codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1777 codice civile: Persona a cui deve essere restituita la cosa

Il depositario deve restituire la cosa al depositante o alla persona indicata per riceverla, e non può esigere che il depositante (1) provi di esserne proprietario.

Se è convenuto in giudizio da chi rivendica la proprietà della cosa o pretende di avere diritti su di essa, deve, sotto pena del risarcimento del danno, denunziare la controversia al depositante (2), e può ottenere di essere estromesso dal giudizio indicando la persona del medesimo (3). In questo caso egli può anche liberarsi dall’obbligo di restituire la cosa, depositandola, nei modi stabiliti dal giudice, a spese del depositante.


Commento

(1) Il depositante, solo in virtù di tale sua qualità, ha diritto di esigere la restituzione della cosa; a tal fine non è onerato dalla prova della proprietà del bene. Infatti, il deposito può essere concluso anche da un soggetto non proprietario (es.: possessore, usufruttuario, conduttore etc.).

 

(2) Si tratta di un obbligo che l’ordinamento giuridico impone nei casi in cui la detenzione della cosa sia affidata a chi può non conoscere tutti gli argomenti di fatto e di diritto da contrapporre in giudizio a coloro che avanzano diritti sulla cosa.

 

(3) È un caso di intervento in giudizio su chiamata di chi, non avendo la titolarità del diritto controverso, pretende di essere sostituito dal diretto interessato.

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

In caso di alienazione di merce depositata presso l'autorità portuale, titolare dell'interesse sostanziale sotteso al rapporto di deposito non è l'originario depositante ma l'acquirente, il quale, essendo divenuto proprietario delle merci, deve considerarsi pertanto legittimato, in caso di distruzione della merce depositata a seguito di incendio, all'esercizio dell'azione risarcitoria nei confronti del depositario, secondo un meccanismo di semplificazione e accelerazione dei rapporti sostanziali e processuali conforme ai nuovi principi costituzionali sul giusto processo.

Cassazione civile sez. III  07 luglio 2010 n. 15988  

 

Nel contratto di deposito, soggetto attivo dell'obbligazione di restituzione è il depositante, non potendo il depositario esigere la prova della proprietà della cosa depositata; egli, pertanto, è anche soggetto attivo dell'obbligazione sostitutiva di restituzione dell'equivalente pecuniario della cosa depositata, che grava sul depositario in caso di perdita a lui imputabile, non potendo il depositario esimersi dall'adempiere eccependo la mancanza del titolo di proprietà in capo al depositante.

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2010 n. 6048  

 

Nell'ipotesi in cui un cliente consegni le chiavi di un autoveicolo al vetturiere dell'albergo dove alloggia, con tale atto, che integra l'affidamento del veicolo e non la presa in consegna delle chiavi e dell'autoveicolo a titolo di cortesia, si perfeziona un ordinario contratto di deposito, dal quale scaturiscono le relative obbligazioni a carico delle parti del rapporto, ed al quale non si applica la disciplina del deposito alberghiero, per effetto dell'esclusione dei veicoli di cui all'art. 1785 quinquies c.c.

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2010 n. 6048  

 

In tema di contratto di deposito, soggetto attivo dell'obbligazione di restituzione insita nel contratto di deposito è il depositante, senza che il depositario possa esigere la prova della proprietà della cosa depositata. Ad eguale conclusione deve pervenirsi anche con riferimento all'obbligazione sostitutiva, avente ad oggetto l'equivalente pecuniario della cosa depositata, che incombe al depositario nel caso di perdita a lui imputabile e che, derivando egualmente dal contratto, egli non può esimersi dall'adempiere, eccependo che la cosa non era di proprietà dell'altro contraente.

Cassazione civile sez. III  12 marzo 2010 n. 6048  

 

Il contratto con il quale taluno si impegna a riparare una cosa (nella specie, un'autovettura) e a custodirla a pagamento fino alla riconsegna al proprietario, è un contratto misto atipico a struttura onerosa e complessa, in quanto partecipa sia della natura del contratto d'opera che della natura del contratto di deposito, con la conseguenza che, essendo applicabile la disciplina propria dell'affidamento della res al depositario, ove la cosa sia stata sottratta da terzi, quest'ultimo è tenuto a dimostrare l'inevitabilità dell'evento nonostante l'uso della diligenza del buon padre di famiglia.

Cassazione civile sez. III  28 maggio 2001 n. 7226  

 

Il contratto col quale taluno si impegna a riparare una cosa (nella specie un'autovettura) e a custodirla a pagamento fini alla riconsegna al proprietario, è un contratto misto atipico a struttura onerosa e complessa in quanto partecipa sia della natura del contratto d'opera che della natura del contratto di deposito, con la conseguenza che, essendo applicabile la disciplina propria dell'affidamento della "res" al depositario, ove la cosa sia stata sottratta da terzi, quest'ultimo è tenuto a dimostrare l'inevitabilità dell'evento nonostante l'uso della diligenza del buon padre di famiglia.

Cassazione civile sez. III  28 maggio 2001 n. 7226  

 

In tema di contratto di deposito, essendo il depositario obbligato a consegnare al depositante l'oggetto del deposito e potendo tale obbligo, nel caso in cui terzi vantino diritti sul medesimo oggetto, essere paralizzato soltanto dall'esperimento dell'azione di rivendica da parte del terzo, l'omesso esercizio di detta azione esclude che sia configurabile una responsabilità del depositario nascente dalla restituzione effettuata in conformità all'art. 1777, comma 1, c.c.

Cassazione civile sez. I  20 luglio 2000 n. 9521  

 

Nel particolare rapporto di handling aeroportuale, avente ad oggetto, tra le varie attività di assistenza a terra, la custodia ed il deposito delle merci sbarcate, è legittimamente ravvisabile (per effetto della consegna delle cose trasportate dal vettore aereo all'impresa esercente, con l'obbligo di quest'ultima di conservarle e restituirle al destinatario) la fattispecie negoziale del deposito a favore del terzo destinatario, il quale, in caso di avaria della merce in fase di deposito, è, per l'effetto, il principale legittimato a proporre azione risarcitoria nei confronti dell'impresa esercente l'handling. Cionondimeno, l'inadempimento del promittente (l'impresa depositaria) arreca indubbio pregiudizio anche allo stipulante (il vettore aereo), atteso l'indefettibile "interesse che lo stipulante deve avere alla stipulazione" (art. 1411 c.c.), così che anche a quest'ultimo (oltre che al terzo destinatario) va riconosciuta la (concorrente) legittimazione ad agire per "l'adempimento, ovvero per la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento dei danni" (art. 1453 c.c.), e, dunque, anche per il solo risarcimento dei danni dipendenti dalla mancata esecuzione del contratto da parte del promittente. Tale danno va, poi, qualificato come danno "proprio", benché materialmente patito dal terzo destinatario, con conseguente validità dell'eventuale negozio di cessione ad un terzo estraneo di tutti i diritti vantati, nella qualità di "stipulans", dal vettore aereo, (ed a prescindere dal risarcimento operato, o meno, da quest'ultimo direttamente nei confronti del terzo destinatario, in forza del - diverso - rapporto contrattuale di trasporto), tra cui, appunto, quello di agire per i danni, in concorso alternativo con il terzo destinatario (Vedi Cass. 19 luglio 1968 n. 2590 in motivazione).

Cassazione civile sez. III  09 ottobre 1997 n. 9810



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti