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Art. 1766 codice civile: Nozione

Il deposito è il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura.


Commento

Ricezione: per aversi deposito è necessaria la consegna della cosa, per cui tale contratto è qualificabile come reale. Infatti non basta il semplice scambio del consenso per concluderlo, ma l’accordo deve essere accompagnato dalla datio rei. Ovviamente quest’ultima non è necessaria ove la cosa si trovi già, per qualsiasi ragione, presso il depositario.

 

Cosa mobile: nel deposito è l’oggetto della prestazione di custodia mentre, ove venisse stipulato un contratto di custodia di un immobile, esso si qualificherebbe come locazione d’opera e non deposito in quanto quest’ultimo è configurabile solo per le cose mobili.

 

Custodia: attività di sorveglianza sul bene diretta alla sua conservazione e, pertanto, nell’adozione di una serie di misure necessarie al fine di prevenire alterazioni naturali della cosa, violazioni del suo stato giuridico, danneggiamenti o alterazioni da parte di terzi. L’obbligo di custodia è l’oggetto specifico del contratto di deposito, ma si ricorda che, ai sensi dell’art. 1177, l’obbligazione di custodire è obbligazione accessoria rispetto a quella di consegnare una cosa determinata.

 

Deposito: contratto mediante il quale una parte riceve una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e restituirla. Si tratta di contratto reale, non formale, ad efficacia obbligatoria, non sinallagmatico.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

Al contratto atipico di parcheggio si applicano le norme relative al contratto di deposito, sicché il depositario assume verso il depositante l'obbligo di restituzione della cosa nello stato in cui è stata consegnata, nonché, in caso di sottrazione, quello di risarcimento del danno, salvo che provi l'imprevedibilità e l'inevitabilità della perdita, nonostante l'uso della diligenza del buon padre di famiglia, e dunque la non imputabilità dell'inadempimento. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la decisione del giudice di merito che aveva ravvisato la responsabilità del depositario, in difetto di prova che l'addetto alla riconsegna dell'autovettura avesse verificato che il possessore della contromarca fosse effettivamente autorizzato al ritiro dell'auto, ovvero che il tagliando dal medesimo esibito fosse stato diligentemente controllato nella sua autenticità). Rigetta, App. Milano, 27/06/2011

Cassazione civile sez. III  28 ottobre 2014 n. 22807  

 

L'obbligazione di custodia non è esclusiva del deposito, ma può derivare anche da altre fonti, contrattuali e non, e presentarsi come obbligo autonomo o in collegamento accessorio o strumentale ad altri obblighi. Deve ritenersi sussistente l'obbligazione tipica di custodia dei valori da parte della società che si occupa del trasporto degli stessi dal momento di apertura delle casseforti e per tutta la durata del trasporto.

Cassazione civile sez. III  25 novembre 2013 n. 26353

 

In tema di deposito, l’onere di provare l’esatto adempimento della prestazione di riconsegna della cosa depositata, nel caso in cui il depositante assuma la mancata corrispondenza tra la cosa consegnata e quella restituita, spetta al depositario (Nella specie, il Trib. ha accolto l’opposizione avverso il decreto ingiuntivo di pagamento di una somma, quale corrispettivo dovuto per la mancata restituzione di merce detenuta in conto deposito, in quanto l’opponente aveva offerto consistenti elementi in ordine all’esatto adempimento della sua prestazione).

Tribunale Arezzo  11 novembre 2013

 

L'istituzione da parte dei comuni, previa deliberazione della giunta, di aree di sosta a pagamento ai sensi dell'art. 7, comma 1, lett. f), del vigente cod. strada, non comporta l'assunzione dell'obbligo del gestore di custodire i veicoli su di esse parcheggiati se l'avviso “parcheggio incustodito” è esposto in modo adeguatamente percepibile prima della conclusione del contratto perché l'esclusione attiene all'oggetto dell'offerta al pubblico ex art. 1336 c.c. (senza che sia necessaria l'approvazione per iscritto della relativa clausola, ai sensi dell'art. 1341, comma 2, c.c., non potendo presumersene la vessatorietà), e l'univoca qualificazione contrattuale del servizio, reso per finalità di pubblico interesse, normativamente disciplinate, non consente, al fine di costituire l'obbligo di custodia, il ricorso al sussidiario criterio della buona fede ovvero al principio della tutela dell'affidamento incolpevole sulle modalità di offerta del servizio stesso (quali, ad esempio, l'adozione di recinzioni, di speciali modalità di accesso e uscita, di dispositivi o di personale di controllo), potendo queste ascriversi all'organizzazione della sosta. Deriva da quanto precede, pertanto, che il gestore concessionario del comune di un parcheggio senza custodia non è responsabile del furto del veicolo in sosta nell'area all'uopo predisposta.

Cassazione civile sez. III  16 maggio 2013 n. 11931

 

L'allocazione di beni in un locale dell'albergo di cui l'albergatore ne garantisce la sorveglianza costituisce affidamento dell'avventore alla persona dell'albergatore; oggetto tipico del contratto di deposito, che si perfeziona con la consegna della cosa e non necessita di un previo scambio espresso di consensi, da cui scaturiscono obbligazioni a carico delle parti del rapporto.

Tribunale Alessandria sez. II  20 agosto 2011

 

 

Navi

Il contratto, in forza del quale il concessionario per l'occupazione di un'area demaniale e dello spazio d'acqua antistante ceda ad un terzo l'utilizzazione esclusiva, per un certo periodo di tempo e per un determinato corrispettivo, di un posto barca di un pontile compreso nella concessione, configura un contratto di ormeggio e non costituisce un diritto d'uso, con conseguente inapplicabilità del divieto di cessione di cui all'art. 1024 cod. civ. Rigetta, App. Genova, 02/12/2006

Cassazione civile sez. II  18 luglio 2013 n. 17643  

 

Il contratto di ormeggio, pur rientrando nella categoria dei contratti atipici, è sempre caratterizzato da una struttura minima essenziale, consistente nella semplice messa a disposizione ed utilizzazione delle strutture portuali con conseguente assegnazione di un delimitato e protetto spazio acqueo. Il suo contenuto può, tuttavia, estendersi anche ad altre prestazioni, quali la custodia del natante o delle cose in esso contenute, nel qual caso spetta a chi fondi un determinato diritto, o la responsabilità dell'altro contraente, sullo specifico oggetto della convenzione di fornire la relativa prova. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha ritenuto incensurabile l'interpretazione operata dal giudice di merito, il quale, essendosi verificato il furto di un natante ormeggiato presso un circolo nautico, aveva escluso la sussistenza in capo a quest'ultimo di un'obbligazione di custodia, in ragione della natura associativa del rapporto esistente tra le parti e dell'esistenza di un'apposita clausola di esonero da responsabilità contenuta nel modulo di adesione all'associazione).

Cassazione civile sez. III  13 febbraio 2013 n. 3554  



 
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