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Art. 1748 codice civile: Diritti dell’agente

Per tutti gli affari conclusi durante il contratto l’agente ha diritto alla provvigione quando l’operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento (1).

 

La provvigione è dovuta anche per gli affari conclusi dal preponente con terzi che l’agente aveva in precedenza acquisito come clienti per affari dello stesso tipo o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito (2).

 

L’agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta è pervenuta al preponente o all’agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all’attività da lui svolta; in tali casi la provvigione e’ dovuta solo all’agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti (3).

 

Salvo che sia diversamente pattuito, la provvigione spetta all’agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta all’agente, al piu’ tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico.

 

Se il preponente e il terzo si accordano per non dare, in tutto o in parte, esecuzione al contratto, l’agente ha diritto, per la parte ineseguita, ad una provvigione ridotta nella misura determinata dagli usi o, in mancanza, dal giudice secondo equità.

 

L’agente è tenuto a restituire le provvigioni riscosse solo nella ipotesi e nella misura in cui sia certo che il contratto tra il terzo e il preponente non avrà esecuzione per cause non imputabili al preponente. E’ nullo ogni patto più sfavorevole all’agente.

 

L’agente non ha diritto al rimborso delle spese di agenzia.

 

 


Commento

(1) Il comma 1 deve essere correlato con il comma 4. Dal combinato disposto tra i due commi emerge chiara, infatti, la distinzione tra diritto alla provvigione ed esigibilità della stessa.

Il primo, infatti, sorge non più (come era precedentemente previsto) con la corretta esecuzione del contratto tra preponente e terzo, ma già nel momento in cui tale contratto è concluso.

All’esecuzione del contratto viene, invece, ricollegata l’esigibilità della provvigione. Più precisamente questa diviene esigibile se e nella misura in cui il preponente adempie o avrebbe dovuto adempiere alla propria prestazione, a prescindere dall’effettivo pagamento da parte del terzo.

È comunque salva, per le parti, la possibilità di stabilire pattiziamente un diverso momento di esigibilità della provvigione: così, ad esempio, le parti possono convenire di posticipare la predetta esigibilità o di correlarla al momento in cui il terzo esegue la propria prestazione o avrebbe dovuto eseguirla, subordinandola, in buona sostanza, al «buon fine dell’affare».

Nel previgente regime era previsto che qualora l’affare avesse avuto un’esecuzione soltanto parziale, la provvigione spettasse all’agente in proporzione alla parte eseguita. Questa norma è ora assorbita dal comma 4, laddove si prevede che la provvigione spetta dal momento e «nella misura» in cui il preponente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la propria prestazione.

Un’ultima annotazione va fatta. Il comma 4 dispone che la provvigione spetta all’agente anche nel caso in cui il preponente «avrebbe dovuto» eseguire la propria prestazione: ciò significa che il diritto alla provvigione non viene meno nel caso in cui l’affare non abbia esecuzione per una causa imputabile al preponente.

 

(2) Il comma 2 è dettato a garanzia del diritto di esclusiva: infatti, al fine di evitare che il preponente, sfruttando l’attività dell’agente che lo ha messo in contatto con i terzi contraenti, concluda direttamente gli affari, tutela l’agente al quale riconosce comunque il diritto alla provvigione cd. indiretta. È fatta salva comunque la possibilità di un diverso accordo tra le parti.

Il diritto alla provvigione cd. indiretta viene esteso non solo ai contratti stipulati direttamente dal preponente nella zona riservata all’agente, ma anche a quelli conclusi con i clienti acquisiti per opera dello stesso agente o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppo di clienti a lui riservati.

 

(3) Il diritto alla provvigione sorge, quindi, nelle seguenti due ipotesi alternative:

a) quando la proposta è pervenuta all’agente o al preponente durante il rapporto di agenzia e sempre che, poi, il contratto tra il preponente e il terzo venga effettivamente concluso;

b) quando, pur essendo la proposta pervenuta in epoca successiva allo scioglimento del rapporto di agenzia, la conclusione del contratto è comunque da ricondurre all’opera prestata dall’agente ed avviene entro un termine ragionevole.

L’intento del legislatore è quello di assicurare all’agente un’adeguata tutela nel caso di cessazione del rapporto di agenzia. È da ritenere che la disposizione abbia carattere imperativo, con la conseguente nullità delle clausole che prevedano deroghe sfavorevoli all’agente.

 



 
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