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Art. 1767 codice civile: Presunzione di gratuità

Il deposito si presume gratuito (1), salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze si debba desumere una diversa volontà delle parti.


Commento

(1) È una presunzione relativa (cioè che ammette prova contraria [v. 2727]), in virtù della quale il deposito si considera stipulato senza corrispettivo per il depositario e talvolta, secondo la giurisprudenza, anche solo per fare cosa gradita al depositante.

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

Dall'affidamento, da parte del Comune committente, alla società, cui abbia demandato il servizio di rimozione coattiva dei veicoli in sosta vietata, anche della custodia dei veicoli rimossi presso il parcheggio di pertinenza della società stessa, in attesa del ritiro da parte dei rispettivi proprietari, deriva l'obbligo del Comune, quale depositante, ai sensi dell'art. 1771 c.c., di ritirare i veicoli alla scadenza pattuita o, in ogni caso, dopo la richiesta avanzata dalla depositaria, con la conseguente responsabilità dell'ente per i danni cagionati dall'inadempimento della propria obbligazione.

Cassazione civile sez. I  04 maggio 2011 n. 9751  

 

Per vincere la presunzione "iuris tantum" di gratuità del deposito stabilita dall'art. 1767 c.c. non può ritenersi sufficiente l'esercizio da parte del depositario di una qualsiasi attività economica nell'ambito della quale il deposito e la custodia non assumono una rilevanza tipica, tale da farne ritenere implicita l'onerosità, ma è necessario che il depositario eserciti un'attività abituale di custodia giacché solo la natura abituale e professionale della custodia esclude che la prestazione possa ritenersi gratuita integrando l'esercizio di un attività necessariamente economica nell'ambito della prestazione di servizi.

Corte appello Roma sez. III  15 marzo 2011 n. 1077  

 

Nel caso dell'affidamento di un'autovettura ad un'officina per la riparazione, l'obbligazione della custodia e della riconsegna fanno parte di un contratto misto nel quale confluiscono le cause del deposito e di altro contratto, in cui l'obbligo di custodia e di restituzione assume funzione accessoria, in quanto finalizzato all'adempimento dell'obbligazione principale, costituita dall'espletamento della riparazione dell'autoveicolo. Per vincere la presunzione "iuris tantum" di gratuità del deposito stabilita dall'art. 1767 c.c. non può ritenersi sufficiente l'esercizio da parte del depositario di una qualsiasi attività economica nell'ambito della quale il deposito e la custodia non assumono una rilevanza tipica, tale da farne ritenere implicita l'onerosità, ma è necessario che il depositario eserciti un'attività abituale di custodia giacché solo la natura abituale e professionale della custodia esclude che la prestazione possa ritenersi gratuita integrando l'esercizio di un'attività necessariamente economica nell'ambito della prestazione di servizi.

Cassazione civile sez. II  17 novembre 2010 n. 23211  

 

Nel deposito a titolo oneroso il depositario conserva il diritto al compenso anche per il periodo durante il quale esercita il diritto di ritenzione sulle cose depositate, a norma degli art. 2756 e 2761 c.c., fino alla soddisfazione del suo credito, atteso il protrarsi della prestazione di custodia e tenuto conto che, altrimenti, l'esercizio di una facoltà riconosciuta dall'ordinamento al depositario, quale creditore insoddisfatto, ed imposta dall'esigenza di conservare il privilegio sulle cose depositate a tutela dei crediti nascenti dal deposito, si risolverebbe in pregiudizio per lo stesso creditore.

Cassazione civile sez. III  16 luglio 1997 n. 6520  

 

 

Avvocati

La detenzione del denaro da parte del legale per la consegna alla controparte è da ritenere assolutamente funzionale all'incarico professionale di assistenza stragiudiziale, eseguendo l'avvocato tale ulteriore compito per compiacere e appagare i suoi clienti e quindi in vista di una sua convenienza e utilità, sempre dunque nell'ambito degli incarichi ricevuti; e perciò il legale deve rispondere a titolo di deposito oneroso nel caso di furto del denaro.

Cassazione civile sez. III  09 settembre 2008 n. 22658  

 

Risponde del risarcimento danni l’avvocato che ha subito il furto del denaro del cliente, che deteneva occasionalmente a titolo di cortesia, durante il trasporto verso lo studio professionale in vista della divisione ereditaria. Sussiste, infatti, un rapporto di accessorietà tra il mandato professionale extragiudiziale e il deposito della somma: la detenzione del denaro da parte del legale viene fatta rientrare, in virtù di un collegamento strumentale, nell’adempimento dell’incarico professionale; di conseguenza, risulta altresì superata la gratuità del deposito poiché la relativa prestazione viene compensata unitamente alla complessiva prestazione professionale.

Cassazione civile sez. III  09 settembre 2008 n. 22658



 
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