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Art. 1822 codice civile: Promessa di mutuo

Chi ha promesso di dare a mutuo può rifiutare l’adempimento della sua obbligazione, se le condizioni patrimoniali dell’altro contraente sono divenute tali da rendere notevolmente difficile la restituzione, e non gli sono offerte idonee garanzie.


Giurisprudenza annotata

Assicurazione

L'interpretazione delle clausole in ordine alla portata ed all'estensione del rischio assicurato rientra tra i compiti del giudice di merito ed è insindacabile in cassazione se rispettosa dei canoni legali di ermeneutica ed assistita da congrua motivazione, poiché il sindacato di legittimità può avere ad oggetto non già la ricostruzione della volontà delle parti, bensì solamente l'individuazione dei criteri ermeneutici del processo logico del quale il giudice di merito si sia avvalso per assolvere la funzione a lui riservata, al fine di verificare se sia incorso in vizi del ragionamento o in errore di diritto. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, rilevandone l'adeguatezza e la logicità in punto di diritto con riguardo all'interpretazione del complessivo tenore delle clausole della polizza assicurativa che copriva i rischi riconducibili all'attività professionale di un medico ginecologo, in virtù della quale era risultato, in modo chiaro ed univoco, la concreta estensione e portata del rischio assicurato da ritenersi circoscritto all'attività del suddetto medico specialista che effettuava interventi chirurgici, con esclusione anche dei danni provocati da persone non in rapporto di dipendenza con l'assicurato, così ravvisandosi la mancata copertura dell'evento dannoso sostanziatosi nella trasmissione di una grave forma di talassemia alla figlia di una donna sottoposta alla pratica dell'inseminazione artificiale, a cui era stato iniettato, come scaturito dalla prova del D.N.A. e dalle indagini esperite in sede penale, liquido seminale di persona diversa dal marito).

Cassazione civile sez. III  31 marzo 2006 n. 7597

 

L'interpretazione delle clausole di un contratto di assicurazione in ordine alla portata e all'estensione del rischio assicurato rientra tra i compiti del giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se rispettosa dei canoni legali di ermeneutica contrattuale e assistita da congrua motivazione.

Cassazione civile sez. III  24 novembre 2005 n. 24813  

 

 

Credito fondiario

In tema di credito fondiario, deve affermarsi - in parallelo con la figura di cui all'art. 1822 c.c. - il carattere vincolante del c.d. contratto condizionato di mutuo, specie in seguito al verificarsi della condizione relativa all'iscrizione ipotecaria di primo grado, con la conseguenza che l'ingiustificato rifiuto proveniente dall'istituto di credito di procedere alla consegna della somma mutuata non configura una responsabilità di tipo "precontrattuale", ma, dando luogo ad un vero e proprio inadempimento contrattuale, attribuisce ai mutuatari il diritto ad ottenere il risarcimento del danno ai sensi degli art. 1218 e 1223 c.c.

Cassazione civile sez. I  06 giugno 2003 n. 9101  

 

In tema di contratto di mutuo fondiario, stipulato ai sensi del testo unico approvato con il r.d. 16 luglio 1905 n. 646, una volta iscritta l'ipoteca di primo grado sorge il pieno diritto dello stipulante a fruire del mutuo, che ben può dirsi gli sia stato "concesso" (nel senso dell'esistenza di un vincolo giuridico del mutuante alla relativa erogazione) con la prima stipulazione, onde l'istituto di credito non può più sottrarsi alla stipulazione dell'atto definitivo e alla concreta erogazione della somma; ne consegue che l'eventuale rifiuto ingiustificato di far luogo alla consegna al mutuatario della somma mutuata contro il rilascio di quietanza da redigersi per atto pubblico (fase negoziale che il citato testo unico definisce come di stipulazione del contratto definitivo) si configura come vero e proprio inadempimento contrattuale e dà al mutuatario diritto di ottenere il risarcimento del danno ai sensi degli art. 1218 e 1223 c.c.

Cassazione civile sez. I  06 giugno 2003 n. 9101  



 
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