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Art. 1780 codice civile: Perdita non imputabile della detenzione della cosa

Se la detenzione della cosa è tolta al depositario in conseguenza di un fatto a lui non imputabile (1), egli è liberato dall’obbligazione di restituire la cosa, ma deve, sotto pena di risarcimento del danno, denunziare immediatamente al depositante il fatto per cui ha perduto la detenzione (2).

Il depositante ha diritto di ricevere ciò che, in conseguenza del fatto stesso, il depositario abbia conseguito, e subentra nei diritti spettanti a quest’ultimo.


Commento

(1) Gli eventi rilevanti sono la distruzione e la sottrazione della cosa custodita, quando non potevano essere né previsti né evitati dal depositario.

 

(2) La denunzia si effettua nei confronti del depositante in quanto unico soggetto legittimato ad esercitare l’azione di risarcimento. Non è invece dovuta la comunicazione al proprietario della cosa perché costui è terzo rispetto al contratto di deposito per cui non può esercitare la relativa azione.

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

L’art. 1780 c.c. in forza del quale il depositario, per ottenere la liberazione dalla propria obbligazione, è tenuto a fornire la prova che l’inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile, trova applicazione anche quando l’obbligazione della custodia e della riconsegna formi parte di un contratto misto nel quale confluiscano le cause del deposito e di altro contratto, come nel caso di affidamento di un’autovettura ad un’officina per la riparazione, in cui l’obbligo di custodia e di restituzione assume funzione accessoria poiché finalizzato all’adempimento dell’obbligazione principale.

Tribunale Roma sez. XI  08 agosto 2014 n. 16868

 

L'obbligazione di custodia non è esclusiva del deposito, ma può derivare anche da altre fonti, contrattuali e non, e presentarsi come obbligo autonomo o in collegamento accessorio o strumentale ad altri obblighi. Deve ritenersi sussistente l'obbligazione tipica di custodia dei valori da parte della società che si occupa del trasporto degli stessi dal momento di apertura delle casseforti e per tutta la durata del trasporto.

Cassazione civile sez. III  25 novembre 2013 n. 26353  

 

Nel caso di furto o rapina di cose affidate al depositario, quest'ultimo non si libera della responsabilità "ex recepto" provando di avere usato nella custodia della "res" la diligenza del buon padre di famiglia prescritta dall'art. 1768 c.c., ma deve provare, ai sensi dell'art. 1218 c.c., che l'inadempimento sia derivato da causa a lui non imputabile.

Cassazione civile sez. III  07 ottobre 2010 n. 20809

 

In tema di contratto di riparazione d'autovettura, la pattuizione con cui si stabilisce un termine per il ritiro del veicolo riparato non comporta, una volta scaduto detto termine e in mancanza di un patto limitativo della responsabilità, il venir meno dell'obbligo di custodia fino a quando il debitore non abbia eseguito il deposito liberatorio previsto dalla disciplina in tema di "mora credendi".

Cassazione civile sez. III  06 maggio 2010 n. 10956  

 

L'art. 1780 c.c., in forza del quale il depositario, per ottenere la liberazione dalla propria obbligazione, è tenuto a fornire la prova che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile, trova applicazione anche quando l'obbligazione della custodia e della riconsegna formi parte di un contratto misto nel quale confluiscano le cause del deposito e di altro contratto, come nel caso dell'affidamento di un'autovettura ad un'officina per la riparazione, in cui l'obbligo di custodia e di restituzione assume funzione accessoria, in quanto finalizzato all'adempimento dell'obbligazione principale; né la pattuizione del ritiro dell'autovettura entro un termine determinato - in mancanza di un apposito patto limitativo della responsabilità ai sensi dell'art. 1229 c.c. - vale a segnare il limite temporale della durata dell'obbligo di custodia assoggettato alla disciplina di cui all'art. 1780 c.c., per cui scaduto il termine la suddetta norma non opererebbe, in quanto, anche qualora venga fatta un'offerta della prestazione di consegna mediante intimazione, il verificarsi della mora del creditore non è un evento automaticamente determinativo del mutamento della distribuzione del rischio contrattuale, occorrendo a tal fine anche il deposito di cui all'art. 1210 c.c..

