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Art. 1705 codice civile: Mandato senza rappresentanza

Il mandatario che agisce in proprio nome acquista i diritti e assume gli obblighi derivanti dagli atti compiuti con i terzi, anche se questi hanno avuto conoscenza del mandato (1).

I terzi non hanno alcun rapporto col mandante. Tuttavia il mandante, sostituendosi al mandatario, può esercitare i diritti di credito derivanti dall’esecuzione del mandato (2), salvo che ciò possa pregiudicare i diritti attribuiti al mandatario dalle disposizioni degli articoli che seguono (3).


Commento

Diritto di credito: diritto che attribuisce al suo titolare un potere che può essere fatto valere solo nei confronti di una o più persone determinate, cui si richiede un particolare comportamento (prestazione).

 

 

(1) Il mandatario si obbliga direttamente con la persona con cui ha trattato, come se avesse concluso un suo affare, perché spende il proprio nome. Il conferimento del mandato non investe i rapporti coi terzi, che entrano in contatto solo con il mandatario; sicché, se anche essi fossero a conoscenza del mandato, sarebbe solo il mandatario ad acquistare i diritti e ad assumere gli obblighi derivanti dal negozio (affare concluso), salvo poi a doverli trasferire al mandante.

 

(2) Il comma 2 prevede per il mandante la possibilità di agire per far valere i diritti che nascono dalla conclusione dell’affare. A tal fine egli può sostituirsi al mandatario avvalendosi di un’azione diretta, che non è subordinata all’inerzia e neanche alla semplice negligenza del mandatario, e che può avere ad oggetto solo il soddisfacimento dei diritti di credito sorti in virtù del mandato.

 

(3) Il mandante non può sostituirsi al mandatario ed agire direttamente nei confronti del terzo, se i loro rapporti si svolgono regolarmente, o se al mandatario è stata riconosciuta una grande discrezionalità nello svolgimento dell’affare e nella determinazione dei rapporti col terzo, o se il mandatario ha già anticipato delle somme per il mandante.

 


Giurisprudenza annotata

Mandato

In tema di responsabilità diretta rispetto alle obbligazioni assunte dal nuncius, si ritiene che tale soggetto non abbia alcun ruolo in quanto, limitandosi a trasferire la volontà da un soggetto ad un altro, svolge una funzione meramente strumentale e fedelmente riproduttiva della volontà altrui, non rivestendo alcun autonomo ruolo gestorio.

Cassazione civile sez. III  14 febbraio 2014 n. 3433  

 

Assume la veste di nuncio, e non di rappresentante, colui il quale si limiti ad informare il proponente dell'avvenuta accettazione della sua proposta contrattuale, a nulla rilevando che tale informazione non contenga le generalità del contraente effettivo, se il proponente sia comunque in grado di identificarlo. (Nella specie, chiesto un preventivo per l'acquisto di un computer per conto di un terzo - di cui era stato comunicato l'indirizzo ma non il nominativo - questi aveva accettato la proposta, rifiutandosi, peraltro, di pagare il prezzo, per cui il venditore aveva evocato in giudizio il "nuncius"; la S.C., in applicazione del principio di cui alla massima, ha confermato la sentenza di merito di rigetto della pretesa del venditore). Rigetta, Trib. Bergamo, 17/12/2007

Cassazione civile sez. III  14 febbraio 2014 n. 3433  

 

In tema di contratto di mandato, è compito dell'interprete stabilire se una determinata attività preparatoria o accessoria sia compresa nella prestazione dovuta pur se non espressamente menzionata, e ciò in base al principio di buona fede, alla luce del quale ciascuna delle parti del contratto è tenuta ad eseguire non solo quanto espressamente previsto da esso, ma anche tutte le prestazioni necessarie a salvaguardare l'utilità del negozio per la controparte, sempre che non esorbitino dall'oggetto del contratto. Cassa con rinvio, App. Genova, 27/08/2007

Cassazione civile sez. III  12 novembre 2013 n. 25410  

 

