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Art. 1761 codice civile: Rappresentanza del mediatore

Il mediatore può essere incaricato da una delle parti di rappresentarla negli atti relativi all’esecuzione del contratto concluso con il suo intervento.


Commento

Dalla norma si ricava l’incompatibilità della figura del mediatore con quella del rappresentante durante la fase delle trattative e della conclusione del contratto, in applicazione della regola di imparzialità che deve informare la sua attività. Il suo potere di rappresentanza nei confronti di una delle parti potrà estrinsecarsi solo dopo la conclusione del contratto, nel momento dell’esecuzione, allorché il rapporto di mediazione (con il connesso dovere di imparzialità) è venuto meno.


Giurisprudenza annotata

Mediazione

Il rapporto di mediazione non è incompatibile con la sussistenza di un rapporto contrattuale di altro tipo tra il mediatore ed uno dei soggetti messi in contatto, come accade allorché al mediatore sia affidato l'incarico unilaterale di attivarsi per la ricerca del partner commerciale. È, pertanto, viziata da motivazione insufficiente la sentenza che escluda la natura mediatizia del rapporto in base alla mera circostanza che il mediatore si sia attivato per espresso incarico di una delle parti.

Cassazione civile sez. III  30 settembre 2008 n. 24333

 

Colui che agisce in rappresentanza di una delle parti nella conclusione di un negozio non può pretendere la provvigione, assumendo di avere svolto anche attività di mediazione, nè dalla parte rappresentata, perché ad essa legato da un rapporto di mandato, nè dall'altra parte, perché nei confronti di questa agisce in veste di parte, pur se nell'interesse altrui, e non come mediatore. viceversa il mediatore soltanto ad attività esaurita può esser incaricato da una delle parti di rappresentarla negli atti relativi al contratto concluso con il suo intervento.

Cassazione civile sez. III  04 febbraio 2000 n. 1231

 

L'esercizio dell'attività di mediazione, anche se occasionale richiede sempre la previa iscrizione al ruolo previsto dalla l. 3 febbraio 1989 n. 39. Tale obbligo non viene meno nel caso in cui all'attività di mediazione vera e propria si affianchi una attività professionale di assistenza e consulenza, quando quest'ultima abbia carattere strumentale ed accessorio rispetto alla mediazione vera e propria.

Tribunale Roma  28 aprile 1999

 

Il mediatore, la cui funzione consiste nel mettere in relazione due o più possibili contraenti, ha, nei confronti di tutti, un dovere di imparzialità; egli non può, pertanto, curare gli interessi di uno solo di essi e non può essere mandatario e rappresentarlo nella stipulazione del contratto, restando limitata la possibilità di rappresentanza soltanto nell'esecuzione del contratto concluso con il suo intervento (art. 1761 c.c.).

Cassazione civile sez. III  06 novembre 1982 n. 5861  



 
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