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Art. 1700 codice civile: Trasporto cumulativo

Nei trasporti che sono assunti cumulativamente da più vettori successivi con unico contratto, i vettori rispondono in solido per l’esecuzione del contratto dal luogo originario di partenza fino al luogo di destinazione.

Il vettore chiamato a rispondere di un fatto non proprio può agire in regresso (1) contro gli altri vettori, singolarmente o cumulativamente. Se risulta che il fatto dannoso è avvenuto nel percorso di uno dei vettori, questi è tenuto al risarcimento integrale; in caso contrario, al risarcimento sono tenuti tutti i vettori in parti proporzionali ai percorsi, esclusi quei vettori che provino che il danno non è avvenuto nel proprio percorso (2).


Commento

Solidarietà: la responsabilità dei vettori successivi è solidale per legge ma tale regime può anche essere derogato dalle parti. Si noti che non sussiste tra gli stessi vettori una solidarietà attiva, ossia relativa alla riscossione del prezzo del trasporto, com’è dimostrato dall’art. 1702.

 

 

(1) Mentre per il mittente non è importante stabilire in quale tratto sia avvenuto il danno e di quale vettore sia la responsabilità, tali elementi sono essenziali per il vettore che abbia pagato l’intero per potersi rivalere sugli altri.

 

(2) Il regime di solidarietà previsto nel trasporto cumulativo è derogabile dalle parti.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Trasporto

In tema di contratto di trasporto, qualora il vettore, al di fuori dell'ipotesi di trasporto cumulativo, si avvalga di altro vettore con cui stipuli un contratto di subtrasporto, non sussiste responsabilità solidale dei diversi vettori per l'esecuzione del trasporto.

Cassazione civile sez. III  28 settembre 2009 n. 20756

 

Nel trasporto di merci concordato dal mittente con un unico vettore, il quale si avvalga per l'esecuzione del contratto di un altro vettore con il quale stipuli un contratto di subtrasporto (ipotesi diversa da quella del trasporto cumulativo, regolato dall'art. 1700 c.c., configurabile quando alla esecuzione del trasporto, sulla base di un unico contratto, si impegnano successivi vettori), non sussiste la responsabilità solidale dei diversi vettori (diversamente da quanto previsto per il trasporto cumulativo dall'art. 34 della Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956 relativa al contratto di trasporto internazionale su strada, resa esecutiva con legge n. 1621 del 1960, per i rapporti a cui sia applicabile), con la conseguenza che l'azione proposta dal mittente contro il soggetto incaricato da vettore non vale ad interrompere la prescrizione nei confronti di quest'ultimo.

Cassazione civile sez. III  10 gennaio 2008 n. 245

 

Nel trasporto cumulativo, di cui all'art. 1700 c.c., più vettori, con un unico contratto (mediante manifestazione di volontà negoziale non necessariamente contestuale), si obbligano solidalmente verso il mittente a trasportare le cose fino al luogo di destinazione, operando ciascuna una tratta del percorso. (Cassa App. Milano 5 aprile 2002).

Cassazione civile sez. III  07 febbraio 2006 n. 2529  

 

La figura del contratto di trasporto cumulativo (che si distingue da quelle del contratto di trasporto con subtrasporto e del contratto con spedizione), disciplinata dall'art. 1700 c.c., ricorre allorché più vettori si obbligano verso il mittente, con unico contratto (mediante manifestazione di volontà negoziale contestuale od anche successiva, purché chiaramente diretta ad inserirsi nel rapporto contrattuale già costituito), a trasportare le cose fino al luogo di destinazione, curando ciascuno il trasporto per un tratto dell'intero percorso, con obbligo solidale di tutti per l'esecuzione del contratto. (Nella specie la S.C. ha ritenuto incensurabile la qualificazione del contratto come trasporto cumulativo in virtù dell'accertamento che tra due società era intervenuta la stipulazione di un "rapporto diretto mittente-vettore" e che, nei confronti della società mittente, si erano contestualmente e direttamente con essa obbligati due vettori, rispettivamente per una tratta terrestre e per quella successiva via mare).

