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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1786 codice civile: Stabilimenti e locali assimilati agli alberghi

Le norme di questa sezione si applicano anche agli imprenditori di case di cura, stabilimenti di pubblici spettacoli, stabilimenti balneari, pensioni, trattorie, carrozze letto e simili.


Giurisprudenza annotata

Responsabilità civile

Il fatto che Trenitalia abbia affidato la gestione dei vagoni letto ad altra società non la esime dalla responsabilità nei confronti del contraente nel caso i dipendenti di detta società esterna, nell'espletamento di tale servizio, omettano di prestare le dovute cautele per la sicurezza dei passeggeri e del bagaglio.

Cassazione civile sez. III  19 dicembre 2014 n. 26887  

Locazione

Per stabilire se l'attività svolta nell'immobile locato abbia natura imprenditoriale o professionale (e, di conseguenza, se allo scioglimento del contratto spetti o no al conduttore l'indennità per la perdita dell'avviamento), occorre avere riguardo non alla qualifica (professionale o meno) delle persone che vi lavorano, ma alla prevalenza, nell'ambito delle attività ivi esercitate, dell'elemento imprenditoriale o di quello professionale (in applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza di merito la quale aveva qualificato come "professionale" l'attività svolta in un casa di cura privata, in base all'assunto che essa non potesse essere svolta se non con l'ausilio di personale medico).

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2012 n. 8558  

Le locazioni di immobili destinati all'esercizio di case di cura, stipulate prima dell'entrata in vigore dell'art. 52 d.lg. 23 maggio 2011 n. 79 (codice del turismo), non sono soggette alla durata minima novennale, prevista dall'art. 27 l. 27 luglio 1978 n. 392, per le locazioni di immobili destinati ad uso alberghiero: sia perché l'attività ospedaliera non è assimilabile a quella alberghiera, sia perché l'equiparazione tra locazioni di immobili destinati ad attività alberghiera e locazioni di immobili destinati all'esercizio di case di cura, introdotta dal citato art. 52 del codice del turismo, non ha effetto retroattivo.

Cassazione civile sez. III  29 maggio 2012 n. 8558

Deposito

Affinché sorga la responsabilità del depositario per i danni alla cosa depositata (nella specie, natante da riparare) non è necessario un espresso accordo in virtù del quale questi si impegni formalmente a custodirla, ma è sufficiente la mera consegna di essa (con la conseguente sottoposizione alla propria sfera di influenza e di controllo), non accompagnata da manifestazioni di volontà volte a limitare ad escludere la responsabilità ex recepto.

Cassazione civile sez. III  11 giugno 2008 n. 15490

Nel caso in cui l'avventore di un ristorante abbia riportato danni alla persona a causa di una attività pericolosa svolta da alcuni clienti all'interno del locale (lancio di piatti a terra in occasione del Capodanno) non sussiste responsabilità contrattuale del ristoratore, non esistendo alcun nesso causale tra l'evento dedotto e la prestazione di servizio oggetto del contratto; non può ritenersi infatti che rientri tra le obbligazioni a carico del gestore del ristorante l'obbligo di far cessare ogni attività pericolosa posta in essere dagli avventori, specie se lo stesso danneggiato sia compartecipe dell'attività dalla quale gli sia derivato il danno. (Nel caso di specie, l'avventore rimasto ferito si era unito al lancio di piatti effettuato dagli altri commensali, prima di rimanerne danneggiato).

Cassazione civile sez. III  15 febbraio 2003 n. 2312  

Il gestore di una bottega di abbigliamento non può essere chiamato a rispondere ex recepto del furto d'una borsetta lasciata imprudentemente nel camerino di prova da una cliente che se ne era liberata per indossare una gonna e aveva dimenticato di riprenderla uscendo dal camerino.

Giudice di pace Catania  28 aprile 1999

Il titolare dell'attività di parrucchiere è responsabile ex art. 1784 c.c. della sottrazione della pelliccia di una cliente ove tale sottrazione sia stata compiuta nel tempo necessario per il compimento del servizio ed il bene sottratto, al momento dell'accesso nel locale, sia stato preso in consegna da personale interno per essere custodito in un apposito vano annesso a quello in cui veniva prestato il servizio.

Tribunale Milano  02 marzo 1998

Il giudice di merito, onde affermare la responsabilità illimitata dell'albergatore ai sensi dell'art. 1784 c.c. - o dei soggetti ad esso equiparati dall'art. 1786 c.c. - deve accertare se il cliente, indipendentemente da una specifica dichiarazione negoziale, per le modalità e il contesto in cui ha consegnato la cosa al gestore dell'esercizio o ai suoi dipendenti, ha inteso affidarlo alla loro custodia o invece se essi si sono limitati a prestargli una cortesia conforme agli usi, nel qual caso la responsabilità è quella limitata, prevista dall'art. 1783 c.c. (Nella specie il cameriere di un ristorante, sprovvisto di guardaroba, aveva appeso la pelliccia - poi sparita - di una cliente ad un appendiabiti; la Suprema Corte, nel cassare la ritenuta responsabilità ex art. 1784 c.c. ha affermato l'equivocità della circostanza ai fini dell'affidamento del bene in custodia al gestore, potendo invece esso restare nella sfera di controllo e disponibilità del cliente, anche avuto riguardo al luogo ove l'appendiabiti è situato).

Cassazione civile sez. III  19 febbraio 1997 n. 1537

Il gestore di un negozio di abbigliamento non è responsabile del furto di una pelliccia introdotta dal cliente nel negozio e da questi negligentemente lasciata appoggiata all'attaccapanni di una cabina di prova se risulti accertato che il derubato non si è trovato nell'impossibilità di provvedere alla custodia dell'indumento.

Corte appello Bologna  13 aprile 1994

Obbligazioni e contratti

L'assimilazione dei campeggi turistici agli alberghi, ai sensi dell'art. 1786 cod. civ., ai fini dell'applicazione della disciplina del deposito in albergo dettata dagli art. 1783 e ss. c.c., con l'esclusione prevista dall'art. 1785 quinquies (introdotto dall'art. 3 l. 10 giugno 1978 n. 316), per i veicoli e le altre cose richiamate dalla norma in esame, viene meno allorché il campeggio venga utilizzato non quale luogo di permanenza del campeggiatore con la propria tenda o roulotte, ma quale luogo di deposito di un determinato automezzo, affidato a tale limitato e determinato scopo, normalmente durante il periodo di chiusura stagionale, al proprietario o gestore del campeggio, nel cosiddetto rimessaggio invernale. Nella suddetta ipotesi, l'affidamento del mezzo da luogo ad un contratto di deposito da cui deriva l'obbligo di custodirlo con la diligenza del buon padre di famiglia e di restituzione, con la conseguente applicabilità delle norme generali di cui agli art. 1766 e ss. c.c. Pertanto, essendo inapplicabile la disciplina del deposito in albergo, compresa la norma di eccezione di cui all'art. 1785 quinquies, che esclude l'obbligo dell'albergatore di custodire e conservare i veicoli del cliente, deve considerarsi vessatoria e perciò inefficace se non approvata specificamente per iscritto, la clausola del regolamento del campeggio di esclusione della responsabilità del gestore in caso di furto dei veicoli o degli oggetti in essi contenuti.

Cassazione civile sez. III  21 giugno 1993 n. 6866  



 
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