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Art. 1714 codice civile: Interessi sulle somme riscosse

Il mandatario deve corrispondere al mandante gli interessi legali sulle somme riscosse per conto del mandante stesso, con decorrenza dal giorno in cui avrebbe dovuto fargliene la consegna o la spedizione ovvero impiegarle secondo le istruzioni ricevute (1).


Commento

(1) Alla mancata consegna o spedizione delle somme riscosse si applica la disciplina dettata per le obbligazioni pecuniarie all’art. 1224; la stessa disciplina viene però eccezionalmente estesa dal legislatore anche all’altra ipotesi prevista. In entrambi i casi il mandatario è tenuto, oltre agli interessi legali, anche al risarcimento dell’ulteriore maggior danno subito dal mandante.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Il debito della società mandataria, "capofila" dell'A.T.L, di riversare pro-quota alle società riunite quanto di loro spettanza per l'esecuzione dell'opera, sorge, ai sensi degli art. 1713 e 1714 c.c., nel momento in cui si verifica il pagamento da parte dell'ente committente. Da ciò consegue, in caso di fallimento di una delle imprese riunite, l'impossibilità, per la mandataria, di avvalersi della più favorevole previsione dell'art. 56 l. fall, e di compensare il suo debito di restituzione con i crediti eventualmente creatisi per effetto di anticipazioni effettuate durante i lavori per la realizzazione dell'opera commissionata, trattandosi di obbligazioni sorte in epoche differenti rispetto alla data di apertura del concorso.

Tribunale Napoli  08 marzo 2000

 

 

Avvocato

L'inadempienza o infedeltà del professionista al mandato conferitogli, per non aver nella specie l'avvocato versato al cliente una somma percepita per conto dello stesso, rientra nella fattispecie dell'art. 1714 c.c., che disciplina l'ipotesi della mancata consegna da parte del mandatario delle somme riscosse per conto del mandante. Rientra inoltre nella disciplina delle obbligazioni pecuniarie, con conseguente applicabilità del regime giuridico predisposto dall'art. 1224 c.c.

Tribunale Nocera Inferiore  03 dicembre 1997

 

 

Corte dei conti

Non sono dovuti dalla Siae allo Stato gli interessi sulle giacenze medie delle riscossioni nelle more del loro versamento a termine di convenzione, in ordine ad esercizi, in cui è verosimile che il trattenimento senza interesse delle somme incassate prima del termine stabilito per il versamento risultasse giustificato dai costi sostenuti per l'espletamento del servizio e quindi concorresse con gli aggi a determinare il generale equilibrio dell'assetto economico del rapporto, fatta salva la competenza del giudice di primo grado ad accertare definitivamente se gli interessi che risultano invece versati, corrispondano ad una riconduzione alla equità del rapporto contrattuale.

Corte Conti sez. riun.  19 novembre 1996 n. 72/A  

 

 

Energia elettrica

Nel caso di trasferimento all'Enel di impresa elettrica, il legale rappresentante dell'impresa medesima, in quanto custode e gestore dei relativi beni fino alla data della loro effettiva consegna all'ente (art. 2 comma 2 del d.P.R. 4 febbraio 1963 n. 36), ha diritto a compenso, ai sensi e secondo i criteri di cui all'art. 1709 c.c. Pertanto, nella controversia promossa dall'Enel contro quel legale rappresentante, per ottenere il versamento di somme che egli abbia riscosso nell'ambito di dette funzioni, deve riconoscersi al convenuto la possibilità, anche in via di eccezione, al fine di sostenere la legittimità (in tutto o in parte) della mancata rimessione di tali somme, di far valere il proprio credito per l'indicato compenso, previa liquidazione di esso in via incidentale.

Cassazione civile sez. I  16 gennaio 1990 n. 157

 

 

Mandato e rappresentanza

Gli interessi di cui all'art. 1714 c.c. sono interessi moratori, per cui non decorrono in caso di omissione da parte del creditore di prestare la necessaria cooperazione.

Corte appello Milano  22 giugno 1983

 

L'art. 1714 c.c. - che impone al mandatario di corrispondere al mandante gli interessi sulle somme riscosse per suo conto con decorrenza dal giorno in cui avrebbe dovuto fargliene consegna - opera come sanzione per l'inesatto adempimento dell'incarico, e non può trovare quindi applicazione nel caso in cui il mandante abbia lasciato il mandatario depositario di fatto delle somme riscosse, omettendo di impartirgli le istruzioni necessarie, inutilmente e reiteratamente sollecitate dopo l'esaurimento del mandato.

Cassazione civile sez. II  21 luglio 1980 n. 4777  

 



 
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