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Art. 1877 codice civile: Risoluzione del contratto di vitalizio oneroso

Il creditore di una rendita vitalizia costituita a titolo oneroso può chiedere la risoluzione del contratto, se il promittente non gli dà o diminuisce le garanzie pattuite (1).


Commento

(1) Ci si riferisce sia a quelle reali (es.: ipoteca [v. 2808]), che vincolano cioè un bene [v. 810] per assicurare al creditore il pagamento della somma dovutagli, sia a quelle personali (es.: fideiussione [v. 1936]), che offrono cioè al creditore un altro patrimonio [v. 2740], oltre a quello del debitore, sul quale soddisfarsi in via eventuale.

In caso di diminuzione delle garanzie (reali o personali), oltre alla risoluzione troverà applicazione l’art. 2743, ai sensi del quale il creditore potrà pretendere il pagamento immediato del suo credito, producendo gli stessi effetti del riscatto forzoso

 


Giurisprudenza annotata

Rendita perpetua e vitalizia

Nel contratto atipico di vitalizio alimentare o assistenziale, il decesso del beneficiario delle prestazioni alimentari e di cura noti può determinare la risoluzione del contratto, ma comporta soltanto l'estinzione della prestazione periodica al cui compimento si è obbligato il vitaliziante.

Cassazione civile sez. II  24 giugno 2009 n. 14796  

In tema di contratto atipico di vitalizio alimentare o assistenziale, non costituisce causa di risoluzione per inadempimento del vitaliziante il sopravvenuto decesso, nel corso del rapporto, del beneficiario delle prestazioni alimentari e di cura, perché il sopraggiungere della morte del vitaliziato durante lo svolgimento del rapporto conseguente alla stipula del suddetto contratto comporta soltanto l'estinzione della prestazione periodica al cui adempimento si è obbligato il vitaliziante.

Cassazione civile sez. II  24 giugno 2009 n. 14796  

Al contratto, con il quale una parte si obbliga a corrispondere all'altra vitto, alloggio e vestiario nonché a prestarle assistenza materiale e spirituale dietro corrispettivo della cessione di un immobile o di altra attribuzione patrimoniale, sono applicabili le disposizioni in materia di vitalizio oneroso che non siano incompatibili con le particolari fattispecie che le parti pongano in essere, nella loro autonomia negoziale, mediante la previsione di prestazioni che possano consistere - esclusivamente o prevalentemente - in un dare od in un facere. Pertanto, qualora non sia possibile, per qualsiasi causa, la prestazione in natura, a tale contratto è applicabile l'art. 433 c.c. che prevede, in materia d'alimenti, la determinazione da parte del giudice del modo di somministrazione della prestazione dell'obbligato - e quindi anche la convertibilità in danaro della prestazione - indipendentemente dalla scelta dell'interessato, nonché l'art. 1877 c.c. per il quale il creditore, in caso di mancata o diminuita prestazione delle garanzie pattuite da parte del promittente, può chiedere la risoluzione del contratto.

Cassazione civile sez. II  15 marzo 1982 n. 1683  



 
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