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Art. 1781 codice civile: Diritti del depositario

Il depositante è obbligato a rimborsare il depositario delle spese fatte per conservare la cosa (1), a tenerlo indenne delle perdite cagionate dal deposito e a pagargli il compenso pattuito (2).


Commento

(1) Sono le somme spese dal depositario per apportare una qualche utilità alla cosa oggetto di custodia o, comunque, che si siano rese necessarie per esplicare l’attività di sorveglianza. Esse, cioè, per essere ritenute rimborsabili, devono porsi in stretto collegamento con il contenuto tipico delle prestazioni del sorvegliante, costituendone un’agevolazione.

 

(2) È oggetto di versamento solo eventuale in quanto, relativamente al contratto in esame, esistendo una presunzione di gratuità, il pagamento del compenso deve essere pattuito espressamente. Nel caso in cui sia previsto ma non quantificato dalle parti, si terrà conto, ad esempio, delle tabelle professionali che, naturalmente, trovano applicazione con riguardo ad una figura, quale quella del depositario, che viene spesso ricoperta da un professionista del settore.


Giurisprudenza annotata

Deposito

L'introduzione in un magazzino di temporanea custodia di merce che non abbia ancora una "destinazione doganale", secondo le previsioni dell'art. 96 d.P.R. 23 gennaio 1973 n. 43, esula dalle operazioni doganali in senso proprio, le quali presuppongono la suddetta destinazione. Pertanto lo spedizioniere, il quale non abbia assunto anche la veste di vettore, non è tenuto al pagamento delle spese di custodia ed assicurazioni derivanti dal deposito della merce da lui spedita nei suddetti magazzini, gravando invece tale obbligo sul proprietario o sul vettore.

Cassazione civile sez. III  21 gennaio 2011 n. 1425  

 

Il contratto a favore di terzi, di cui all'art. 1411 c.c., può attribuire al beneficiario diritti, ma mai imporgli obblighi; pertanto, nell'ipotesi in cui un autoveicolo oggetto di furto sia recuperato dalla polizia giudiziaria ed affidato ad un depositario, questi non può pretendere dal proprietario, o dell'impresa assicuratrice che abbia risarcito il danno a quest'ultimo, alcun corrispettivo per il deposito se né la polizia né egli stesso abbiano informato il proprietario dell'avvenuto ritrovamento e del deposito.

Cassazione civile sez. III  14 gennaio 2011 n. 759

 

In tema di compenso del depositario di veicoli sottoposti a sequestro penale od amministrativo, il rimborso per le opere di conservazione, previsto dall'art. 1781 c.c., è dovuto nella misura in cui siano provati specifici costi di conservazione, essendo invece insita nella funzione del deposito e conseguentemente non separatamente indennizzabile l'attività di custodia e conservazione del bene, in quanto necessaria all'assolvimento del primario obbligo di restituzione in natura. (Nella specie la S.C. ha accolto il ricorso del Ministero dell'Interno secondo cui erroneamente la Corte di merito aveva riconosciuto al depositario di veicoli sottoposti a sequestro amministrativo l'ulteriore compenso per l'attività di conservazione dei mezzi, per aver approntato apposita area recintata per il ricovero degli stessi).

Cassazione civile sez. II  16 giugno 2008 n. 16208  

 

Nel deposito a titolo oneroso il depositario conserva il diritto al compenso anche per il periodo durante il quale esercita il diritto di ritenzione sulle cose depositate, a norma degli art. 2756 e 2761 c.c., fino alla soddisfazione del suo credito, atteso il protrarsi della prestazione di custodia e tenuto conto che, altrimenti, l'esercizio di una facoltà riconosciuta dall'ordinamento al depositario, quale creditore insoddisfatto, ed imposta dall'esigenza di conservare il privilegio sulle cose depositate a tutela dei crediti nascenti dal deposito, si risolverebbe in pregiudizio per lo stesso creditore.

Cassazione civile sez. III  16 luglio 1997 n. 6520  

 

Il sequestro penale della merce oggetto di deposito e la successiva vendita giudiziale dei beni sequestrati rendono impossibili le prestazioni del depositario e, incidendo direttamente sul sinallagma funzionale del rapporto, ne impediscono l'ulteriore attuazione; ne consegue che, a partire dalla data del sequestro penale, il depositario non ha più diritto al corrispettivo in dipendenza del rapporto di deposito, ma soltanto al compenso da parte dello Stato, se nominato custode delle cose sequestrate.

Cassazione civile sez. I  09 settembre 1992 n. 10322

 

Qualora un'autovettura, sottratta da ignoti al proprietario ed abbandonata nella pubblica via, sia dagli organi di polizia affidata in custodia ad un terzo, nel suo deposito, allo scopo di evitare intralci alla circolazione, non si configura il sequestro penale del veicolo, per il cui perfezionamento è necessario un atto scritto dal quale sia desumibile, in modo certo, la volontà degli ufficiali o agenti di polizia giudiziaria di costituire un vincolo di indisponibilità temporanea assoluta in ordine al bene, con la conseguenza che il deposito e la custodia dell'autovettura devono ritenersi eseguiti nell'interesse, non della pubblica amministrazione, ma del proprietario dell'autovettura stessa, che, quindi, è tenuto al pagamento al depositario di quanto dovuto a titolo di compenso e di rimborso di spese. Nè tale obbligazione viene meno per effetto del trasferimento della proprietà del veicolo all'assicuratore del derubato, a seguito del pagamento del capitale assicurato, determinandosi una successione particolare nel debito senza liberazione dell'originario obbligato ma con la sostituzione all'obbligazione individuale del proprietario dell'autovettura di quella solidale di costui e del suo avente causa.

Cassazione civile sez. III  17 maggio 1983 n. 3409

 

 

Responsabilità civile

Qualora il ritiro di un veicolo rimosso, perché in divieto di sosta, non sia possibile a causa dei danni arrecatigli durante le operazioni di rimozione da chi ne diviene depositario, l'obbligo di pagamento delle spese di custodia sorge esclusivamente a seguito della riparazione dello stesso, ovvero dell'integrale risarcimento dei danni, ad opera del depositario. Cassa App. Bologna, 4 marzo 2002

Cassazione civile sez. III  27 marzo 2007 n. 7493  

 

La consegna dell'autovettura per effettuarvi delle riparazioni, accompagnata dalla accettazione delle chiavi, pur avendo una funzione strumentale rispetto all'adempimento della prestazione d'opera, fa sorgere nell'accipiente l'obbligo di custodire e di restituire il veicolo. Conseguentemente questi, qualora il veicolo - parcheggiato sulla pubblica strada - venga sottratto, è tenuto al risarcimento del danno, senza che assuma rilievo la circostanza che il proprietario abbia consentito a quel parcheggio.

Cassazione civile sez. III  21 novembre 1984 n. 5955



 
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