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Art. 1816 codice civile: Termine per la restituzione fissato dalle parti

Il termine per la restituzione si presume stipulato a favore di entrambe le parti e, se il mutuo è a titolo gratuito, a favore del mutuatario.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

Ai fini della surroga ex art. 1916 c.c., l'assicuratore può adempiere all'onere di provare la sua qualità di assicuratore ed il danno risarcito con la produzione della quietanza, se essa contiene la prova del contratto d'assicurazione e l'individuazione del danno risarcito. Tuttavia, quando l'assicuratore agisce nei confronti del terzo responsabile, questi, mentre non può far valere ragioni di annullabilità, rescissione o risoluzione del contratto, deducibili soltanto dall'altro contraente, è legittimato a contrastare, in via d'eccezione, i presupposti della surrogazione medesima, e, quindi, può opporre la nullità del contratto stesso, inclusa quella per inesistenza del rischio o per carenza di interesse, oppure l'avvenuto pagamento dell'indennizzo a persona diversa dal titolare del relativo diritto. In tal caso è necessario che l'assicuratore esibisca la polizza, ovvero provi in altra forma documentale il contenuto del contratto, non essendo sufficiente il solo richiamo al numero di polizza contenuto nella quietanza rilasciata dal terzo danneggiato. Rigetta, App. Roma, 12/10/2006

Cassazione civile sez. III  12 settembre 2013 n. 20901

Coniugi.

È del tutto conforme a legge ed ai principi generali che il coniuge, ricevuta, in costanza di convivenza, dall'altro coniuge, in mutuo (contratto tipico) una somma di denaro si obblighi a restituirla nell'ipotesi in cui le parti procedano in futuro a rituale separazione personale: l'obbligo della restituzione non viola, invero, né gli art. 1813, 1816, 1817 c.c., né, tanto meno, gli art. 143 e 160 c.c.; è altresì da escludere che l'obbligo ex lege di restituzione del coniuge mutuatario abbia comunque leso il suo diritto a procedere del tutto liberamente alla separazione, diritto personalissimo che non tollera alcuna limitazione, e che, nella fattispecie de qua appare integralmente tutelato, dato anche il precedente esplicito, consapevole impegno di restituzione del marito; è, ancora, da escludere che il rapporto di mutuo abbia negativamente influito sui diritti e sui doveri coniugali e sulla loro intangibilità, e che il coniuge mutuante abbia, a suo tempo, concesso la somma per uno scopo anche da parte sua contrario al buon costume.

Cassazione civile sez. III  21 agosto 2013 n. 19304  

Mutuo

Nel contratto di mutuo la prescrizione del diritto al rimborso della somma mutuata inizia a decorrere dalla scadenza dell'ultima rata, atteso che il pagamento dei ratei configura un'obbligazione unica ed il relativo debito non può considerarsi scaduto prima della scadenza dell'ultima rata.

Cassazione civile sez. III  30 agosto 2011 n. 17798  

Con riguardo ad un mutuo fondiario assistito da garanzia ipotecaria, ove il debitore si avvalga della facoltà di estinzione anticipata attribuita al mutuatario ai sensi degli art. 12 e 13 del testo unico n. 646 del 1905 e dell'art. 7 del d.P.R. n. 7 del 1976 (applicabili ratione temporis), siffatto pagamento costituisce esercizio di un diritto potestativo di cui il mutuante non può che subire gli effetti, per cui, al momento in cui la clausola diviene operativa, il debito originariamente dilazionato diventa scaduto e la garanzia ipotecaria è cancellata, con la conseguenza che, in caso di fallimento del debitore, il predetto pagamento non è colpito dall'inefficacia statuita dall'art. 65 legge fall., tenuto conto dei connotati di spiccata specialità assegnati alla disciplina del credito fondiario, in ragione della rilevanza degli interessi perseguiti dalla legislazione di settore.

Cassazione civile sez. I  18 luglio 2008 n. 19978  

Il mancato pagamento delle rate del mutuo da parte del mutuatario, incidendo sull'equilibrio contrattuale di un mutuo oneroso, giustifica la risoluzione del contratto ma non rende applicabile l'art. 1186 c.c. sia perché tale norma disciplina le conseguenze di uno sbilanciamento economico del debitore, che è cosa diversa dall'inadempimento, sia perché la sua operatività presuppone che il termine sia stato stabilito a favore del solo debitore, ipotesi che riconduce al disposto dell'art. 1816 c.c.

Tribunale Genova  12 giugno 2008

È compatibile con il contratto di mutuo un termine di restituzione in potestate creditoris. Tuttavia, la clausola di ripetibilità "ad nutum" deve rispettare lo schema causale del mutuo e, dunque, non implicare un'esigibilità immediata del debito di restituzione. (Nel caso di specie la clausola prevedeva la restituzione al bisogno del creditore e la richiesta di restituzione del mutuante era avvenuta a circa tre anni dalla scrittura).

Cassazione civile sez. III  05 novembre 2001 n. 13661  

Fallimento

La disposizione dell'art. 65 l. fall. (a norma del quale sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di fallimento o posteriormente, se tali pagamenti sono stati eseguiti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento) richiede, per la sua applicabilità, soltanto il fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento rispetto alla sua scadenza originaria, sia essa convenzionale o legale, senza che, in tema di mutuo, possa darsi rilievo alla eventuale clausola che, in deroga al disposto dell'art. 1816 c.c. (in base al quale il termine per la restituzione della somma mutuata si presume stipulato a favore di entrambe le parti), attribuisca al mutuatario la facoltà di anticipare la restituzione di detta somma rispetto al termine originariamente pattuito.

Cassazione civile sez. I  05 aprile 2002 n. 4842

La disposizione dell'art. 65 l. fall., a norma del quale sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di fallimento o posteriormente, se tali pagamenti sono stati eseguiti dal fallito nei due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento richiede, per la sua applicabilità, soltanto il fatto oggettivo dell'anticipazione del pagamento rispetto alla sua scadenza originaria, sia essa convenzionale o legale, senza che, in tema di mutuo, possa darsi rilievo all'eventuale clausola che, in deroga al disposto dell'art. 1816 c.c. (in base al quale il termine per la restituzione della somma mutuata si presume stipulato a favore di entrambe le parti), attribuisca al mutuatario la facoltà di anticipare la restituzione di detta somma rispetto al termine originariamente pattuito.

Cassazione civile sez. I  29 luglio 2009 n. 17552



 
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