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Art. 1691 codice civile: Lettera di vettura o ricevuta di carico all’ordine

Se il vettore ha rilasciato al mittente un duplicato della lettera di vettura all’ordine o la ricevuta di carico all’ordine, i diritti nascenti dal contratto verso il vettore si trasferiscono mediante girata del titolo.

In tal caso il vettore è esonerato dall’obbligo di dare avviso dell’arrivo delle cose trasportate, salvo che sia stato indicato un domiciliatario nel luogo di destinazione, e l’indicazione risulti dal duplicato della lettera di vettura o dalla ricevuta di carico.

Il possessore del duplicato della lettera di vettura all’ordine o della ricevuta di carico all’ordine, deve restituire il titolo al vettore all’atto della riconsegna delle cose trasportate.


Giurisprudenza annotata

Trasporto

In tema di trasporto marittimo, la clausola derogativa della giurisdizione del giudice italiano che le parti contraenti, nel concorso dei presupposti e dei requisiti fissati dal diritto comune o dal diritto speciale internazionale applicabile al rapporto, abbiano validamente inserito nel contratto e riportato nell'originale negoziabile della polizza di carico, è operante anche nei confronti dei successivi prenditori del titolo secondo la relativa legge di circolazione, senza che si renda, all'uopo, necessaria la ripetizione, ad ogni suo trasferimento, degli adempimenti formali (presupposti della sua validità) fra detti contraenti, in considerazione della stretta connessione fra esecuzione del trasporto e diritto alla consegna della merce che scaturisce dalla polizza in favore del portatore.

Cassazione civile sez. un.  14 febbraio 2011 n. 3568  

 

Il trasporto multimodale di cose per via marittima e terrestre non rientra nell'ambito della normativa speciale prevista dalla convenzione di Bruxelles del 1924 sulla polizza di carico, riguardante il solo contratto che si svolge esclusivamente per via marittima, ma rimane regolato dalla disciplina del codice civile, atteso che il regime della responsabilità previsto nella citata convenzione di Bruxelles trova applicazione dal momento della caricazione delle merci a bordo della nave fino a quello del loro sbarco. Quindi, i diritti nascenti da un trasporto dall'Italia verso altro paese europeo si prescrivono nel termine di dodici mesi, ai sensi dell'art. 2951, comma 2, c.c. dalla data dello scarico e qualora non risultino atti interruttivi la relativa eccezione deve essere accolta ancorché la parte interessa non abbia indicato il "preciso lasso di tempo che sarebbe a suo dire inutilmente spirato". In tema di risarcimento del danno, infatti, grava sulla parte che eccepisce la prescrizione estintiva solamente l'onere di allegare l'inerzia del titolare del diritto dedotto in giudizio e di manifestare la volontà di avvalersene, non anche di tipizzare l'eccezione, ossia di specificare a quale tra le prescrizioni, diverse per durata, intenda riferirsi, spettando al giudice stabilire se, in relazione alla domanda che può conoscere nel merito e al diritto applicabile nel caso concreto, la prescrizione sia maturata.

Tribunale Genova sez. I  08 gennaio 2008

 

In tema di trasporto di cose il caricatore-mittente è legittimato a esperire, nei confronti del vettore, le azioni che gli competono sulla base del contratto di trasporto concluso. La polizza di carico, infatti, tra mittente e vettore esplica una funzione essenzialmente probatoria: essa prova l'esistenza di un rapporto negoziale con un determinato contenuto, nonché l'avvenuto caricamento, le caratteristiche della merce oggetto del trasporto e l'indicazione del soggetto destinatario della merce. Per escludere detta azione causale bisognerebbe ritenere che l'emissione della polizza di carico dia luogo a una novazione dell'obbligazione derivante dal rapporto fondamentale ed è difficile pensare che le parti abbiano voluto il contratto di trasporto e possano poi di fatto volere la novazione dell'obbligazione fondamentale, non ricorrendo per un simile atto nessun apprezzabile interesse. Ne deriva che, anche in presenza di una polizza di carico, il mittente può far valere con azione causale nei confronti del vettore i diritti nascenti dal contratto di trasporto. Con conseguente applicazione, altresì, dell'art. 1689 c.c., secondo cui nel trasporto di cose la sostituzione del destinatario al mittente nei diritti nascenti dal contratto ha luogo, nel caso di perdita delle cose consegnate al vettore, soltanto dal momento in cui il destinatario sia venuto a conoscenza di tale evento a seguito della richiesta di riconsegna della merce, e che, in assenza di tale richiesta, la legittimazione all'azione di risarcimento del danno contro il vettore, permane in capo al mittente.

Tribunale Genova sez. I  08 gennaio 2008

 

Nel trasporto terrestre, qualora mittente e vettore stabiliscono che la riconsegna della merce al destinatario debba avvenire contro esibizione di un documento che legittimi quest'ultimo a ritirare le cose trasportate, tale documento è costituito da uno dei titoli di legittimazione prevista dall'art. 1691 c.c. (duplicato della lettera di vettura all'ordine o ricevuta di carico all'ordine), cui la legge attribuisce l'efficacia di conferire al loro legittimo possessore il diritto alla riconsegna delle cose in essi indicati. L'emissione di tali documenti da parte del vettore, peraltro, non costituisce requisito essenziale per la formazione del contratto - già perfezionatosi col patto anzidetto - ma attiene al momento esecutivo di esso. Con la conseguenza che nel caso di affidamento al vettore dell'incarico, in relazione ad un contratto di vendita su documenti stipulato dal mittente con il destinatario, di riconsegnare la merce a quest'ultimo dietro presentazione del titolo di legittimazione, integra inadempienza del vettore la mancata emissione, prima di eseguire il trasporto, di uno dei titoli in questione, avendo detta emissione la finalità di consentire al mittente-venditore di trasferirli, mediante girata, al destinatario compratore dietro pagamento del prezzo della merce e di porre quest'ultimo in condizione di ottenere la riconsegna della stessa contro esibizione del documento.

Cassazione civile sez. III  15 febbraio 1982 n. 940  

 

 

Giurisdizione civile

In tema di deroga alla giurisdizione italiana a favore di un giudice straniero, l'art. 4 l. 31 maggio 1995 n. 218, là dove richiede che detta deroga sia provata per iscritto, deve essere interpretato - alla luce dell'art. 17 della convenzione di Bruxelles 27 settembre 1968, nonché dell'art. 23 del regolamento Ce del Consiglio 22 dicembre 2000 n. 44/2001, e della giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea - nel senso di attribuire rilevanza, quale idoneo equipollente della prova scritta della convenzione di deroga sottoscritta da entrambe le parti, al comportamento concludente delle medesime, ove risulti operante, nel settore del commercio internazionale in cui operano i contraenti, un uso che detto comportamento preveda come fatto idoneo a far riconoscere la volontà delle parti; ne consegue che, nel campo dei trasporti marittimi internazionali, dove la polizza di carico è sottoscritta, per prassi abituale, dal solo vettore e non anche dal caricatore, può ritenersi idonea prova dell'accordo di deroga la polizza di carico redatta su modulo, predisposto da un solo contraente e dal medesimo soltanto sottoscritto, che rechi la clausola di attribuzione della competenza ad un determinato foro, qualora il caricatore, nella consapevole adesione ad un uso normativo, l'abbia ricevuta senza contestazioni e l'abbia negoziata a favore del ricevitore.

Cassazione civile sez. un.  14 febbraio 2011 n. 3568  



 
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