Cassazione civile sez. III  07 febbraio 2006 n. 2529  

In tema di contratto di trasporto di merci, il vettore che si avvale dell'opera di altro vettore, con il quale abbia concluso un contratto in nome e per conto proprio, risponde della regolarità dell'intero trasporto nei confronti del mittente, restando obbligato anche per il ritardo, la perdita o l'avaria imputabili al subvettore; poiché, peraltro, nell'ambito dello stipulato contratto di subtrasporto, egli assume la qualità di submittente in caso di perdita delle cose, egli può far valere la responsabilità risarcitoria del subvettore indipendentemente dal fatto che il mittente abbia esperito o meno azione di danni nei suoi confronti.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2003 n. 19050  

 

In tema di contratto di trasporto di merci, il vettore che, obbligatosi ad eseguire il trasporto delle cose dal luogo di consegna a quello di destinazione in contratto, si avvale dell'opera di altro vettore, con il quale conclude in nome e per conto proprio, risponde della regolarità dell'intero trasporto nei confronti del caricatore e del mittente, restando obbligato anche per il ritardo, la perdita o l'avaria imputabili al subvettore; poiché, peraltro, nell'ambito dello stipulato contratto di subtrasporto, egli assume la qualità di submittente in caso di perdita delle cose, egli può far valere la responsabilità risarcitoria del subvettore indipendentemente dal fatto che il mittente abbia esperito o meno azione di danni nei suoi confronti.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2003 n. 19050  

 

In tema di responsabilità del vettore per trasporto aereo internazionale, regolato dalla Convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929 (ratificata con l. 19 maggio 1932 n. 841), il vettore che, essendo solidalmente obbligato con gli altri nei confronti del mittente e del destinatario secondo le norme della Convenzione di Varsavia, paga i danni per la mancata consegna della merce, ha diritto di esercitare il regresso contro gli altri solo nei limiti in cui l'azione di responsabilità sarebbe ancora esperibile nei loro confronti dal mittente o dal destinatario, poiché l'azione di regresso spettante al debitore che abbia effettuato il pagamento è una azione di surrogazione mediante la quale egli subentra nei diritti del creditore soddisfatto nelle stesse condizioni di questi. Ne consegue che il regresso non può essere esercitato dal vettore che ha pagato verso l'altro vettore solidalmente obbligato, se nei confronti di questo l'azione di responsabilità non sarebbe più esperibile dal mittente o dal destinatario per il decorso del termine di decadenza previsto dall'art. 29 della Convenzione di Varsavia.

Cassazione civile sez. I  04 maggio 1995 n. 4852

 

Ciò che distingue il contratto cumulativo di trasporto di cui all'art. 1700 c.c. da altri schemi negoziali in cui la prestazione è eseguita da una pluralità di vettori, è l'assunzione da parte di costoro dell'obbligazione (solidale) del trasporto con unico contratto, mediante manifestazione di volontà anche successiva, purché inequivocamente diretta ad inserirsi nel rapporto contrattuale già costituito, non essendo allo scopo sufficiente la mera accettazione della merce da parte dei vettori successivi: a tale principio non deroga l'art. 34 della convenzione di Ginevra 19 maggio 1956, che prevede la responsabilità solidale dei successivi vettori "...per la loro accettazione della merce e della lettera di vettura", sicché, in mancanza di detto documento, l'adesione del vettore successivo all'originario contratto, può essere affermata solo se è provata in altro modo l'accettazione, da parte del medesimo, della richiesta di trasporto del mittente, comunicata quale "nuncius" dal precedente vettore.

Cassazione civile sez. III  19 dicembre 1978 n. 6102  

 

 

Competenza

Ricorre ipotesi di garanzia impropria (che si configura quando il convenuto tenda a riversare le conseguenze del proprio inadempimento su di un terzo in base ad un titolo diverso da quello dedotto con la domanda principale ovvero in base ad un titolo diverso da quello dedotto con la domanda principale, ovvero in base ad un titolo connesso al rapporto principale solo in via occasionale o di fatto), e non già propria (che si ha quando la causa principale e quella accessoria abbiano in comune lo stesso titolo e anche quando ricorra una connessione oggettiva tra i titoli delle due domande), qualora il vettore, chiamato a rispondere dei danni da perdita o avaria delle cose trasportate in base al contratto di trasporto, a sua volta chieda al subvettore di rivalerlo in base al contratto di subtrasporto, trattandosi di rapporti diversi tra i quali non sussiste alcuna relazione che giustifichi la trattazione unitaria delle cause.

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2003 n. 19050  



 
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