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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1695 codice civile: Calo naturale

Per le cose che, data la loro particolare natura, sono soggette durante il trasporto a diminuzione nel peso o nella misura, il vettore risponde solo delle diminuzioni che oltrepassano il calo naturale, a meno che il mittente o il destinatario provi che la diminuzione non è avvenuta in conseguenza della natura delle cose o che per le circostanze del caso non poteva giungere alla misura accertata.

Si deve tener conto del calo separatamente per ogni collo.


Commento

Calo naturale: diminuzione di peso o misura dipendente dalla natura stessa della merce e della quale, dunque, il vettore non può essere chiamato a rispondere (es.: per derrate alimentari).

 


Giurisprudenza annotata

Giurisdizione civile

Le controversie in tema di transazioni con i soggetti che abbiano instaurato azioni di risarcimento danni in quanto affetti da determinate patologie e danneggiati da trasfusioni con sangue infetto, somministrazione di emoderivati infetti ovvero da vaccinazioni obbligatorie, impingono sulla disciplina di istituti regolati in primis dal diritto civile, ma immanenti e trasversali nell'ordinamento giuridico generale, quali la prescrizione, la transazione, la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, l'azione di risarcimento, che riguardano diritti soggettivi non suscettibili di essere degradati e affievoliti in interessi legittimi dalla discrezionalità meramente tecnica dell'Amministrazione in ordine all'apprezzamento dei presupposti per la definizione delle transazione e delle controversie; disciplina quindi che non può soffrire deroghe se non introdotte con norme primarie. Conseguentemente dette controversie ricadono nella sfera di giurisdizione del giudice ordinario. La transazione trova la propria disciplina negli artt. 1965 e ss. c.c. che pongono uno strumento, non obbligatorio, nella disponibilità dell'interessato volto a risolvere, con reciproche concessioni, un contrasto tra pretese di diverso tenore, al fine di prevenire e comporre una lite avente comunque ad oggetto sempre diritti soggettivi. La normativa che ha previsto tale istituto per i soggetti affetti da patologie (HIV, HCB, HBV) insorte con l'assunzione di emoderivati, emotrasfusioni, vaccini obbligatori ha sì disciplinato una specifica transazione, ma quale specie di un genus e senza derogare alla norma di carattere generale e pregiudicare i diritti soggettivi in capo agli interessati.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. III  05 maggio 2014 n. 4621  

 

 

Transazione

Le reciproche concessioni che, a norma dell'art. 1695 c.c., caratterizzano il negozio transattivo - e devono sussistere anche ove questo venga stipulato in sede di conciliazione giudiziale, - vanno intese con riferimento alla posizione assunta dalle parti e non solo nella lite in atto, ma anche in vista di una controversia che possa sorgere tra loro e che esse intendano prevenire, collegando tali posizioni alle reciproche pretese e contestazioni, e non già ai diritti effettivamente spettanti secondo obiettive considerazioni di legge. L'indagine del giudice del merito sulla natura transattiva, secondo questi criteri, di una determinata convenzione nonché sulla portata della medesima, risolvendosi in un apprezzamento di mero fatto, non è censurabile in sede di legittimità ove sia sorretta da logica e adeguata motivazione e non violi i principi di ermeneutica contrattuale.

Cassazione civile sez. lav.  14 luglio 1981 n. 4612



 
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