Cassazione civile sez. III  06 maggio 2010 n. 10956  

 

Secondo il disposto di cui all'art. 1780, comma 2, c.c., in applicazione dell'art. 1256 c.c., il depositario si libera dall'obbligo di restituzione se il fatto impeditivo dell'inadempimento non gli è imputabile e se lo ha tempestivamente comunicato al depositante. Ciò rilevato, la valutazione in ordine alla idoneità della prova liberatoria offerta dal depositario in ordine all'obbligo di restituzione delle cose presso di lui depositate, deve intendersi rimessa al giudice del merito e, pertanto, non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi della motivazione. (Nella specie la impugnata sentenza di appello ha esattamente indicato, con motivazione esauriente e logica, le ragioni per le quali la Corte ha escluso che il gioielliere depositario abbia fornito la prova che gli oggetti preziosi presso di lui depositati siano stati oggetto di rapina. Ne consegue il rigetto della sollevata censura).

Cassazione civile sez. III  01 dicembre 2009 n. 25275  

 

Il depositante (nella specie, di un natante per l'esecuzione di alcune riparazioni) il quale lamenti che la cosa depositata abbia subito danni durante il deposito, ha il solo onere di provare l'avvenuta consegna e i danni subiti, dovendo presumersi che la cosa sia stata consegnata in buone condizioni, mentre è onere del depositario dimostrare che deterioramenti o avarie siano da attribuirsi a circostanze esterne o alla natura stessa del bene oppure che la consegna si inscrive in un rapporto cui è estranea la responsabilità per custodia, come ad esempio nella mera locazione di spazi.

Cassazione civile sez. III  27 marzo 2009 n. 7529

 

L'art. 1780 c.c., in forza del quale il depositario, per ottenere la liberazione dalla propria obbligazione, è tenuto a fornire la prova che l'inadempimento sia dipeso da causa a lui non imputabile, trova applicazione anche quando l'obbligazione della custodia e della riconsegna formino parte di un contratto misto nel quale confluiscano le cause del deposito e di altro contratto, come nel caso del contratto concluso dall'autoriparatore, in cui l'obbligo di custodia e di restituzione assume funzione accessoria, in quanto finalizzato all'adempimento dell'obbligazione principale. (Fattispecie relativa all'accertamento della sussistenza della prova liberatoria - consistente nella imprevedibilità ed inevitabilità della perdita della cosa - da parte dell'autoriparatore, al quale era stato affidato in custodia il veicolo oggetto di furto da parte di terzi rimasti ignoti).

Cassazione civile sez. III  06 luglio 2006 n. 15364  

 

L'art. 1780 c.c. trova integrale applicazione anche quando l'obbligazione della custodia e della riconsegna afferisca a un contratto misto, come nel caso del contratto concluso dall'autoriparatore. In caso di sottrazione della cosa depositata, pertanto, il depositario, per ottenere la liberazione dalla propria obbligazione, è tenuto a fornire la prova che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile, non essendo sufficiente la prova di aver usato la diligenza del buon padre di famiglia. (Nella specie la S.C. ha confermato, correggendone la motivazione, la sentenza di merito che aveva escluso la responsabilità dell'autoriparatore, in relazione al furto di un'auto d'epoca ricoverata nella sua officina, poiché egli aveva adottato misure tali da impedire, in via normale, la perpetrazione di furti, in quanto si era assicurato un servizio continuo di sorveglianza notturno con un istituto di vigilanza privata, aveva munito le finestre e la porta principale di saracinesche in ferro, munite di serrature laterali; inoltre ulteriori presidi erano stati ritenuti non esigibili in considerazione anche del modesto giro d'affari dell'autofficina).

Cassazione civile sez. III  12 aprile 2006 n. 8629  

 

L'art. 1780 c.c., in forza del quale il depositario, per ottenere la liberazione dalla propria obbligazione, è tenuto a fornire la prova che l'inadempimento è dipeso da causa a lui non imputabile, trova applicazione anche quando l'obbligazione della custodia e della riconsegna formi parte di un contratto misto nel quale confluiscano le cause del deposito e di altro contratto, come nel caso del contratto concluso dall'autoriparatore, in cui l'obbligo di custodia e di restituzione assume funzione accessoria, in quanto finalizzata all'adempimento dell'obbligazione principale. (Fattispecie relativa all'esercizio del diritto di surroga ex art. 1916 c.c. da parte dell'assicuratore di autovettura rubata mentre si trovava presso un'officina meccanica).

Cassazione civile sez. III  01 luglio 2005 n. 14092  



 
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