse forme di cui all'art. 163 c.c. pur in presenza di figli minorenni. All'atto pubblico di modifica o di risoluzione dell'atto costitutivo del fondo patrimoniale i coniugi possono addivenire liberamente, senza necessità di autorizzazione da parte dell'Autorità giudiziaria, pur in presenza di figli minori. L'autorizzazione è, invero, richiesta dall'art. 169 c.c. soltanto per l'alienazione dei beni facenti parte del fondo, ovvero per dare in pegno, per ipotecare, o, comunque, vincolare beni del fondo nei soli casi di necessità od utilità evidente. Alla revocabilità per mutuo consenso del fondo patrimoniale non può porsi un controllo giudiziario non previsto da alcuna norma di legge e del quale mancherebbero i parametri di valutazione, e che si porrebbe in contrasto con l'esigenza di salvaguardia dell'autonomia privata dei coniugi-genitori.

Tribunale Milano sez. IX  06 marzo 2013

 

In materia di fondo patrimoniale, l'art. 171 c.c. riguarda esclusivamente le ipotesi di cessazione legale del fondo essendo, conseguentemente, ammissibile la cessazione volontaria del fondo patrimoniale per mutuo consenso dei coniugi nelle stesse forme di cui all'art. 163 c.c. pur in presenza di figli minorenni. All'atto pubblico di modifica o di risoluzione dell'atto costitutivo del fondo patrimoniale i coniugi possono addivenire liberamente senza necessità di autorizzazione da parte della autorità giudiziaria, pur in presenza di figli minori. L'autorizzazione è richiesta dall'art. 169 c.c. soltanto per la alienazione dei beni facenti parte del fondo ovvero per dare in pegno, ipotecare o comunque vincolare beni del fondo nei soli casi di necessità o utilità evidente. Alla revocabilità per mutuo consenso del fondo patrimoniale non può porsi un controllo giudiziario non previsto da alcuna norma di legge e del quale mancherebbero i parametri di valutazione e che si porrebbe in contrasto con l'esigenza di salvaguardia della autonomia privata dei coniugi/genitori.

Tribunale Milano sez. IX  06 marzo 2013

 

L'autorizzazione giudiziale di cui all'art. 169 c.c. è necessaria anche in presenza di clausola che preveda il contrario ossia che consenta di alienare, ipotecare, dare in pegno o vincolare i beni del fondo con il solo consenso dei coniugi anche in presenza di figli minori.

Tribunale Torino sez. II  18 giugno 2014

 

L'esattore può iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo che li hanno conferiti nel fondo, qualora il debito del coniuge o del terzo sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari e, quando, ancorché sia stato contratto per uno scopo estraneo a tali bisogni, il titolare del credito per cui l'esattore procede alla riscossione non conosceva tale estraneità; viceversa, l'esattore non può iscrivere ipoteca su detti beni e l'eventuale iscrizione è illegittima se il creditore conosceva tale estraneità, spettando all'opponente fornire la prova di tale conoscenza.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5385

 

La competenza a conoscere della domanda di autorizzazione alla cessazione del fondo patrimoniale costituito in favore di un figlio minore, limitatamente ad alcune unità immobiliari e sull'accordo di entrambi i genitori divorziati, è del tribunale per i minorenni e non di quello ordinario; elemento discriminante è la vigenza o la cessazione del vincolo coniugale al momento della proposizione dell'istanza autorizzatoria, atteso che la sopravvenuta mancanza di coniugio — come nella specie — determina l'esigenza, in caso di permanenza, meramente temporanea, del vincolo di destinazione del fondo fino alla maggiore età del figlio, di prevedere l'intervento del giudice specializzato, al fine di provvedere specificamente alla sua tutela, nell'amministrazione e nella disposizione dei beni, non esistendo più il presupposto della comunione di affetti ed interessi che caratterizza il rapporto matrimoniale quale base giuridico-solidaristica del fondo medesimo, e non costituendo, quindi, la natura parziale del provvedimento un elemento dirimente circa la competenza.

Cassazione civile sez. VI  20 settembre 2012 n. 15859  

 

I beni del fondo patrimoniale non sono compresi nel fallimento poiché si tratta di beni che, pur appartenendo al fallito, rappresentano un patrimonio separato, destinato al soddisfacimento di specifici scopi che prevalgono sulla funzione di garanzia per la generalità dei creditori; ne pertanto, poiché i rapporti relativi alla costituzione di un fondo patrimoniale non sono compresi nel fallimento, permane rispetto ad essi la legittimazione del debitore; sussiste pertanto la legittimazione processuale del fallito nel giudizio avente ad oggetto la revocatoria fallimentare del fondo patrimoniale.

Cassazione civile sez. III  18 ottobre 2011 n. 21494



 
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