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Art. 1708 codice civile: Contenuto del mandato

Il mandato comprende non solo gli atti per i quali è stato conferito, ma anche quelli che sono necessari al loro compimento (1).

Il mandato generale (2) non comprende gli atti che eccedono l’ordinaria amministrazione, se non sono indicati espressamente.


Commento

Atti di straordinaria amministrazione: atti giuridici che modificano la struttura e la consistenza, del patrimonio (accrescimento o diminuzione). L’atto di ordinaria amministrazione è, invece, quello diretto alla conservazione o alla gestione del patrimonio.

 

(1) Si tratta del mandato cd. speciale. Esso comprende tutti gli atti strumentali necessari al compimento di quelli per i quali il mandato è stato rilasciato. Tali atti possono consistere, oltre che in attività giuridiche, anche in attività materiali, tecniche o manuali, complementari allo svolgimento del mandato. Rientrano tra tali atti anche quelli richiesti ex lege (cioè per espressa previsione di legge). Non spetta, invece, al mandatario il potere di rinunciare ad un diritto, la cui conservazione è, invece, il presupposto del mandato (es.: il mandatario non può sciogliere un contratto che il mandante vuole tenere in vita).

 

(2) Il mandato cd. generale permette la cura di tutti gli interessi del mandante: esso viene rilasciato per l’esecuzione degli atti di ordinaria amministrazione, ma può essere esteso a quelli di straordinaria amministrazione, di cui nel mandato venga indicata la natura. Non è richiesta la specificazione dei concreti atti da concludere. Per il compimento degli atti di straordinaria amministrazione è richiesta la procura, atto unilaterale che attribuisce al mandatario un potere verso i terzi.

 

 


Giurisprudenza annotata

Mandato e rappresentanza

Gli artt. 2722 e 2729 del cod. civ. non trovano applicazione nell'ipotesi di contratto di mandato gratuito, allorché la volontà negoziale circa la gratuità del contratto sia stata espressa sin dall'inizio del rapporto contrattuale, vendendo in rilievo, in tale caso, una questione di interpretazione della sostanziale ed originaria volontà negoziale delle parti e non già di applicazione dei limiti alla prova testimoniale e presuntiva in materia di patti aggiunti. Rigetta, App. Bologna, 05/02/2008

Cassazione civile sez. III  08 luglio 2014 n. 15485  

 

In tema di contratto di mandato, è compito dell'interprete stabilire se una determinata attività preparatoria o accessoria sia compresa nella prestazione dovuta pur se non espressamente menzionata, e ciò in base al principio di buona fede, alla luce del quale ciascuna delle parti del contratto è tenuta ad eseguire non solo quanto espressamente previsto da esso, ma anche tutte le prestazioni necessarie a salvaguardare l'utilità del negozio per la controparte, sempre che non esorbitino dall'oggetto del contratto. Cassa con rinvio, App. Genova, 27/08/2007

Cassazione civile sez. III  12 novembre 2013 n. 25410

 

Le comunicazioni che il mandatario deve effettuare al mandante, in esecuzione del mandato (ivi comprese quelle del difensore al suo assistito) non devono necessariamente avere la forma scritta né devono essere effettuate con formule particolari ovvero fornite di requisiti di professionalità. Ne consegue che, ai fini della comunicazione, salvo i casi in cui una forma determinata sia prescritta per legge o per espressa volontà delle parti, può essere impiegato qualsiasi strumento e qualsiasi forma, purché congrui in concreto a far apprendere compiutamente nel suo giusto significato il contenuto della dichiarazione. Ciò significa che tali comunicazioni ben possono essere anche verbali, né la natura ricettizia della stessa esclude tale forma. Ciò va affermato sulla base dell'applicabilità anche a tale tipo di comunicazione dei principi di cui all'art. 1335 c.c., che esprime un principio generale applicabile a tutte le dichiarazioni ricettizie.

