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Art. 1832 codice civile: Approvazione del conto

L’estratto conto trasmesso da un correntista all’altro s’intende approvato, se non è contestato nel termine pattuito o in quello usuale (1), o altrimenti nel termine che può ritenersi congruo secondo le circostanze.

L’approvazione del conto (2) non preclude il diritto di impugnarlo per errori di scritturazione o di calcolo, per omissioni o per duplicazioni. L’impugnazione deve essere proposta, sotto pena di decadenza, entro sei mesi dalla data di ricezione dell’estratto conto relativo alla liquidazione di chiusura, che deve essere spedito per mezzo di raccomandata.


Commento

Estratto conto: documento contabile nel quale vengono inserite tutte le operazioni economiche, relative ad un determinato periodo di tempo, attinenti ad un contratto di conto corrente.

 

Errore di scritturazione: nel caso di specie, l’errore consiste nell’errore di manifestazione grafica sul documento (es.: un errore di battitura se il conto è redatto con apparecchiature meccaniche, tipo macchina da scrivere o computer).

 

Omissione: in questa determinata situazione, l’omissione è il mancato inserimento di una voce o di una parola nel conto. Essa deve essere però facilmente rilevabile dal conto stesso.

 

Duplicazione: consiste nell’inserimento, avvenuto due volte, della stessa voce nello stesso documento.

 

 

(1) La contestazione deve essere specificamente diretta contro una o più annotazioni inserite nell’estratto conto. Il generico rifiuto del conto non è ritenuto, dalla giurisprudenza, sufficiente. La finalità di tale disposizione è di evitare che un qualsiasi rifiuto immotivato e indeterminato si riduca ad un accorgimento per ritardare il dovuto pagamento.

 

(2) L’«approvazione» ha valore di semplice dichiarazione di volontà; è, quindi, assimilabile alla confessione [v. 2730]. L’approvazione produce, in realtà, pochissimi effetti, e cioè solo quello di rendere incontestabile l’esistenza di determinati fatti giuridici [v. Libro IV, Titolo II] (cioè la concreta annotazione delle operazioni economiche riferite a determinati avvenimenti).

 

 


Giurisprudenza annotata

Conto bancario

La mancata contestazione degli estratti conto inviati al cliente dalla banca, oggetto di tacita approvazione in difetto di contestazione ai sensi dell’art. 1832 c.c., non vale a superare la nullità della clausola relativa agli interessi ultralegali, posto che l’unilaterale comunicazione del tasso di interesse non può supplire al difetto originario di valido accordo scritto in deroga alle condizioni di legge, richiesto dall’art. 1284 c.c.

Tribunale Roma sez. IX  20 giugno 2014 n. 13487  

 

L'accertata nullità delle clausole che prevedono, relativamente agli interessi dovuti dal correntista, tassi superiori a quelli legali e la capitalizzazione trimestrale impone la rideterminazione del saldo finale mediante la ricostruzione dell'intero andamento del rapporto, sulla base degli estratti conto a partire dall'apertura del medesimo, che la banca, quale attore in senso sostanziale nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ha l'onere di produrre, non potendo ritenersi provato il credito in conseguenza della mera circostanza che il correntista abbia formulato rilievi in ordine alla documentazione prodotta nel procedimento monitorio. Cassa con rinvio, App. Milano, 11/03/2006

Cassazione civile sez. I  19 settembre 2013 n. 21466  

 

In materia di controversie aventi ad oggetto contratti bancari, con riguardo al valore probatorio attribuibile agli estratto conto inviati nel corso del rapporto contrattuale instaurato con il cliente, l’incontestabilità delle risultanze, conseguente all’approvazione tacita, a norma dell’art. 1832 c.c., si riferisce agli accrediti e agli addebiti considerati nella loro realtà effettuale, ma non impedisce la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui essi derivano.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  08 maggio 2013 n. 396  

 

In materia di rapporti bancari, ai sensi dell'art. 1832 c.c., la mancata contestazione dell'estratto conto e la connessa implicita approvazione delle operazioni in esso annotate riguardano gli accrediti e gli addebiti considerati nella loro realtà effettuale, nonché la verità contabile, storica e di fatto delle operazioni annotate, ma non impediscono la formulazione di censure concernenti la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti.

Tribunale Lucca  06 febbraio 2013 n. 114  

 

 

Conto corrente

L'approvazione tacita dell'estratto di conto corrente ai sensi dell'art. 1832 c.c. non si estende alla validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti, ma ha la sola funzione di certificare la verità storica dei dati riportati nel conto stesso.

Tribunale Modena  14 febbraio 2014 n. 140  

 

Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l'integrale ricostruzione del dare e dell'avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. Cassa e decide nel merito, App. Milano, 11/03/2006

Cassazione civile sez. I  20 settembre 2013 n. 21597  

 

In tema di conto corrente, in ipotesi di annotazione a credito in favore del cliente dell'importo di assegni girati per l'incasso, cui faccia seguito un'annotazione a debito di identico ammontare, a causa del mancato pagamento dei titoli da parte della banca trattaria per difetto di provvista, non sussiste un errore di scritturazione o di calcolo, né alcuna omissione o duplicazione, agli effetti dell'art. 1832, secondo comma, cod. civ., configurandosi, piuttosto, uno storno conseguente al definitivo non avveramento della condizione sospensiva alla quale rimane subordinato, in forza dell'art. 1829 cod. civ., l'accredito degli assegni in conto corrente, comportante il venir meno, con efficacia retroattiva, dell'iniziale annotazione. Rigetta, App. Torino, 10/01/2007

Cassazione civile sez. I  27 agosto 2013 n. 19585  

 

In tema di contratto di conto corrente, le risultanze dell’estratto di conto corrente allegate a sostegno della domanda di pagamento del saldi non solo legittimano l’emissione di decreto ingiuntivo ma, nell’eventuale giudizio di opposizione, hanno efficacia fino a prova contraria, potendo essere disattese solo in presenza di circostanziate contestazioni, non già attraverso il mero rifiuto del conto o la generica affermazione di nulla dovere; a tal fine, peraltro, è irrilevante che le suddette rilevanze non siano già state stragiudizialmente rese note al correntista, atteso che la produzione in giudizio costituisce “trasmissione” ai sensi dell’art. 1832 c.c., onerando il correntista alle necessarie specifiche contestazioni al fine di superare l’efficacia probatoria della produzione.

Tribunale Nocera Inferiore sez. II  06 giugno 2013 n. 537  

 

Ai sensi dell'art. 1832 c.c., la mancata contestazione dell'estratto conto e la connessa implicita approvazione delle operazioni in esso annotate riguardano gli accrediti e gli addebiti considerati nella loro realtà effettuale, nonché la verità contabile, storica e di fatto delle operazioni annotate, ma non impediscono la formulazione di censure concernenti la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti.

Corte appello Bari sez. II  18 dicembre 2012 n. 1362  



 
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