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Art. 1858 codice civile: Nozione

Lo sconto è il contratto col quale la banca, previa deduzione dell’interesse, anticipa al cliente l’importo di un credito verso terzi non ancora scaduto, mediante la cessione, salvo buon fine, del credito stesso.


Commento

Sconto bancario: contratto tipico che determina a carico della banca l’obbligazione di anticipare una somma che corrisponde all’importo di un credito non scaduto, cioè non esigibile, a cui viene detratta una percentuale (interesse) che, in realtà, costituisce il corrispettivo della banca. L’obbligazione che sorge a carico del cliente è quella di cedere alla banca il credito.


Giurisprudenza annotata

Contratti bancari

Il contratto di sconto bancario delle cambiali rilasciate al venditore dall'acquirente di alcuni macchinari industriali ricorrendo al finanziamento previsto dalla legge 28 novembre 1965, n. 1329 (cosiddetta legge Sabatini), non è funzionalmente collegato a quello traslativo della proprietà dei predetti beni, dovendo escludersi che la validità di quest'ultimo condizioni la validità del primo. Trattasi, infatti, di contratto del tutto autonomo rispetto all'originaria compravendita, in cui l'osservanza dello specifico regime previsto dagli artt. 1, 2, 3, 6 e 10 della legge n. 1329 cit., relativo all'individuazione delle macchine mediante contrassegno contenente gli elementi identificativi della compravendita e dei contraenti, da trascriversi sulle cambiali, è finalizzato esclusivamente a garantire il venditore, che può subire effetti pregiudizievoli dalle modalità agevolate di finanziamento dell'acquirente dei macchinari, ed incide unicamente sulla riconoscibilità del privilegio speciale normativamente previsto sui beni oggetto del trasferimento, non già sulla facoltà delle parti, nei limiti della loro autonomia negoziale, di concludere un valido contratto di sconto cambiario anche in assenza del menzionato privilegio. Rigetta, App. Trieste, 14/07/2007

Cassazione civile sez. I  23 giugno 2014 n. 14226

 

In caso di sconto, il diritto della banca di ottenere dal cliente la restituzione della somma anticipata è subordinato all'inadempimento del debitore ceduto. Cassa con rinvio, App. Bologna, 15/11/2005

Cassazione civile sez. I  17 maggio 2013 n. 12079  

 

Il contratto di sconto bancario non richiede la forma scritta, né ad substantiam né ad probationem, fermo restando, ove lo sconto avvenga mediante la girata di una cambiale, l'osservanza delle formalità richieste dalla legge di circolazione del titolo medesimo.

Cassazione civile sez. III  20 novembre 2012 n. 20319  

 

Nel caso della cd. anticipazione su fatture, o sconto improprio, a fronte del mandato all'incasso di ricevute bancarie è onere del creditore, che pretende la restituzione delle somme erogate in ragione del mancato pagamento del terzo, dimostrare non solo l'esistenza del contratto di finanziamento, bensì anche l'avvenuta erogazione delle somme sovvenute, senza che ad integrare tale prova possa ritenersi sufficiente la produzione, da parte della banca, dell'originale delle ricevute bancarie, di per sé inidonee a dimostrare l'effettiva anticipazione delle somme oggetto di finanziamento.

Cassazione civile sez. I  15 giugno 2012 n. 9848  

 

Nel caso della c.d. anticipazione su fatture o sconto improprio, a fronte del mandato all'incasso di ricevute bancarie, è onere del creditore che pretende la restituzione delle somme erogate, in ragione del mancato pagamento del terzo, dimostrare non solo l'esistenza del contratto di finanziamento, bensì anche l'avvenuta erogazione delle somme sovvenute, senza che ad integrare tale prova possa ritenersi sufficiente la produzione, da parte della banca, dell'originale delle ricevute bancarie, di per sé inidonee a dimostrare l'effettiva anticipazione delle somme oggetto di finanziamento.

Tribunale Salerno sez. II  06 settembre 2010 n. 1975  

 

In tema di contratto di sconto bancario, che risulti stipulato per fatti concludenti, non rileva - al fine del sorgere delle obbligazioni derivanti dal contratto, né l'assenza di un contratto di apertura di credito, né la mancanza di un « castelletto di sconto », atteso che il contratto di sconto non richiede la forma scritta né ad substantiam né ad probationem , ferma restando, ove lo sconto avvenga mediante girata, l'osservanza delle formalità richieste dalla legge di circolazione del titolo. Il « castelletto di sconto », infatti è un negozio distinto dal contratto di apertura di credito in quanto con esso la banca s'impegna, nel limite e per il tempo concordati, a scontare, a favore di un soggetto determinato, gli effetti e le ricevute bancarie che questo le presenterà senza implicare, anche se regolato in conto corrente, alcun trasferimento di denaro al cliente (neppure nella forma della « messa a disposizione ») con la conseguenza che detto trasferimento avverrà solo in forza dei singoli negozi di sconto e l'obbligazione restitutoria dello scontatario sorgerà solo ove i documenti scontati rimangano insoluti.

Cassazione civile sez. I  14 luglio 2010 n. 16560

 

Benché sia pattiziamente convenuto il recesso "ad nutum" della banca da un contratto di sconto, il diritto della banca di ottenere dallo scontatario la restituzione della somma scontata diviene attuale ed esercitabile solo a seguito dell'inadempimento del debitore ceduto, il quale opera quale condizione risolutiva dell'erogazione. Spetta alla banca recedente provare l'inadempimento del terzo, risultando altrimenti illegittimo - perché contrario al principio di buonafede nell'esecuzione del contratto - il recesso senza giusta causa, contraddistinto dai caratteri dell'imprevedibilità e dell'arbitrarietà.

Cassazione civile sez. I  23 settembre 2002 n. 13823

 

Alla stregua del principio secondo cui il contratto deve essere eseguito secondo buona fede, in caso di sconto, ordinario o cambiario, il diritto della banca di ottenere dal cliente la restituzione della somma anticipata discende dal contratto, ma diviene attuale ed esercitabile solo a seguito dell'inadempimento del debitore ceduto, il quale opera quale condizione risolutiva dell'erogazione e, pertanto, spetta alla banca, che chieda detta restituzione, di fornire la prova dell'inadempienza del terzo. Mentre deve considerarsi illegittimo il recesso senza giusta causa, connotato dall'imprevedibilità e dall'arbitrarietà.

Cassazione civile sez. I  23 settembre 2002 n. 13823



 
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