Cassazione civile sez. III  16 gennaio 2013 n. 938  

 

L'art. 1708, comma 2, c.c., disponendo che il mandato generale non comprende gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione, se non indicati espressamente, esclude la nullità per indeterminabilità dell'oggetto della procura generale, né comporta la necessità di una specifica indicazione degli atti compresi nel mandato stesso, essendo sufficiente la menzione del tipo di negozio, non rientrante nei limiti dell'ordinaria amministrazione, che il mandatario è autorizzato a concludere.

Cassazione civile sez. II  19 aprile 2012 n. 6138

 

La procura generale legittima il mandatario a compiere soltanto gli atti strettamente connessi all'oggetto del mandato, unitamente a quegli atti diversi che siano espressamente e precisamente indicati, con esclusione di quelli di straordinaria amministrazione.

Cassazione civile sez. II  19 aprile 2012 n. 6138  

 

Il contenuto del mandato comprende, ai sensi dell'art. 1708 c.c., non solo gli atti per i quali è stato conferito ma anche quelli che sono necessari per il relativo compimento. Le attività accessorie che il mandatario è abilitato a compiere possono consistere,oltre che nel compimento di atti giuridici, nello svolgimento di atti materiali, e nel caso che sia indicato il fine che il mandante si propone, il mandatario può compiere qualsiasi atto idoneo a realizzare detto fine (Nell'affermare il suindicato principio con riferimento a mandato conferito per ottenere il trasferimento di un immobile di cui si era resa aggiudicataria in sede esecutiva, la S.C. ha ritenuto avere correttamente il giudice del merito ravvisato estendersi il mandato anche, quali atti necessari al suo compimento, all'indicazione della società mandante ai sensi dell'art. 583 c.p.c. e al pagamento del residuo prezzo).

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2005 n. 27335  

 

La società di capitali, che acquista la personalità giuridica con l'iscrizione nel registro delle imprese, può ratificare gli atti posti in essere dal rappresentante senza potere, tale dovendosi considerare colui che agisce in nome di una costituenda società di capitali, incorrendo nella responsabilità prevista dall'art. 1398 c.c. Gli effetti della ratifica retroagiscono peraltro al momento della stipulazione del contratto di società, ma non anche per i negozi posti in essere ancora precedentemente, attesa l'impossibilità per il falsus procurator di spendere il nome di un soggetto ancora non venuto ad esistenza. La ratifica del negozio concluso dal falsus procurator può desumersi anche da facta concludentia, sempre che nel caso di negozio concluso in nome di una società (di una persona giuridica) il comportamento dal quale possa inferirsi l'esistenza della ratifica provenga dall'organo istituzionalmente competente a provvedere su di essa e tale comportamento risulti da atto scritto quando per il negozio da ratificare richieda la forma scritta (Principio dalla S.C. affermato in relazione a fattispecie caratterizzata: a) dal conferimento, immediatamente dopo il perfezionamento del contratto sociale ed anteriormente all'iscrizione nel registro delle imprese, ad un determinato soggetto dell'incarico, quale legale rappresentante di una società a responsabilità limitata, di indicare ex art. 583 c.p.c. la medesima come aggiudicataria del bene all'esito della gara celebratasi in sede esecutiva ex art. 584 c.p.c., e di provvedere a quanto necessario per portare ad effetto tale aggiudicazione con il trasferimento in favore della medesima della proprietà del Palazzo Franchetti di Venezia; b) dalla effettuazione della dichiarazione ex art. 583 c.p.c. e del pagamento del saldo prezzo di £ 400 milioni prima dell'iscrizione della società; c) dall'emissione del decreto di trasferimento successivamente all'iscrizione in questione; d) dall'essersi la detta società resa intestataria del bene, a tale stregua ratificando l'operato del suindicato rappresentante e di quanti altri avevano agito in suo nome).

Cassazione civile sez. III  12 dicembre 2005 n. 27335  

 



 
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