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Codice civile aggiornato  al  16 Gen 2015
 
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Art. 1824 codice civile: Crediti esclusi dal conto corrente

Sono esclusi dal conto corrente i crediti che non sono suscettibili di compensazione.

Qualora il contratto intervenga tra imprenditori, s’intendono esclusi dal conto i crediti estranei alle rispettive imprese.


Giurisprudenza annotata

Fallimento

Le rimesse sul conto corrente dell'imprenditore poi fallito sono suscettibili di revocatoria fallimentare soltanto nell'ipotesi in cui il conto, all'atto della rimessa, risulti "scoperto" (intendendosi tale sia il conto non assistito da apertura di credito che presenti un saldo a debito del cliente, sia il conto scoperto a seguito di sconfinamento del fido convenzionale accordato al correntista). In siffatta situazione, secondo la distribuzione dell'onere probatorio prefigurata dall'art. 67 legge fallimentare, alla curatela fallimentare spetta la dimostrazione della sussistenza della rimessa, della sua effettuazione nel periodo "sospetto" e della "scientia decoctionis" del correntista, da parte della banca; mentre questa ha l'onere di provare, per escludere la natura "solutoria" del versamento, sia l'esistenza, alla data di questo, di un contratto di apertura di credito, sia l'esatto ammontare dell'affidamento accordato al correntista alla medesima data, non essendo sufficiente, a tali ultimi fini, la produzione della "scheda degli affidamenti" e dell'estratto notarile del "libro fidi" della banca, qualora il contenuto di detti documenti sia contestato dalla curatela e comunque, gli stessi non abbiano un significato congruo rispetto al fatto da dimostrare (nella specie la S.C. ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto che, in presenza di specifica contestazione degli indicati documenti prodotti dalla banca, questa non aveva dato adeguata dimostrazione del contenuto contrattuale degli affidamenti, risultati attestare "castelletto conto portafoglio" e "anticipi conto corrente su portafoglio", rispetto all'accertamento del contenuto solutorio, o meno, delle rimesse in contestazione).

Cassazione civile sez. I  23 giugno 1994 n. 6031

 

In sede di accertamento del passivo fallimentare, il curatore assume la posizione di terzo, sicché la scrittura privata per essergli opponibile deve essere munita ai sensi dell'art. 2704 c.c., di data certa anteriore al fallimento. Ai fini dell'opponibilità della scrittura privata annotata nei libri contabili della banca è necessario che sia intervenuta la vidimazione del pubblico ufficiale anteriore al fallimento e posteriore all'annotazione, nonché l'attestazione della tenuta dei libri a norma di legge.

Tribunale Vallo Lucania  05 febbraio 1993

 

 

Contratti bancari

Con riguardo ad un contratto d'apertura di credito - per cui non è richiesta la forma scritta "ad substantiam" - la prova testimoniale può essere ammessa, ancorché il valore ecceda il limite indicato dall'art. 2721 c.c., in presenza d'un principio di prova per iscritto, quale è costituito dagli assegni emessi dalla parte a cui favore la banca assuma d'aver concesso il credito e dall'estratto del conto.

Cassazione civile sez. I  21 dicembre 1988 n. 6974  

 



 
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