In ossequio al principio di libertà delle forme, il mandato senza rappresentanza per l'acquisto di beni immobili non necessita della forma scritta, che occorre soltanto per gli atti, come la procura, che costituiscono presupposto per la realizzazione dell'effetto reale del trasferimento della proprietà. Cassa con rinvio, App. Perugia, 21/11/2006

Cassazione civile sez. III  02 settembre 2013 n. 20051

 

La forma scritta è richiesta a pena di nullità per gli atti relativi a diritti reali su beni immobili per esigenze di responsabilizzazione del consenso e di certezza dell'atto. In tema di mandato all'acquisto, tale forma è in base agli art. 1350, 1351, 1392 e 1706 c.c. richiesta per la procura conferita dal mandante al mandatario, per il contratto preliminare o definitivo concluso da mandatario a nome del mandante o proprio, e, in questo secondo caso, per il conseguente atto volto a ritrasferire il bene al mandante, la mancanza del quale può essere supplita dall'esecuzione forzata in forma specifica. La forma scritta non può considerarsi prescritta anche per il contratto di mandato in sé, perché da questo deriva soltanto, tra mandante e mandatario, l'obbligazione di eseguire il mandato, la cui mancata conforme esecuzione lo espone unicamente a responsabilità per danni. Per converso, una volta che il mandatario abbia effettuato l'acquisto, l'esecuzione in forma specifica dell'obbligazione di ritrasferire il bene al mandante può trovare fondamento nell'atto unilaterale, redatto anche successivamente al detto acquisto, con cui il mandatario riconosca il suo obbligo di farlo, quante volte l'atto contenga l'indicazione del bene, del prezzo e della causa del contratto, o che gli stessi consenta di individuare anche "per relationem".

Cassazione civile sez. III  02 settembre 2013 n. 20051  

 

Il rapporto intercorrente tra l'Amministrazione statale e la Federazione italiana consorzi agrari (Federconsorzi) per gli approvvigionamenti di prodotti agricoli, quale risultante dalla normativa vigente (in particolare, dalla legge n. 1294 del 1957), va inquadrato nella categoria del mandato senza rappresentanza. Ne consegue che non è configurabile una responsabilità contrattuale dell'Amministrazione, in relazione ad inadempimenti riconducibili all'esecuzione dei contratti di finanziamento stipulati da istituti di credito con la Federconsorzi, in attuazione del rapporto di mandato da questa instaurato con l'Amministrazione, risultando quest'ultima terza rispetto al contratto di finanziamento. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che il credito della Federconsorzi verso l'Amministrazione, corrispondente all'entità del suo debito verso le banche relativo alla mancata restituzione dei finanziamenti ricevuti per gli approvvigionamenti di prodotti agricoli, trovava titolo nell'impegno dallo Stato ai sensi della legge n. 1294 del 1957, ma il diritto ad essere tenuta indenne di quanto corrisposto agli istituti di credito presupponeva la prova della relativa erogazione, e la sua esigibilità era condizionata all'eventuale richiesta di adempimento del contratto di finanziamento formulata dall'altro contraente, ovvero al pagamento eventualmente effettuato in favore di quest'ultimo).

Cassazione civile sez. un.  13 giugno 2012 n. 9589  

 

In tema di rappresentanza, poiché la procura è un atto conferito intuitu personae, il rappresentante non può sostituire altri a sé nell'esecuzione dell'incarico ricevuto, a meno che tale facoltà non gli sia stata espressamente conferita; ne consegue che la legittimazione del sostituto del mandatario o del procuratore a compiere atti efficaci nella sfera giuridica del dominus richiede necessariamente un'esplicita autorizzazione da parte di quest'ultimo, senza che a diversa conclusione possa giungersi in base al disposto dell'art. 1717 c.c., il quale si limita a regolare la responsabilità del mandatario per aver sostituito altri a sé senza esserne autorizzato.

Cassazione civile sez. II  28 giugno 2010 n. 15412  



 
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