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Art. 170 codice civile: Esecuzione sui beni e sui frutti

La esecuzione sui beni del fondo (1) e sui frutti di essi non può aver luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia (2).


Commento

Bisogni della famiglia: [v. 143].

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 51) (Riforma del diritto di famiglia).

(2) Per quanto riguarda l’applicabilità dell’art. 46, n. 3 della legge fallimentare, si ritiene che, in caso di fallimento di entrambi i coniugi, i beni del fondo patrimoniale possono esser compresi fra quelli sottoposti al procedimento di esecuzione. Il ricavato della loro vendita, però, è destinato esclusivamente al soddisfacimento dei debiti contratti nell’interesse della famiglia.

 

 

La possibilità di procedere all’esecuzione forzata sui beni del fondo esiste non solo nel caso di debiti connessi alle esigenze familiari, ma anche quando il creditore non sia a conoscenza del fatto che il debito è stato contratto per fare fronte a bisogni familiari. Per evitare l’azione esecutiva sui beni del fondo patrimoniale, il debitore ha l’onere di dimostrare che il creditore sapeva che l’obbligazione era stata contratta per necessità diverse da quelle familiari.

 


Giurisprudenza annotata

Coniugi

In tema di fondo patrimoniale, tra i debiti contratti per i bisogni della famiglia, per i quali può avere luogo l'esecuzione forzata ai sensi dell'art. 170 c.c., vanno compresi quelli riguardanti i beni costituiti in fondo patrimoniale, per definizione destinati essi stessi al soddisfacimento delle esigenze familiari; in particolare, vanno compresi i debiti per oneri condominiali e per spese processuali sopportate dal condominio per riscuotere gli oneri condominiali relativi a un immobile facente parte del fondo patrimoniale.

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23163  

 

In tema di fondo patrimoniale, tra i debiti contratti per i bisogni della famiglia, per i quali può avere luogo l'esecuzione forzata ai sensi dell'art. 170 cod. civ., vanno compresi quelli riguardanti i beni costituiti in fondo patrimoniale, per definizione destinati essi stessi al soddisfacimento delle esigenze familiari, sicché rientrano in tale ambito anche i debiti per oneri condominiali e per spese processuali sopportate dal condominio per riscuotere gli oneri condominiali relativi ad un immobile facente parte del fondo patrimoniale. Rigetta, Trib. Civitavecchia, 17/10/2007

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23163  

 

In tema di fondo patrimoniale, la circostanza che un credito inerisca ai bisogni della famiglia - come nel caso del credito risarcitorio spettante al titolare di uno "ius in re aliena" (nella specie, usufrutto) per abusivo godimento abitativo, da parte dei coniugi, del bene staggito - rende sempre e comunque legittima l'esecuzione, a prescindere dalla data di insorgenza del credito rispetto a quella di costituzione del fondo e dalla sua fonte (contrattuale od extracontrattuale). Rigetta, Trib. Latina, sez. dist. Terracina, 01/06/2007

Cassazione civile sez. III  26 agosto 2014 n. 18248  

 

L'art. 170 c.c., nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell'esecuzione sui beni costituiti nel fondo patrimoniale, detta una regola applicabile anche all'iscrizione di ipoteca non volontaria, ivi compresa quella di cui all'art. 77 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602. Ne consegue che l'esattore può iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge o al terzo, conferiti nel fondo, qualora il debito facente capo a costoro sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari, ovvero quando - nell'ipotesi contraria - il titolare del credito, per il quale l'esattore procede alla riscossione, non conosceva l'estraneità ai bisogni della famiglia; viceversa, l'esattore non può iscrivere l'ipoteca - sicché, ove proceda in tal senso, l'iscrizione è da ritenere illegittima - nel caso in cui il creditore conoscesse tale estraneità.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5385

 

Qualora il coniuge che ha costituito un fondo patrimoniale familiare conferendovi un suo bene agisca contro il suo creditore chiedendo, in ragione della sua appartenenza al fondo, la declaratoria, ai sensi dell'art. 170 c.c., della illegittimità dell'iscrizione di ipoteca che egli abbia fatto sul bene, deve allegare e provare che il debito per cui è stata iscritta l'ipoteca è stato contratto per uno scopo estraneo ai bisogni della famiglia e che il creditore era a conoscenza di tale circostanza. Tali oneri sussistono anche in relazione all'iscrizione di ipoteca ai sensi dell'art. 77 del d.P.R. n. 602 del 1973. In sede di giudizio di cassazione contro una sentenza di merito che abbia rigettato la domanda ritenendo non soggetta all'art. 170 l'iscrizione di ipoteca, la Corte di cassazione, qualora constati che i detti oneri risultano inadempiuti, deve rigettare il ricorso, previa correzione della motivazione della sentenza impugnata.

Cassazione civile sez. III  05 marzo 2013 n. 5385

 

 

Esecuzione forzata

In sede di opposizione all'esecuzione, come l'opponente può contestare il diritto di procedere all'esecuzione forzata adducendo una ragione di impignorabilità del bene staggito (nella specie, il suo conferimento ad un fondo patrimoniale) sorta anteriormente alla formazione del titolo esecutivo giudiziale od al conseguimento della sua definitività, così, simmetricamente, non è precluso al creditore procedente di replicare che la pignorabilità del bene deriva dall'applicazione dell'art. 192 cod. pen., qualora il fondo sia stato costituito dall'autore del reato dopo la commissione dello stesso, attesa l'inesistenza di un rapporto di pregiudizialità tra azioni revocatorie, tanto più di quella penale, rispetto all'opposizione all'esecuzione che si fondi sull'impignorabilità di beni che siano oggetto di queste. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la decisione con cui il giudice dell'opposizione ex art. 615 cod. proc. civ. ha dichiarato l'inammissibilità della stessa, senza esaminarla nel merito, in ragione del mancato esperimento, in separata sede, delle contestazioni sull'inopponibilità del fondo patrimoniale derivanti dalla prospettazione della sua inefficacia ai sensi dell'art. 192 cod. pen.). Cassa e decide nel merito, Trib. Roma, 23/06/2008

Cassazione civile sez. III  31 ottobre 2014 n. 23158



 
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