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Art. 1814 codice civile: Trasferimento della proprietà

Le cose date a mutuo passano in proprietà del mutuatario.


Giurisprudenza annotata

Mutuo

In tema di contratto di mutuo, l'ordine, proveniente da un istituto bancario, di versare una somma determinata a un terzo, realizzato mediante un mandato emesso sulla propria cassa, cui segua un «¿atto di quietanza finale di mutuo fondiario¿», integra il perfezionamento del contratto di mutuo, atteso che il requisito della realità, proprio di tale tipologia contrattuale, può essere integrato anche mediante il conseguimento della disponibilità giuridica della cosa, come si è verificato con l'ordine predetto, piuttosto che con la sua consegna in natura, in considerazione del crescente ricorso alla dematerializzazione dei valori mobiliari ed alla loro sostituzione con annotazioni contabili.

Cassazione civile sez. III  30 novembre 2011 n. 25569  

Il mutuo è contratto di natura reale che si perfeziona con la consegna della cosa mutuata ovvero con il conseguimento della disponibilità giuridica della cosa; ne consegue che la tradito rei può essere realizzata attraverso la consegna dell'assegno (nella specie, circolare interno, intestato alla parte e con clausola di intrasferibilità) alla parte mutuataria, che abbia dichiarato di accettarlo "come denaro contante", rilasciandone quietanza a saldo.

Cassazione civile sez. I  03 gennaio 2011 n. 14  

In tema di contratto di mutuo finalizzato all'acquisto di un veicolo, è valida la clausola che, pur escludendo in modo palese il collegamento negoziale, faccia gravare sul mutuatario il rischio della mancata consegna del bene. In tal caso il contratto di mutuo rimane estraneo alle vicende che interessano quello di vendita ed il mutuatario, che non riceva il veicolo dal venditore, non può opporre al mutuante l'eccezione di inadempimento per rifiutare di pagare le rate del mutuo.

Cassazione civile sez. III  24 maggio 2003 n. 8253

Nel contratto di mutuo, l'estremo della consegna della cosa mutuata ricorre anche quando la consegna venga eseguita dal mutuante non direttamente al mandatario, ma ad un terzo, in pagamento di un'obbligazione dello stesso mandatario, in quanto il risultato pratico che si realizza in tal modo è lo stesso che si realizzerebbe con la consegna materiale del denaro al mutuatario, il quale proprio attraverso il denaro preso a mutuo è in grado di soddisfare l'interesse ad estinguere un precedente suo debito.

Cassazione civile sez. III  03 agosto 1995 n. 8487  

Opere pubbliche

L'esigenza di una puntuale individuazione dell'oggetto del contratto di avvalimento, oltre a discendere dalle norme generali in materia di invalidità contrattuale, per indeterminatezza (ed indeterminabilità) di un elemento essenziale dell'impegno negoziale (art. 1325 e 1418 c.c.), risulta, sul piano funzionale, inscindibilmente connessa, nell'ambito delle procedure contrattuali del settore pubblico, alla necessità di non permettere agevoli aggiramenti del sistema dei requisiti di ingresso alle gare pubbliche; per le stesse ragioni, l'esigenza di determinazione dell'oggetto esiste anche con riferimento alla dichiarazione unilaterale in quanto nell'istituto dell'avvalimento l'impresa ausiliaria non è semplicemente un soggetto terzo rispetto alla gara, dovendosi essa impegnare non soltanto verso l'impresa concorrente ausiliata ma anche verso la stazione appaltante a mettere a disposizione del concorrente le risorse di cui questi sia carente, sicché l'ausiliario è tenuto a riprodurre il contenuto del contratto di avvalimento in una dichiarazione resa nei confronti della stazione appaltante; ciò in quanto occorre soddisfare esigenze di certezza dell'amministrazione, essendo la dichiarazione dell'impresa ausiliaria volta a soddisfare l'interesse della stazione appaltante ad evitare, dopo l'aggiudicazione, l'insorgere di contestazioni sugli obblighi dell'ausiliario.

T.A.R. Venezia (Veneto) sez. I  11 settembre 2013 n. 1092  



 
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