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Art. 186 codice civile: Obblighi gravanti sui beni della comunione

I beni della comunione (1) rispondono:

a) di tutti i pesi ed oneri gravanti su di essi al momento dell’acquisto;

b) di tutti i carichi dell’amministrazione (2);

c) delle spese per il mantenimento della famiglia e per l’istruzione e l’educazione dei figli e di ogni obbligazione contratta dai coniugi, anche separatamente, nell’interesse della famiglia (3);

d) di ogni obbligazione contratta congiuntamente dai coniugi.


Commento

Obbligazione: [v. Libro IV, Titolo I].

 

(1) Art. così sostituito ex l. 19-5-1975, n. 151 (art. 65) (Riforma del diritto di famiglia).

 

(2) Si tratta delle spese necessarie per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dei beni comuni: se realizzati da un solo coniuge, il terzo creditore può agire per la propria soddisfazione non solo sui beni personali del coniuge con cui ha contrattato, ma anche sulla sua quota di beni in comunione.

 

(3) La norma considera contratte nell’interesse della famiglia le obbligazioni necessarie per il mantenimento della stessa, per l’educazione e l’istruzione dei figli.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione forzata

La natura di comunione senza quote della comunione legale dei coniugi comporta che l'espropriazione, per crediti personali di uno solo dei coniugi, di un bene (o di più beni) in comunione abbia ad oggetto il bene nella sua interezza e non per la metà, con scioglimento della comunione legale limitatamente al bene staggito all'atto della sua vendita od assegnazione e diritto del coniuge non debitore alla metà della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo, in caso di assegnazione (principio affermato ai sensi dell'art. 363 c.p.c.).

Cassazione civile sez. III  14 marzo 2013 n. 6575  

 

Il creditore di un coniuge in regime di comunione legale dei beni deve necessariamente pignorare l'intero cespite in comunione, con facoltà di soddisfarsi sul ricavato, nei limiti della quota spettante al coniuge obbligato; al pignoramento "pro quota", in ragione dell'inespropriabilità della stessa, consegue l'improcedibilità del processo esecutivo.

Tribunale Piacenza  20 ottobre 2011

 

 

Coniugi

Sono esclusi dalla comunione legale solo i beni qualificabili come "personali" e sempre che, trattandosi di beni immobili o di beni mobili registrati, tale esclusione risulti dalla dichiarazione dell'altro coniuge, la quale ha natura confessoria se attesta fatti, ma non assume tale significato se esprime solo una condivisione di intenti quanto alla futura destinazione del bene.

Cassazione civile sez. un.  28 ottobre 2009 n. 22755  

Ritenuto che, qualora uno dei coniugi, pur in regime di comunione legale di beni, contragga con i terzi debiti diretti a soddisfare bisogni della famiglia, il medesimo impegni il partner, quale debitore solidale, solo se i debiti servano a soddisfare interessi essenziali, perché primari ed infungibili, del nucleo domestico, non può sorgere a carico del coniuge non stipulante responsabilità solidale alcuna nell'ipotesi in cui l'altro coniuge abbia preferito iscrivere i figli comuni in un istituto scolastico privato, dalle costose rette, piuttosto che provvedere all'istruzione della prole iscrivendola in una scuola pubblica dai costi enormemente minori.

Cassazione civile sez. III  10 ottobre 2008 n. 25026

 

 

Assicurazione

In materia di assicurazione della r.c.a., ai sensi dell'art. 4 legge n. 990 del 1969, nel testo sia anteriore (che faceva richiamo all'art. 2054, comma 3, c.c.) sia posteriore (da tale momento essendo il coniuge considerato, in relazione ai danni alla persona - biologico e morale - come terzo trasportato coperto da assicurazione) alla novella introdotta dall'art. 28 legge n. 142 del 1992, in caso di incidente stradale a bordo di autovettura facente parte del regime patrimoniale di comunione legale, i danni subiti dal coniuge trasportato e imputabili alla condotta di guida dell'altro coniuge debbono essere risarciti per l'intero (seppure nei limiti del massimale da parte dell'assicuratore), non essendo al riguardo configurabile alcuna limitazione nemmeno in ragione della contitolarità dell'autovettura tra i coniugi scaturente dal regime di comunione legale, giacché essendo la comunione dei beni tra i coniugi pro indiviso, il diritto di ciascuno di essi investe l'intera cosa o - qualora non si tratti di diritto reale - l'intera titolarità soggettiva.

Cassazione civile sez. III  15 gennaio 2003 n. 487  

 



 
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