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Art. 1699 codice civile: Trasporto con rispedizione della merce

Se il vettore si obbliga (1) di far proseguire le cose trasportate, oltre le proprie linee, per mezzo di vettori successivi, senza farsi rilasciare dal mittente una lettera di vettura diretta fino al luogo di destinazione, si presume che egli assuma, per il trasporto oltre le proprie linee, gli obblighi di uno spedizioniere.


Commento

(1) In questo tipo di trasporto cd. «con rispedizione» o «in servizio di corrispondenza», il vettore non assume gli oneri e le responsabilità dell’intero trasporto ma solo quelli relativi al tratto da lui effettivamente percorso, assumendo nei riguardi del mittente l’incarico di stipulare per suo conto l’ulteriore contratto di trasporto con altri vettori successivi.

 


Giurisprudenza annotata

Trasporto

 

Nel trasporto con rispedizione (disciplinato dall'art. 1699 c.c.) il vettore si obbliga a concludere in nome proprio e per conto del mittente uno o più contratti di trasporto per far arrivare la merce alla destinazione finale, oltre la tratta eseguita con i propri mezzi. (Cassa App. Milano 5 aprile 2002).

Cassazione civile sez. III  07 febbraio 2006 n. 2529  

 

Ricorre l'ipotesi del contratto di trasporto con rispedizione allorché il vettore si obbliga verso il committente, oltre che ad eseguire il trasporto per una parte del complessivo percorso, anche a concludere, in nome proprio ma per conto di quello, uno o più contratti di trasporto per l'effettuazione della restante parte del percorso, con la conseguenza che vengono posti in essere due contratti collegati, rispettivamente di trasporto e di spedizione.

Cassazione civile sez. III  07 febbraio 2006 n. 2529  

 

Nel contratto di trasporto con rispedizione, il vettore si obbliga verso il mittente, oltre che ad eseguire il trasporto per una parte del complessivo percorso, anche a concludere in nome proprio, ma per conto di quello, uno o più contratti di trasporto per l'effettuazione della restante parte del percorso. Consegue che per la parte che riguarda il trasporto della merce "oltre le linee" del vettore, questi assume solo gli obblighi dello spedizioniere, con la conseguenza che non è configurabile una sua responsabilità per la seconda tratta del trasporto, non essendo delineabile una responsabilità dello spedizioniere per l'operato di terzi da lui incaricati del trasporto, in quanto detti terzi non compiono attività che lo spedizioniere avrebbe dovuto eseguire in proprio, non formando essa oggetto della sua obbligazione.

Cassazione civile sez. III  07 maggio 1999 n. 4593  

 

Nel contratto di trasporto con rispedizione il vettore assume due obblighi: quello di trasferire la merce per una certa tratta, e quello - successivo - di concludere un contratto di trasporto, quale mandatario del mittente, per la tratta successiva. al contrario, nel contratto concluso con lo spedizioniere - vettore, quest'ultimo assume l'obbligo di eseguire in proprio il trasporto, e quindi assume nei confronti del mittente tutte le obbligazioni del vettore, quand'anche si avvalga di terzi nell'esecuzione del trasporto. Ne consegue che, in caso di inadempimento del terzo ausiliario dello spedizioniere - vettore, il mittente non ha azione contrattuale nei confronti del terzo suddetto, ma soltanto - ove ne ricorrano i presupposti - l'azione aquiliana ex art. 2043 c.c.

Cassazione civile sez. III  08 gennaio 1999 n. 108  

 

Con riguardo ad ammanchi di merci, verificatisi in trasporto nell'ambito del quale il vettore si sia avvalso per un tratto del viaggio di un subvettore, e qualora il giudice di I grado li abbia condannati in solido al risarcimento dei danni in favore del destinatario, condannando altresì il subvettore a manlevare il vettore in base al contratto di subtrasporto, l'appello, che detto subvettore abbia proposto al solo fine di opporre estinzione per prescrizione del credito del danneggiato, non può implicarne la liberazione da detto obbligo di manleva, considerato che l'obbligo medesimo discende da un rapporto distinto, non da regresso nel rapporto fra debitori solidali, e, quindi, si sottrae alle disposizioni dell'art. 1310 comma ultimo c.c., inerenti alla perdita del regresso da parte del condebitore che abbia rinunciato alla prescrizione.

Cassazione civile sez. III  10 dicembre 1991 n. 13281  

 

 

Professionisti

Nel procedimento disciplinare a carico degli ingegneri, l'estratto del verbale contenente le dichiarazioni istruttorie dell'incolpato fa fede sino a querela di falso e tale fede privilegiata non consente alla parte di negarne la corrispondenza alle dichiarazioni rese, senza avvalersi dell'indicata procedura.

Cassazione civile sez. un.  26 novembre 1996 n. 10491  

 

Spedizione

Il contratto di trasporto, a differenza del contratto di spedizione che è una sottospecie del mandato, avente quale causa specifica l'organizzazione da parte dello spedizioniere di una serie di operazioni finalizzate al trasporto, è caratterizzato dal compimento dell'"opus perfectum" del trasferimento "di persone o cose da un luogo ad un altro" a carico di un soggetto determinato. Elemento caratteristico ne è la "lettera di vettura" - cioè il documento che il mittente deve rilasciare su richiesta del vettore, contenente l'indicazione del destinatario e del luogo di destinazione, la natura, il peso, la quantità ed il numero delle cose da trasportare e gli altri estremi necessari per eseguire il trasporto - la cui esistenza è elemento significativo per ritenere concluso un contratto di trasporto, il quale non può essere escluso solo per il fatto che il vettore originario si sia servito di un subvettore.

Cassazione civile sez. III  11 ottobre 1990 n. 9993



 
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