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Art. 1784 codice civile: Responsabilità per le cose consegnate e obblighi dell’albergatore

La responsabilità dell’albergatore è illimitata (1):

1) quando le cose gli sono state consegnate in custodia (2);

2) quando ha rifiutato di ricevere in custodia cose che aveva l’obbligo di accettare.

L’albergatore ha l’obbligo di accettare le carte-valori, il danaro contante e gli oggetti di valore; egli può rifiutarsi di riceverli soltanto se si tratti di oggetti pericolosi o che, tenuto conto della importanza e delle condizioni di gestione dell’albergo, abbiano valore eccessivo o natura ingombrante.

 

L’albergatore può esigere che la cosa consegnatagli sia contenuta in un involucro chiuso o sigillato.


Commento

(1) È definita tale perché non sussiste un tetto massimo di risarcimento oltre il quale non è possibile agire nei confronti dell’albergatore, ma è prevista la reintegrazione completa della sfera economica violata.

 

(2) Perché sorga l’obbligo di conservazione e, dunque, di vigilanza la consegna delle cose deve avvenire con modalità tali da far apparire inequivoca la finalità di custodia, restando irrilevante la circostanza che quest’ultima non sia stata esplicitata attraverso un’espressa dichiarazione negoziale.

 

 

 


Giurisprudenza annotata

Deposito

Soggetto attivo dell'obbligazione di restituzione insita nel contratto di deposito è il depositante, senza che il depositario possa esigere la prova della proprietà della cosa depositata.

Cassazione civile sez. III  18 aprile 2006 n. 8934  

 

In caso di furto perpetrato in una cassetta di sicurezza collocata all'interno di una camera d'albergo l'albergatore è responsabile "ex contractu" illimitatamente per i danni subiti da un turista ed il tour operator è responsabile sempre a favore dell'acquirente del pacchetto turistico per inadempimento dell'albergatore.

Giudice di pace Bologna  04 marzo 1999

 

Il titolare dell'attività di parrucchiere è responsabile ex art. 1784 c.c. della sottrazione della pelliccia di una cliente ove tale sottrazione sia stata compiuta nel tempo necessario per il compimento del servizio ed il bene sottratto, al momento dell'accesso nel locale, sia stato preso in consegna da personale interno per essere custodito in un apposito vano annesso a quello in cui veniva prestato il servizio.

Tribunale Milano  02 marzo 1998

 

Il giudice di merito, onde affermare la responsabilità illimitata dell'albergatore ai sensi dell'art. 1784 c.c. - o dei soggetti ad esso equiparati dall'art. 1786 c.c. - deve accertare se il cliente, indipendentemente da una specifica dichiarazione negoziale, per le modalità e il contesto in cui ha consegnato la cosa al gestore dell'esercizio o ai suoi dipendenti, ha inteso affidarlo alla loro custodia o invece se essi si sono limitati a prestargli una cortesia conforme agli usi, nel qual caso la responsabilità è quella limitata, prevista dall'art. 1783 c.c. (Nella specie il cameriere di un ristorante, sprovvisto di guardaroba, aveva appeso la pelliccia - poi sparita - di una cliente ad un appendiabiti; la Suprema Corte, nel cassare la ritenuta responsabilità ex art. 1784 c.c. ha affermato l'equivocità della circostanza ai fini dell'affidamento del bene in custodia al gestore, potendo invece esso restare nella sfera di controllo e disponibilità del cliente, anche avuto riguardo al luogo ove l'appendiabiti è situato).

Cassazione civile sez. III  19 febbraio 1997 n. 1537

 

Il gestore di un negozio di abbigliamento non è responsabile del furto di una pelliccia introdotta dal cliente nel negozio e da questi negligentemente lasciata appoggiata all'attaccapanni di una cabina di prova se risulti accertato che il derubato non si è trovato nell'impossibilità di provvedere alla custodia dell'indumento.

Corte appello Bologna  13 aprile 1994

 

In tema di responsabilità per le cose portate in albergo, il cliente non ha l'obbligo di affidare gli oggetti di valore di sua proprietà in custodia all'albergatore, mancando una specifica previsione normativa in tale senso; pertanto, ove non si avvalga di tale facoltà, corre solo il rischio di non poter ottenere, in caso di sottrazione, l'integrale risarcimento del danno (art. 1783 c.c.), a meno che non provi la colpa dell'albergatore ai sensi dell'art. 1785 bis c.c..

Cassazione civile sez. III  22 febbraio 1994 n. 1684  

 

Le disposizioni del codice civile sul deposito in albergo (art. da 1783 a 1785 bis nel testo modificato dalla l. 3 giugno 1978 n. 316) sono applicabili, in virtù del rinvio operato dall'art. 1786 c.c. anche ai rapporti con le imprese di produzione ed esercizio dei teatri pubblici o privati che, in quanto responsabili della custodia, rispondono, pertanto, nel deterioramento della distruzione o della sottrazione del materiale destinato alla esecuzione della rappresentazione teatrale secondo i principi della responsabilità "ex recepto" (nel caso specifico, trattavasi della sottrazione di materiale scenico depositato nel teatro di proprietà del comune).

Cassazione civile sez. III  07 novembre 1992 n. 12051  

 

Le disposizioni del c.c. sul deposito in albergo (art. da 1783 a 1785 bis nel testo modificato dalla l. 10 giugno 1978 n. 316) sono applicabili, in virtù del rinvio operato dall'art. 1786 c.c., anche ai rapporti con le imprese di produzione ed esercizio dei teatri pubblici o privati che, in quanto responsabili della custodia, rispondono, pertanto, del deterioramento, della distruzione o della sottrazione del materiale destinato alla esecuzione della rappresentazione teatrale secondo i principi della responsabilità "ex recepto" (nel caso specifico, trattavasi della sottrazione di materiale scenico depositato nel teatro di proprietà del comune).

Cassazione civile sez. III  07 novembre 1992 n. 12051  

 

 

Obbligazioni e contratti

La clausola penale con cui le parti, nell'esercizio della libertà di autodeterminazione patrimoniale loro riconosciuta dall'ordinamento, fissino la misura degli interessi moratori al di sotto di quella legale, non è affetta da nullità per contrarietà all'ordine pubblico economico, purché per effetto della clausola di risarcimento preconcordato del danno non si riveli a tal punto irrisorio da escludere o limitare la responsabilità del debitore in caso di dolo o colpa grave.

Cassazione civile sez. I  03 dicembre 1993 n. 12013  



 
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