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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 18 codice civile: Responsabilità degli amministratori

Gli amministratori (1) sono responsabili verso l’ente secondo le norme del mandato (2). È però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all’atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l’atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del proprio dissenso.


Commento

Mandato: [v. Libro IV, Titolo III, Capo IX].

Amministratore: tipico organo esecutivo degli enti riconosciuti e non (associazioni, fondazioni e società) con funzioni di gestione, amministrazione e generalmente di rappresentanza. La competenza dell’(—) è stabilita dallo statuto e il contenuto dei suoi poteri è sottoposto ad un particolare regime pubblicitario.

 

(1) Le persone giuridiche, pur essendo capaci di agire [v. 2], non sono idonee a formare ed esprimere una loro volontà se non attraverso persone fisiche, che agiscono in nome e per conto loro: tali sono gli organi. Gli organi dell’associazione sono l’assemblea [v. 20] e gli amministratori; quelli delle fondazioni sono solo gli amministratori.

(2) Gli amministratori sono responsabili solidalmente [v. 1292] nei confronti dell’ente secondo le regole del mandato [v. 1710]: devono, pertanto, risarcire i danni causati all’ente per l’inadempimento dei doveri derivanti dalla loro carica.


Giurisprudenza annotata

Procedimento

È irrituale, laddove proposta dal convenuto per la prima volta solo in sede di comparsa conclusionale, l'eccezione relativa alla invalidità della procura speciale rilasciata da un istituto religioso per violazione delle norme previste dal diritto canonico in tema di autorizzazione per l'amministrazione straordinaria dei beni ecclesiastici. Tale eccezione attiene invero ai rapporti tra l'istituto ed il suo procuratore speciale e quindi può essere fatta valere solo tra gli stessi soggetti interessati.

(Trib. Salerno 17/06/2005)

 

Non è censurabile con il ricorso per cassazione il criterio seguito nel giudizio di equità del Giudice di pace per stabilire se la persona fisica che abbia stipulato per una associazione debba ritenersi responsabile per una obbligazione riferita all'associazione, trattandosi di accertamento che non coinvolge principi fondamentali dell'ordinamento giuridico, nè principi di rilevanza costituzionale.

(Cass. Civ. Sez. III 03/05/1999 n. 4383)

 

 

Associazioni e Fondazioni

Qualora il presidente di un'associazione munita di personalità giuridica abbia per statuto la funzione rappresentativa dell'ente, senza espresse eccezioni o delimitazioni (ancorché disgiunta dalla funzione gestionale assegnata ad altri organi), la validità ed opponibilità del singolo contratto posto in essere da detto presidente possono essere contestate dall'associazione sotto il profilo dell'insussistenza del potere di rappresentanza, per essere l'atto non incluso fra quelli per cui l'ente è sorto ed è stato riconosciuto, solo ove si deduca e dimostri che l'altro contraente sia stato a conoscenza di tale esorbitanza dell'atto stesso o comunque in grado di conoscerla con l'uso della normale diligenza.

(Cass. Civ. Sez. I 09/4/1990 n. 2965)

 

 

Trasporto internazionale

In tema di contratto di trasporto internazionale di merci su strada, disciplinato dalla convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, ratificata e resa esecutiva in Italia con l. 6 dicembre 1960 n. 1621, la competenza a conoscere della domanda spetta al giudice del luogo in cui è stata presa in consegna la merce, a norma dell'art. 31 cit. convenzione e tale competenza giurisdizionale continua a sussistere non rientrando tale convenzione internazionale fra quelle che vengono sostituite dalla convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 (ratificata con l. 21 giugno 1971 n. 804) a norma dell'art. 55 di quest'ultima convenzione, trattandosi di accordo internazionale che disciplina, in materie particolari, la competenza giurisdizionale

(Cass. Civ. Sez. I 05/11/1981 n. 5814)

 

 



 
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