codice-civile
Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 1817 codice civile: Termine per la restituzione fissato dal giudice

Se non è fissato un termine per la restituzione, questo è stabilito dal giudice, avuto riguardo alle circostanze (1).

Se è stato convenuto che il mutuatario paghi solo quando potrà, il termine per il pagamento è pure fissato dal giudice.


Commento

(1) Il giudice deve accertare la volontà presunta delle parti, ma nel far ciò deve valutare solo le circostanze che appaiono essere state considerate da queste ultime.


Giurisprudenza annotata

Prescrizione e decadenza

In mancanza di fissazione del termine da parte del Giudice, non poteva perciò venire accolta la domanda di restituzione della somma mutuata, difettando i presupposti di esigibilità del credito azionato. Quand’anche la domanda di fissazione del termine ex art. 1817 c.c. fosse ritenuta implicitamente formulata, egualmente la decisione di merito impugnata risulterebbe errata perché assunta in palese violazione dell’art. 2935 c.c. secondo il quale la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere, con ciò riferendosi alla possibilità legale dell’esercizio del diritto.

Cassazione civile sez. III  19 giugno 2009 n. 14345  

 

La prescrizione del credito decorre anche quando il relativo diritto non sia ancora esigibile per la mancata fissazione del tempo dell'adempimento, da stabilirsi per accordo delle parti, potendo in tal caso il creditore comunque ricorrere al giudice per la fissazione del termine, ai sensi dell'art. 1183, comma 3, c.c., con la conseguenza che in tal caso è impossibile configurare un impedimento giuridico all'esercizio del diritto, il quale soltanto impedisce il decorso della prescrizione. (In applicazione del principio anzidetto la S.C. ha ritenuto che, stipulato un contratto di mutuo senza fissazione del termine per la restituzione, la prescrizione del diritto del mutuante decorreva dalla data stessa dalla stipula, perché a partire da tale data il mutuante aveva la facoltà di richiedere la fissazione del termine di adempimento con la speciale azione di cui all'art. 1817 c.c.).

Cassazione civile sez. III  19 giugno 2009 n. 14345  

 

Condizione necessaria e sufficiente perché la prescrizione decorra è che il titolare del diritto pur potendo esercitarlo si astenga da tale esercizio, rilevando peraltro a tal fine solo la possibilità legale e non influendo per contro, salvo le eccezioni stabilite dalla legge, l'impossibilità di fatto di agire in cui il detto titolare venga a trovarsi. Il diritto di credito, ancorché non ancora esigibile per mancata fissazione del tempo dell'adempimento, da stabilirsi per accordo delle parti, può essere esercitato, in caso di mancato accordo, attraverso il ricorso del creditore al giudice ex art. 1183, comma 2, c.c., con la conseguenza che l'inerzia del creditore, ossia la mancanza del ricorso giudiziale o della sollecitazione al debitore determina il decorso della prescrizione ex art. 2935 c.c. fin dal momento in cui il diritto è sorto.

Cassazione civile sez. III  19 giugno 2009 n. 14345  

 

 

Mutuo

Deve ritenersi che anche al mutuo senza fissazione di un termine per la restituzione sia applicabile la disposizione di carattere generale di cui all'art. 1186 c.c., avente la finalità di tutelare il creditore contro il pericolo di perdere le garanzie patrimoniali del proprio debitore accelerando l'esecuzione dell'obbligazione, e che, conseguentemente, debba considerarsi superflua la richiesta di fissazione di un termine da parte del giudice di cui all'art. 1817 c.c. qualora il debitore sia insolvente.

Tribunale Bologna  22 maggio 2007 n. 1194  

 

Nell'ambito di un rapporto di mutuo, se il mutuatario si è impegnato a restituire l'importo concordato "quando potrà", "quando gli sarà possibile", "quando lo riterrà possibile", oppure "quando vorrà" (da intendersi "in potestate debitoris"), spetta al giudice stabilire il termine della restituzione. Pertanto è legittima la domanda del mutuante diretta alla restituzione dell'importo mutuato in adempimento dell'obbligo fondamentale da parte del mutuatario sul presupposto dell'applicazione della norma di cui all'art. 1817 comma 2 c.c.

Corte appello Napoli  31 gennaio 2006

 

Deve considerarsi pagamento di debito non scaduto, soggetto come tale alla sanzione prevista dall'art. 65 l. fall. avuto riguardo alla natura del rapporto ed all'interesse perseguito dalle parti, il rimborso dei versamenti eseguiti dai soci in conto finanziamento operato da una società nel biennio anteriore alla sua dichiarazione di fallimento.

Tribunale Napoli  08 gennaio 2004

 

Qualora il contratto di mutuo stipulato dalle parti non preveda il termine per l'adempimento dell'obbligazione restitutoria, trova applicazione l'art. 1817 c.c. La fissazione del termine previsto da tale disposizione deve avvenire all'esito di un procedimento ordinario di cognizione finalizzato alla valutazione delle "circostanze" concrete del rapporto nel contraddittorio delle parti. Il giudice, nell'accertamento del termine, può affermare l'esigibilità immediata della prestazione, ovvero fissare un termine precedente o successivo alla domanda giudiziale. Il giudice investito di un'istanza ex art. 186 ter dal mutuante che abbia convenuto in giudizio il mutuatario per chiederne la condanna alla restituzione della somma mutuata, previa fissazione del termine ex art. 1817 c.c., può accertare in via incidentale, nella valutazione dell'esigibilità del credito, quale sia il termine per la restituzione che potrà essere fissato con la sentenza definitiva del giudizio, così anticipando sul punto gli effetti della sentenza medesima.

Tribunale Verona  19 giugno 2003

 

Con riguardo al contratto di mutuo la consegna di un assegno di conto corrente, in luogo della "datio" di una somma di danaro, può incidere sul momento perfezionativo del contratto, ovvero può comportare la conclusione di un contratto atipico, assoggettabile per analogia alla disciplina del mutuo, ma non costituisce elemento idoneo ad escludere la sussistenza stessa del prestito. La mancata stipulazione di un contratto di mutuo non può neppure inferirsi dalla omessa pattuizione degli interessi e del termine di restituzione delle somme mutuate, trattandosi di elementi non essenziali per l'esistenza del contratto, come si desume dal disposto degli art. 1815 e 1817 c.c.

Cassazione civile sez. II  03 dicembre 1991 n. 12926  

 

Il termine per la restituzione costituisce elemento essenziale del contratto di mutuo; pertanto, in sua mancanza, incombe al mutuante - ove non si tratti espressamente di termine "in potestate creditoris" - l'onere di attivare la procedura ai sensi dell'art. 1817 c.c., quale presupposto per l'azione di restituzione; in difetto di determinazione giudiziale del termine, gli eventuali atti di messa in mora da parte del creditore sono inidonei a rendere esigibile il credito.

Tribunale Modica  13 novembre 1987



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti
10 Mag 2016 nicola

Decadenza e prescrizione per il recupero di un prestito infruttifero dalla data della concessione del prestito