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Art. 1756 codice civile: Rimborso delle spese

Salvo patti o usi contrari, il mediatore ha diritto al rimborso delle spese nei confronti della persona per incarico della quale sono state eseguite anche se l’affare non è stato concluso.


Giurisprudenza annotata

Mediazione

È configurabile, accanto alla mediazione ordinaria, una mediazione negoziale cosiddetta atipica, fondata su un contratto a prestazioni corrispettive, con riguardo anche a una soltanto delle parti interessate (mediazione unilaterale); tale ipotesi ricorre nel caso in cui una parte, volendo concludere un affare, incaricati altri di svolgere un'attività intesa alla ricerca di un persona interessata alla conclusione del medesimo affare a determinate, prestabilite condizioni; essa rientra nell'ambito di applicabilità della disposizione prevista dall'art. 2 comma 4 l. n. 39 del 1989, che, per l'appunto, disciplina anche ipotesi atipiche di mediazione, stante la rilevanza, nell'atipicità, che assume il connotato della mediazione, alla quale si accompagna l'attività ulteriore in vista della conclusione dell'affare; pertanto, anche per l'esercizio di questa attività è richiesta l'iscrizione nell'albo degli agenti di affari in mediazione di cui al menzionato articolo 2 citato, ragion per cui il suo svolgimento in difetto di tale condizione esclude, ai sensi dell'art. 6 stessa legge, il diritto alla provvigione.

Cassazione civile sez. II  09 giugno 2014 n. 12961  

 

Anche in relazione alla mediazione atipica sussiste la necessità dell'iscrizione nell'albo professionale ai fini dell'insorgenza del diritto alla provvigione, secondo quanto previsto dall'art. 6 l. 3 febbraio 1989 n. 39. Dalla mancata iscrizione non deriva, però, la nullità di tale contratto, perché la violazione di una norma imperativa, ancorché sanzionata penalmente, non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, comportando quella violazione solo la non insorgenza del diritto alla provvigione e l'applicazione della sanzione amministrativa ovvero, in caso di recidiva, l'applicazione della pena prevista per l'esercizio abusivo della professione. Sicché, ove tra le parti del contratto di mediazione atipica intervenga una transazione al fine di definire i relativi rapporti, la mancata iscrizione del mediatore nel rispettivo albo professionale potrà comportare non già l'applicazione del comma 1 dell'art. 1972 c.c. — posto che la transazione non trova preclusione nella nullità dell'intero contratto — bensì quella del comma 2 dello stesso art. 1972, con conseguente annullabilità della transazione medesima qualora essa si sia perfezionata nell'ignoranza della causa di nullità concernente l'obbligazione relativa alla spettanza della provvigione, potendo in tale caso ravvisarsi nella detta nullità la sussistenza del cd. "titolo nullo" di cui al comma 2 della norma indicata.

Cassazione civile sez. III  14 luglio 2011 n. 15473  

 

 

La mediazione tipica di cui all'art. 1754 c.c. comporta che il mediatore, senza vincoli e quindi in posizione di imparzialità, ponga in essere un'attività giuridica in senso stretto di messa in relazione tra due o più parti, idonea a favorire la conclusione di un affare. La stessa è incompatibile con un sottostante rapporto di mandato tra il cosiddetto mediatore e una delle parti che ha interesse alla conclusione dell'affare stesso, nel qual caso il cosiddetto mediatore-mandatario non ha più diritto alla provvigione da ciascuna delle parti ma solo dal mandante. Nella mediazione tipica la responsabilità del mediatore, con specifico riferimento agli obblighi di correttezza e di informazione, si configura come responsabilità da contatto sociale. Nel caso in cui il mediatore agisca, invece, come mandatario, assume su di sé i relativi obblighi e, qualora si comporti illecitamente recando danni a terzi, è tenuto a favore di questi ultimi al risarcimento dei danni ex art. 2043 c.c. (non escludendosi in proposito un'eventuale corresponsabilità del mandante).

Cassazione civile sez. III  14 luglio 2009 n. 16382  

 

Ai fini della configurabilità del diritto alla provvigione previsto dall'art. 1755, c.c., in mancanza di deroga negoziale delle parti, è sempre indispensabile che l'affare mediato sia stato concluso, avendo altrimenti diritto il mediatore al rimborso delle sole spese ai sensi dell'art. 1756, c.c. Per il principio dell'autonomia negoziale, le parti possono tuttavia porre in essere una mediazione “atipica”, per cui la parte che conferisce l'incarico si impegna a pagare la provvigione anche nel caso in cui l'affare non si concluda per una qualsiasi ragione imputabile al soggetto che ha conferito l'incarico. Pertanto, mentre nella mediazione tipizzata dalla legge la conclusione di un contratto di mediazione non comporta l'obbligo, per la parte che abbia conferito l'incarico al mediatore, di concludere l'affare propostole da quest'ultimo, all'atto della convenzione negoziale di cui all'art. 1754, c.c. ed in deroga al disposto del successivo articolo 1755, c.c., può essere pattuito l'obbligo di corresponsione da parte del cliente, indipendentemente dalla conclusione dell'affare e per effetto della semplice acquisizione, da parte del mediatore, di un'offerta omogenea a quella indicatagli.

Tribunale Bari sez. II  26 maggio 2009 n. 1818  

 

La disciplina dettata dalla direttiva 86/653/Cee - che osta ad una normativa nazionale che subordini la validità di un contratto di agenzia all'iscrizione di un agente in un apposito albo - è posta a protezione del diritto alla retribuzione di chi, secondo la stessa direttiva, è incaricato, in maniera permanente, di trattare o concludere per il preponente la vendita o l'acquisto di merci; pertanto, all'ambito dei rapporti tutelati dalla detta direttiva è estraneo l'esercizio della mediazione, che può svolgersi in base ad un incarico (art. 1756 c.c.) ma non presuppone e, anzi, esclude una relazione permanente tra il mediatore (art. 1754 c.c.) ed i soggetti che egli cura di mettere in rapporto per la conclusione di un affare.

Cassazione civile sez. III  30 ottobre 2007 n. 22859  

 

Alla luce del principio di autonomia contrattuale di cui all'art. 1322 comma 2 c.c., la stipula del c.d. contratto di mediazione atipica è ammissibile, anche in materia immobiliare, dal momento che la citata norma permette pattuizioni deroganti alla disciplina dettata dal codice civile in tema di mediazione tipica. Tra tali modifiche, oltre all'irrevocabilità temporanea dell'incarico conferito al mediatore e al patto di esclusiva, vi è pacificamente quella relativa all'accordo con il quale la parte che si avvale dell'opera di mediazione, si obbliga a concludere l'affare alle condizioni indicate nell'incarico. In tali casi, l'inadempimento del contraente, integrato dall'ingiustificata mancata stipula del contratto alle condizioni predeterminate, espone il contraente stesso al pagamento della provvigione al mediatore, in deroga a quanto disposto dall'art. 1755 c.c.

Tribunale Milano  02 maggio 2007

 



 
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