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Art. 175 codice civile: Cessazione del vincolo

ARTICOLO ABROGATO DALLA L. 19 MAGGIO 1975, N. 151


Giurisprudenza annotata

Coniugi

In tema di azione revocatoria ordinaria, se l'alienazione di un bene dotale sia stata determinata, secondo la funzione propria del vincolo dotale, da necessità o utilità evidenti della famiglia, constatate dal giudice in sede di autorizzazione dell'atto di alienazione, non sussiste per i creditori la giuridica possibilità di lamentare (sotto ogni profilo) l'"eventus damni". Ciò perché l'aspettativa di garanzia che il bene dotale può loro fornire è condizionata alla sua esistenza alla cessazione del vincolo (art. 175 c.c.) e al fatto che il bene medesimo non sia stato legittimamente "consumato" per comprovate necessità della famiglia o evidenti utilità di questa (art. 187 c.c.).

Cassazione civile sez. II  05 luglio 2000 n. 8952

 

Poiché il divorzio costituisce causa di scioglimento del vincolo matrimoniale, devesi ritenere cessato il vincolo sui beni costituiti in patrimonio familiare, oggi sussistente ex art. 227 della legge n. 151 del 1975, allorché ricorra il duplice presupposto del raggiungimento della maggiore età dei figli e della cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario o dello scioglimento del matrimonio civile, analogamente a quanto accade per la comunione legale e per il fondo patrimoniale.

Tribunale Catania  03 marzo 1987

 

 

Impiegati dello Stato

I poteri discrezionali o valutativi che sono riconosciuti al datore di lavoro pubblico (anche in tema di procedure di avanzamento in carriera) si collocano sempre, come nel lavoro privato, sul piano del regime di diritto comune e costituiscono espressione di "potere privato", e non anche di discrezionalità amministrativa, risultando censurabili in conformità alle disposizioni di legge e di contratto, e comunque sulla base delle regole di correttezza e buona fede (in quanto espressive dei principi di imparzialità e buon andamento di cui all'art. 97 cost.) e in conformità a criteri di adeguatezza e ragionevolezza.

Cassazione civile sez. lav.  23 aprile 2013 n. 9779



 
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